“I soliti ignoti”: la commedia teatrale arriva a Cagliari e Sassari

Arriva fino in Sardegna il fascino della commedia all’italiana ne “I soliti ignoti” – trasposizione teatrale del fortunato film di  Mario Monicelli.

La commedia è in cartellone da mercoledì 15 dicembre alle 20.30 fino a domenica 19 dicembre al Teatro Massimo di Cagliari (tutti i giorni da mercoledì a sabato alle 20.30 e la domenica alle 19 – venerdì 17 dicembre doppia recita con la pomeridiana alle 16.30 per il turno P) sotto le insegne de La Grande Prosa firmata CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna.

 

Lo spettacolo teatrale è frutto dell’adattamento di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli, tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Age & Scarpelli, con scene di Luigi Ferrigno, costumi di Milena Mancini, musiche di Pino Marino e disegno luci di Giuseppe D’Alterio – produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo, per la regia di Vinicio Marchioni .

Sotto i riflettori lo stesso Vinicio Marchioni e Giuseppe Greco, accanto a Paolo Giovannucci e a Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi, Marilena Anniballi per la cronaca delle (dis)avventure di piccoli malfattori e “professionisti” del ramo impegnati nella preparazione di un grosso “colpo” grazie al quale “sistemarsi” per un po’ di tempo, pagare i debiti e stare tranquilli, anziché continuare a entrare e uscire di prigione. 

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La pièce che racconta le maldestre imprese di una banda di ladri e regala un vivace affresco dell’Italia del secondo dopoguerra, attraverso le storie di gente comune, non sfiorata dagli effetti del boom economico, abituata a vivere di espedienti e a ricorrere all’arte di arrangiarsi per sbarcare il lunario, sarà poi in scena lunedì 20 dicembre alle 21 al Teatro Comunale di Sassari per la Stagione di Prosa e Danza 2021-2022 del CeDAC, con un cambio cast: Fabio Troiano nel ruolo di Tiberio Baschi, interpretato da Marcello Mastroianni sul grande schermo, invece di Vinicio Marchioni. 

IL FILM

Tra i capolavori del cinema italiano, “I soliti ignoti” – vincitore di due Nastri d’Argento (Miglior attore protagonista per Vittorio Gassman e Migliore sceneggiatura per Age & Scarpelli, Suso Cecchi D’Amico e Mario Monicelli) e candidato al Premio Oscar nel 1959 come miglior film straniero –  mette in campo uno straordinario cast, da Vittorio Gassman nel ruolo del pugile Giuseppe Baiocchi, alias “Peppe er Pantera” e Marcello Mastroianni nei panni del fotografo Tiberio Braschi, e poi Renato Salvatori (Mario Angeletti), Claudia Cardinale (Carmelina), Carla Gravina (Nicoletta), il sardo Tiberio Murgia (Michele Nicosia detto “Ferribotte”), Memmo Carotenuto (Cosimo Proietti) e Carlo Pisacane (Pierluigi Capannelle) con la partecipazione di Antonio De Curtis, in arte Totò, nella parte di Dante Cruciani, noto scassinatore ormai a riposo e prezioso “consulente” per la malavita. 

LA PIECE TEATRALE

Le tragicomiche vicende de “I soliti ignoti” rivivono sulla scena con la regia di Vinicio Marchioni in una moderna riscrittura pensata per il palcoscenico, da cui emergono i caratteri differenti e complementari dei personaggi, le loro questioni personali, le difficoltà del quotidiano, ma anche le aspirazioni e i sogni: ritratto di un’umanità imprigionata in una condizione di povertà e precarietà, costretta a lottare ogni giorno per la sopravvivenza, incapace di affrancarsi e sfuggire a un destino apparentemente giù scritto. Vite ai margini – confinate nei rioni popolari e nelle periferie delle grandi città – tra il miraggio della gloria di un boxeur che continua a prenderle sul ring, i piccoli furti e i tentativi di rapina di chi non conosce altro sistema per procurarsi il pane, il retaggio di una cultura patriarcale che vede le donne confinate a casa, in attesa di un matrimonio ovviamente “combinato”, lo studio di un fotografo che diventa nursery quando la moglie finisce in galera. La cifra ironica e graffiante di Mario Monicelli restituisce l’immagine di una folla apparentemente anonima di donne e uomini, intenti a cercare di conquistare, pur nella miseria materiale e morale, il proprio posto nel mondo e inseguire la propria idea di felicità: il fantasioso piano de “I soliti ignoti” – destinato al fallimento – mette in luce un microcosmo, in cui a dispetto di tutto resistono valori come l’amicizia e la solidarietà, la comprensione per le altrui debolezze, ma anche un senso di orgoglio o dignità “professionale”. 

Nella pièce teatrale si ritrovano le atmosfere del film, e dell’epoca, insieme al registro umoristico di un film pensato come una parodia ma arricchito di ulteriori elementi e significati, fino a diventare una fotografia della realtà del Belpaese negli Anni Cinquanta: una narrazione coinvolgente che spazia tra comicità e dramma, sul filo della suspense, in un “giallo” raccontato dal punto di vista dei criminali, ricco di colpi di scena, interessante da seguire anche se si conosce già il finale.

«Ci sono dei film che segnano la nostra vita e “I soliti Ignoti” per me è uno di questi» –

sottolinea Vinicio Marchioni nelle note di regia -.

«Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada».

INFO & PREZZI 

 

CAGLIARI – La Grande Prosa al Teatro Massimo 

Biglietti 

Platea I settore: intero 35, 00 euro – ridotto 27,00 euro

Platea II settore: intero 30, 00 euro – ridotto 22,00 euro

Loggia: 15,00 euro

Pomeridiane (turno P): intero 16, 00 euro – ridotto 12,00 euro

prevendite online: vivaticket.it 

prevendite al BoxOffice Sardegna – viale Regina Margherita n. 43  – tel. 070 657428

Per informazioni: cell. 345.4894565 – biglietteria@cedacsardegna.it – www.cedacsardegna.it

 

SASSARI – TEATRO COMUNALE

Biglietti 

Platea

intero 25 euro    ridotto e insegnanti 20 euro 

Galleria

intero 20 euro    ridotto e insegnanti 18 euro    studenti 15 euro

Loggione

posto unico 15 euro – posto unico studenti 10 euro

per informazioni: 339.1560328 – circuitoteatralesardo@gmail.com

www.cedacsardegna.it

prevendite 

Le Ragazze Terribili  – via Tempio n. 65 – Sassari – tel. 079.2822015

Nuove Messaggerie Sarde  – piazza Castello n. 11 – Sassari – tel. 079230028