Cagliari, Operàri offre ai dipendenti una casa per smart working

La società di consulenza con base a Milano offre alle sue risorse la possibilità di allontanarsi dalla città e di lavorare in una grande casa in Sardegna.

“Il nostro progetto nasce dalla convinzione che la libertà di tempo e di luogo sia ciò che caratterizza lo smart working; un modo di lavorare che, nella sua vera essenza, favorisca la creazione di momenti di condivisione, lavorativi e non solo, che rendano più felici le persone, il vero capitale di ogni azienda” afferma Alessandra Barlini, Responsabile dell’Impatto e Consigliera di Amministrazione di operàri.

Ottobre 2021 – Una grande casa in collina con vista mare immersa nella natura di Poggio dei Pini, in provincia di Cagliari, a pochi chilometri da una delle spiagge più belle della Sardegna, per accogliere a lavorare coloro che lo desiderano, con la massima libertà di scelta. È questo il progetto messo in cantiere da operàri, società di consulenza con base a Milano, per i suoi lavoratori agili che sono in smart working dal 2017, grazie all’adozione di spazi di co-working a Milano e in tutta Italia dove possono ritrovarsi per momenti di incontro, confronto e socializzazione.

‘Non siamo l’ufficio in cui lavoriamo’: la filosofia di operàri per uno smart working di qualità

L’azienda, infatti, da sempre sposa il concetto più puro di lavoro agile, inteso realmente e nella sostanza come un giusto equilibrio di autonomia e di condivisione di idee, sempre con flessibilità di orario e libertà di svolgere le proprie attività nel luogo che si preferisce.

Questa nuova iniziativa di operàri persegue, con convinzione, l’idea di offrire un modo di lavorare diverso, non legato a un concetto tradizionale di ufficio dove recarsi secondo una routine schematica, bensì inteso come un ambiente di condivisione piacevole e rilassante; una innovativa idea di lavoro ibrido, in questo caso sviluppata in un luogo solitamente associato al tempo libero e alle vacanze estive. La scelta di operàri va contro corrente in un momento storico in cui, dopo la pandemia, gli enti pubblici e molte aziende stanno richiamando i propri dipendenti in sede, abbandonando il lavoro da remoto.

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Abbiamo sempre considerato l’ufficio come un mero strumento di lavoro e non invece il lavoro in sé – spiega Alessandra Barlini, Responsabile dell’Impatto della società e una delle componenti del Consiglio di Amministrazione, che mantiene un forte legame con la sua terra d’origine – Abbiamo scelto la Sardegna anche per il suo clima favorevole tutto l’anno e perché la società, oltre che Milano, ha un baricentro anche qui, dato che è stata fondata proprio a Cagliari nel 2004 per poi trasferirsi definitivamente a Milano nel 2013”.

La grande casa in Sardegna, che può ospitare fino a 10 persone ed è tecnologicamente predisposta per utilizzare tutti gli strumenti di lavoro necessari per lavorare da remoto, rappresenta un luogo speciale di beneficio comune per tutti i lavoratori agili di operàri e, in particolare, per le famiglie con bambini: “Uno dei maggiori problemi dei genitori che lavorano è trovare un luogo dove lasciare i figli, quando terminano le scuole – continua Alessandra Barlini – Con questa soluzione offriamo la possibilità di conciliare vita lavorativa e vita professionale, permettendo in particolare ai genitori di lasciare la città appena possibile, prendendosi cura dei propri figli in prima persona, in un luogo adatto a loro e, al tempo stesso, rilassante per lavorare, naturalmente sempre senza vincoli di orario“.

Gli effetti positivi dello smart working sono molteplici ma, al tempo stesso, il lavoro agile può determinare un coinvolgimento minore, specie per i nuovi assunti, a scapito di una crescita condivisa. Per operàri la ricerca di uno spazio di condivisione, che sia anche piacevole da vivere, rappresenta un ulteriore tassello per offrire ai suoi lavoratori agili la possibilità di fare uno smart working di qualità: non da soli nelle proprie case, ma insieme, con gli strumenti necessari per lavorare ma anche per vivere circondati dalla natura, ad esempio prendendosi cura di un orto sinergico a km zero – una delle iniziative che la società vuole realizzare.

La casa in Sardegna è già a disposizione delle risorse di operàri, ma il progetto a lungo termine prevede alcuni lavori strutturali per apportare ulteriori migliorie, che rendano gli ambienti ancora più adeguati alle finalità di lavoro e per il beneficio comune, oltre che per creare nuovi servizi per il benessere delle persone, come una piscina, una zona fitness e un’area giochi:

Per completare il nostro progetto in Sardegna siamo alla ricerca di partner finanziari, che ne condividano l’impatto positivo e che ci supportino nelle necessarie attività di adeguamento infrastrutturale. Il nostro sogno è quello di creare nel tempo una sorta di hub aperto anche ad altre aziende che vogliano fare qualcosa di veramente significativo per il benessere di chi lavora, la risorsa più preziosa di qualsiasi organizzazione“, conclude Alessandra Barlini.