Edilizia. Confartigianato contro cambio regole bonus e superbonus

EDILIZIA – Nuova stretta del Governo contro bonus casa e superbonus 110%: crediti cedibili solo una volta. Aziende in difficoltà e protesta delle imprese edili e dell’impiantistica. Lai e Meloni (Confartigianato Sardegna): “Aziende costrette a rivedere contratti
con conseguente aumento dei contenzioni. Le continue modifiche delle norme, la retroattività e l’aumento della burocrazia creano confusione e incertezza sul mercato della riqualificazione degli immobili”. Superbonus: in Sardegna 541 milioni di euro di investimenti, oltre
3mila cantieri.

“Ormai passiamo più tempo a intercettare e capire le nuove regole, a
districarci nella burocrazia e a spiegare la nuova normativa ai
clienti rispetto ad aprire cantieri, riqualificare immobili, far
lavorare le imprese e a creare nuova economia. Siamo molto preoccupati
per l’ennesimo cambio di rotta del Governo contro bonus casa e
superbonus. Soprattutto non accettiamo che le aziende che lavorano
seriamente e rispettano le regole debbano venir accomunate a chi opera
fuorilegge”.

E’ dura la critica di Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato
Sardegna sulle novità contro le frodi nell’utilizzo dei bonus in
edilizia, introdotte nel Decreto “Sostegni ter” approvate dal
Consiglio dei Ministri.

La norma prevede che il credito di imposta corrispondente a
superbonus, bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus
facciate sia ceduto una sola volta. Questo significa che il
beneficiario della detrazione potrà cedere il credito ad altri
soggetti, banche e intermediari finanziari, ma questi non potranno
cederlo a loro volta; i fornitori che praticano lo sconto in fattura
potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito di imposta e
cederlo una sola volta ad altri soggetti, banche o intermediari
finanziari, ma questi ultimi non potranno cederlo a loro volta. Tutti
i contratti stipulati violando queste regole saranno considerati
nulli. Il risultato sarà che per le imprese sarà molto difficile
cedere i crediti e, di conseguenza, i più penalizzati saranno i
clienti che avranno notevole difficoltà nell’avviare i lavori. Oltre a
tutto questo, la disposizione andrà a colpire in modo pesante anche il
mondo dell’impiantistica che lavora, per la quasi totalità dei casi,
con le detrazioni del 50 e 65%.

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“Le continue modifiche al funzionamento del Superbonus e di tutti gli
altri bonus casa – continua Lai – creano profonde incertezze tali da
scoraggiare un mercato importante come quello dell’edilizia e
dell’impiantistica sarda che stava crescendo in modo solido e
sensibile. Le nostre imprese sono serie e operano in correttezza e non
accettiamo che vengano penalizzate da pochi che si comportano fuori
dalle leggi”.

La protesta di Confartigianato Sardegna, infatti, da voce alle
migliaia di imprese artigiane edili e dell’impiantistica alle prese
con cantieri realizzati con il superbonus e con gli altri bonus edili
che si vedono cambiate le regole nell’arco di poche ore.

“Siamo sempre stati i primi a chiedere controllo e rigore nel
contrastare le frodi e premiare le imprese serie e virtuose – riprende
il Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna, Giacomo Meloni –
ma non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di
imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione
energetica, che ora dovranno necessariamente rivedere le condizioni
contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un
blocco del mercato”. “Il dubbio è che con questo nuovo Decreto si
voglia limitare il contributo dello Stato alla riqualificazione
energetica e, di conseguenza, l’efficacia del superbonus e degli
ecobonus – sottolinea il Presidente degli edili sardi di
Confartigianato  – infatti, i clienti con norme più restrittive
sarebbero “meno invogliati” a effettuare gli interventi. Non
dimentichiamo che già nella Manovra 2022 il Governo aveva tentato di
introdurre forti limitazioni al superbonus e agli altri bonus,
operazione fermata dall’azione del Parlamento che fece approvare la
proroga di questi incentivi che permetteva alle imprese di pianificare
lavoro, investimenti e assunzioni, e al cittadino di programmare la
riqualificazione del proprio immobile”.

Inoltre, dal Governo sarebbe in arrivo, a febbraio, un’altra ennesima
modifica: una nuova norma, infatti, recupererebbe l’allegato 1 del
decreto requisiti minimi, lo rende vincolante, prevede prezzi massimi
unitari omnicomprensivi non per solo per i beni ma per tutti gli
interventi in eco e superbonus, in sostituzione dei prezziari.

Il problema del continuo cambio di norme e della burocrazia è stato,
anche recentemente, stigmatizzato da Confartigianato Sardegna.

