Concorso Coesione Sud, un fallimento targato Brunetta

Concorso Coesione Sud, Vallascas (AC): “Un fallimento targato Brunetta che liquida in un sol colpo la meritocrazia”


Cagliari, 8 ott. – “Con un concorso farsa, il Governo riesce in un colpo solo a umiliare migliaia di professionisti del Sud e a lasciare scoperti più della metà dei profili richiesti.

Un fallimento targato Brunetta che ha gestito nel peggiore dei modi, tra ritardi, sedi mancanti ed errori grossolani nei test, un concorso per specialisti in politiche europee da destinare alla gestione delle risorse del Recovery Fund nelle regioni del Sud. 

Quella che sarebbe dovuta essere un’opportunità di sviluppo territoriale e di occupazione, si è rivelata una farsa che ha individuato 1.480 idonei su 2.800 posti vacanti”. 

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È quanto afferma il deputato Andrea Vallascas de “L’Alternativa c’è” che ha presentato al Ministro della Pubblica Amministrazione un’interrogazione in merito alla gestione del concorso Coesione Sud per il reclutamento a tempo determinato di 2800 unità da destinare ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

“Sarebbe dovuto essere – spiega Vallascas – un concorso per specialisti con esperienza sul campo, certificata all’atto dell’iscrizione al concorso. Invece, dopo una serie di criticità, di penalizzazioni e di ritardi, è stato aperto a tutti, e con regole nuove, creando così una disparità di trattamento tra gruppi di candidati».

“Un primo gruppo – prosegue –, circa 8.500 candidati, con esperienza di lavoro, ha dovuto affrontare una serie di difficoltà, soprattutto per le numerose incongruenze e gli errori che, secondo molti, sarebbero stati presenti nella domante dei test. Il risultato è che in pochi sono risultati idonei”. 

“A questo punto – aggiunge Vallascas -, il Ministro, invece di sospendere il procedimento e verificare le criticità, ha preferito aprire a un secondo gruppo di oltre 70mila candidati, con evidenti differenze di trattamento soprattutto nelle prove, più accessibili e semplici rispetto ai test delle prime selezioni”. 

“Tutto questo – conclude Vallascas – determina una situazione di grave e inaccettabile disparità di trattamento tra candidati a un pubblico concorso, con evidente dequalificazione professionale e con ripercussioni preoccupanti sulla gestione delle ingenti risorse del Recovery Fund, visto che il concorso era riservato a tecnici specializzati nelle Politiche di coesione con comprovata esperienza nel settore».