Ultime dallo Stato del Vaticano: è tempo di restituire la parola ai poveri. Ad Assisi l’abbraccio del Papa ai bisognosi e ai dimenticati

È tempo che ai poveri sia restituita la parola», perché troppo a lungo «le loro richieste sono rimaste inascoltate»: è stata questa la prima di una serie di sei accorate invocazioni elevate stamane da Papa Francesco dal pulpito di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi

 

Il discorso di Sua Santità:
«È tempo che ai poveri sia restituita la parola», perché troppo a lungo «le loro richieste sono rimaste inascoltate»: è stata questa la prima di una serie di sei accorate invocazioni elevate stamane da Papa Francesco dal pulpito di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, dove si è recato in vista della prossima Giornata mondiale dei poveri, che ricorre domenica 14.

«È tempo che si aprano gli occhi per vedere lo stato di disuguaglianza in cui tante famiglie vivono», la seconda invocazione del Pontefice, seguita dalle altre: «È tempo di rimboccarsi le maniche per restituire dignità creando posti di lavoro. È tempo che si torni a scandalizzarsi davanti alla realtà di bambini affamati, ridotti in schiavitù, sballottati dalle acque in preda al naufragio, vittime innocenti di ogni sorta» di sopruso. «È tempo che cessino le violenze sulle donne», che vanno «rispettate e non trattate come merce di scambio». Insomma — è stata l’ultima invocazione — «è tempo che si spezzi il cerchio dell’indifferenza per ritornare a scoprire la bellezza dell’incontro e del dialogo».

advertisement

Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi