Prezzo del grano, Vallascas (AC): “A rischio la filiera del grano duro e della pasta: urgenti misure di tutela delle nostre produzioni”

Si sollecitano misure urgenti a tutela della filiera del grano duro e della pasta che rischia di subire contraccolpi negativi dall'aumento del prezzo mondiale del grano a seguito del calo delle produzioni per effetto di siccità e inondazioni.

Andrea Vallascas
Andrea Vallascas

 

“Tra siccità, inondazioni e ripresa anticipata di alcune economie, l’aumento dei prezzi generato dalla crisi mondiale del grano rischia di abbattersi sul alcune filiere di punta del settore agroalimentare del nostro Paese come quella del grano duro e della pasta. Una situazione ormai insostenibile che richiede politiche di rilancio delle produzioni di filiera a garanzia di adeguati livelli di approvvigionamento”.

È quanto afferma il deputato Andrea Vallascas de l’Alternativa in un’interrogazione al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali per sollecitare misure urgenti a tutela della filiera del grano duro e della pasta che rischia di subire contraccolpi negativi dall’aumento del prezzo mondiale del grano a seguito del calo delle produzioni per effetto di siccità e inondazioni.

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Una situazione – spiega Vallascas – aggravata anche dalla ripresa anticipata di alcune economie, come quella della Cina, che sta ricostituendo le proprie scorte facendo incetta nei mercati mondiali con la conseguenza di ridurre ulteriormente la disponibilità e di provocare l’aumento dei prezzi, aumento che oggi ha superato il 60 per cento rispetto all’anno scorso”.

Un danno considerevole – aggiunge – per la filiera del grano duro e della pasta che vede l’Italia tra i principali produttori mondiali. È stato stimato che nel 2018 nel nostro Paese siano stati prodotti quasi 3 milioni e mezzo di tonnellate di pasta, di cui il 58 per cento destinato all’export. In Europa, un piatto di pasta su 3 è italiano, nel mondo, uno su cinque”.

In questo contesto – conclude Vallascas – è necessario promuovere un processo volto a incrementare le produzioni interne per garantire le fornitura necessarie alla filiera e per sottrarre un bene di primaria importanza alle incertezze delle dinamiche mondiali del settore e alle forti oscillazioni di prezzo”.