De Palma: stipendi infermieri italiani fra ultimi in Europa

Infermieri Nursing Up

Nursing Up De Palma: «Lo stipendio dell’infermiere italiano continua a collocarsi agli ultimi posti della graduatoria europea. Peggio di noi ci sono solo Grecia ed Estonia. Per non parlare delle disparità nei compensi tra le nostre Regioni».

«Urge individuare un meccanismo che garantisca l’equilibrio degli stipendi a livello nazionale, in modo da superare le evidenti differenze che esistono tra Regione e Regione. Bisogna uniformare il compenso degli infermieri italiani al livello dei colleghi europei e agire con i medesimi criteri sugli stipendi delle altre professioni sanitarie con analoga base giuridica».

ROMA 18 OTT 2021 – «Da anni il nostro sindacato denuncia all’opinione pubblica questa scabrosa situazione. I 27.382 euro annui di media dei professionisti di casa nostra rappresentano una cifra lontana anni luce dai 32.092 della Francia, dai 34.212 della Spagna, per non parlare delle “isole felici” Germania (45.000) e Irlanda (48.167).  II Lussemburgo con i suoi 91.920 euro di media all’anno di stipendio rappresenta poi decisamente un altro pianeta.  La Grecia con 19.067 e l’Estonia con 16.353, come già detto chiudono la classifica. 

Gli infermieri Italiani sono quelli con livelli elevati di qualifica universitaria, dottori con tutte le responsabilità del caso, ma secondi – per stipendio – alla stragrande maggioranza dei colleghi europei, anche di quelli che non possiedono la qualifica accademica di dottore.

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Inoltre esiste una grave mancanza di uniformità fra regioni, ci troviamo ancora una volta di fronte alle altalene di 21 sistemi sanitari per 21 territori diversi. 

La graduatoria degli stipendi degli infermieri italiani, Regione per Regione, ci racconta, da anni, di una disparità inspiegabile. Basti pensare che all’ultimo posto c’è il Friuli Venezia Giulia, regione virtuosa dal punto di vista finanziario, simbolo di quel nord-est che negli anni ha rappresentato una certa solidità economica.

Sono accettabili differenze che raggiungono anche i 10mila euro all’anno in dipendenza della Regione ove si trova l’azienda sanitaria di riferimento? Quali sono le motivazioni? 

Per noi il tempo ed il luogo giusti per fare tutto questo coincidono con il fondamentale rinnovo del contratto in corso. Ci chiediamo, di fatto, se davvero saranno con noi gli altri sindacati nel sostenere queste richieste» conclude De Palma.