Il punto di Roberto Napoletano. Sovranismo ed Europa.

Napoletano
Roberto Napoletano.

Il punto di Roberto Napoletano. “Il muro italiano contro il sovranismo Brunetta pone problemi reali e solleva questioni strategiche per ricostruire l’Italia e fare la nuova Europa”.

 
L’Europa non l’hanno fatta i sovranisti vecchi e nuovi ma i popolari, i liberali e i socialisti. Questo solo per dire che c’è una storia nobile che vale anche per la guida dell’Italia di oggi e di domani. Nel Dopoguerra a ricostruire il Paese non fu il Movimento sociale di Almirante, ma la Democrazia cristiana che aveva rapporti europei transatlantici, che ha fatto la Ricostruzione trasformando un Paese agricolo in una potenza economica mondiale e che ha attuato il piano Marshall rispettando sempre la originaria coerenza meridionalista degasperiana. La destra italiana di oggi come il Movimento sociale del Dopoguerra mostra di non avere il respiro della storia che oggi significa fare uscire l’Europa dalla crisi e agganciarla ai grandi movimenti geopolitici internazionali.
di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia
Renato Brunetta ha posto problemi reali e sollevato questioni strategiche che non possono essere eluse e che servono alla riflessione di tutti i partiti. Che devono essere all’altezza del governo di unità nazionale guidato da Draghi e dell’esperienza fortunata che il Paese intero sta vivendo della Nuova Ricostruzione.
Ha parlato delle grandi famiglie che hanno costruito l’Europa e è bene che tutti abbiano a mente che l’Europa non l’hanno fatta i sovranisti vecchi e nuovi ma i popolari, i liberali e i socialisti. Furono tre uomini di confine, De Gasperi, Adenauer e Schuman, aggiungiamo noi, ad avviare il processo ma uno era italiano, uno era francese e uno era tedesco.
Questo solo per dire che ci sono anche i Paesi Fondatori e noi siamo tra questi. Questo solo per dire che c’è  una storia nobile, non immune da errori, ma sviluppatasi poi sempre con il pensiero e le braccia di quelle tre famiglie politiche alle quali si sono poi aggiunte, in questa o quella circostanza, forze nuove come i Verdi e altre minori che però sono entrate sempre nel solco tracciato e ne hanno rispettato argini e confini.
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