Per una edilizia che in Sardegna corre e batte tutti i record, (23mila
imprese e 49mila addetti in tutto il “Sistema casa”, quindi edili e
impiantisti) c’è ancora una burocrazia pesante che frena, o quanto
meno rallenta, un settore che nei primi 8 mesi del 2021 è cresciuto in
modo sensibile per non dire travolgente. Infatti, se il fatturato
isolano del settore, trainato dall’effetto bonus casa e superbonus, è
cresciuto del 35,9% rispetto al periodo pre-covid, contro il +30%
nazionale, immettendo sul mercato delle imprese edili oltre 500
milioni di euro di liquidità, le norme e le leggi che cambiano giorno
dopo giorno, la poca chiarezza nelle loro applicazioni e l’incertezza
creata nelle imprese e nei cittadini, stanno creando non pochi
problemi.

Per il Superbonus 110%, in Sardegna le asseverazioni a dicembre 2021
sono state complessivamente 3.138 per un totale di investimenti pari a
541 milioni di euro e investimenti lavori conclusi di 349 milioni di
euro. I condomini registrano 242 asseverazioni per 209 milioni di
detrazioni (investimento medio di 865 mila euro), per le unifamiliari
le asseverazioni sono 2.068 per 240 milioni di investimenti
(investimento medio 116 mila), mentre per le case indipendenti le
asseverazioni sono 828 per 91 milioni di investimenti (investimento
medio 110mila).

“Non è possibile che di fronte a questi numeri il Governo risponda con
ogni mese con qualche nuova norma che genera confusione e rischia di
fermare i cantieri – concludono Lai e Meloni – non è questo il sistema
per frenare abusi e irregolarità. Contro le frodi, abbiamo chiesto da
tempo regole chiare per evitare speculazioni, come l’introduzione di
prezzari di riferimento per tutti i bonus e un sistema di
qualificazione delle imprese, visto il recente proliferare di
operatori improvvisati.  Ma finora, al di là di qualche buon
proposito, non si è fatto nulla, mentre in questo modo si colpiscono
le imprese serie”.

Fatturato boom

Nell’Isola, il trend del fatturato del settore Costruzioni nel periodo
pandemico (2020-2021) rispetto al 2019, risente in modo positivo
dell’effetto bonus e segna un recupero a doppia cifra, pari al +35,9%,
superiore al +30% nazionale che posiziona la nostra regione 3a nella
classifica nazionale. Evidenza in contrasto con quanto rilevato per il
peso sul valore aggiunto delle detrazioni in ristrutturazioni ed
ecobonus che poneva la Sardegna oltre la metà della classifica.

Valore aggiunto

Grazie all’impulso dato dalla combinazione superbonus110% e bonus
casa, la Sardegna si posiziona terza in Italia per il valore aggiunto
creato, pari al +19,3%,  sopra di 7,2 punti al valore medio nazionale.

Recupero edilizio e riqualificazione energetica: dinamiche pre-emergenza
Le statistiche sulle dichiarazioni Irpef permettono di analizzare la
dinamica dei contribuenti che richiedono le detrazioni per
ristrutturazioni ed efficientamento energetico ed il loro ammontare
negli anni precedenti alla diffusione del virus (2015-2019).
Seppur l’utilizzo delle detrazioni edilizie nella nostra regione è
risultato sempre particolarmente contenuto rispetto ad altre realtà
territoriali, per lo più del nord del Paese, da questi dati si osserva
come nel tempo ci sia sempre stato un maggior ricorso al recupero
edilizio (82,3%) rispetto alle procedure per il risparmio energetico
insieme ad un incremento costante sia dei contribuenti che
dell’ammontare delle spese detratte: i primi sono passati dai 146 mila
del 2015 ai 207 mila del 2019 e le spese da 77.787 mila euro del 2015
al 130.374 mila euro del 2019.

Nel 2019, 161mila contribuenti sardi hanno detratto 107milioni di euro
(media 66.300 euro) per la riqualificazione delle abitazioni,
generando così un giro d’affari per le imprese di 214 milioni di euro.
Sempre nel 2019, per il risparmio energetico, 45.561 cittadini hanno
invece portato in detrazione 23milioni di euro, per una media di 503
euro, immettendo nel mercato poco meno di 34 milioni di euro. Grazie a
questi numeri, grazie alle detrazioni in Sardegna la riqualificazione
degli immobili, strutturale ed energetica, ha consentito di immettere
nel circuito economico ben 248 milioni di euro che, per la quasi
totalità, sono andati a sostenere le piccole e medie imprese sarde.

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