Cagliari, “Giornate Nuragiche”: il successo del turismo “slow”

In conclusione delle “Giornate Nuragiche”, l’organizzazione riflette sul raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla manifestazione, che ha riscontrato il favore del pubblico.

“Innanzitutto gli operatori commerciali presenti e coloro che hanno collaborato sono riusciti a far conoscere le produzioni tipiche in modo diverso, passando attraverso la contestualizzazione e territorialità dei prodotti e delle materie prime, in un contesto emozionale scandito da suoni, colori sapori, profumi e manualità legati all’area vasta della nostra bellissima città.

Promuovere politiche orientate allo sviluppo che supportino le attività produttive, la creazione di lavoro dignitoso, l’imprenditorialità, la creatività e l’innovazione e favorire la formalizzazione e la crescita delle micro, piccole e medie imprese.

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L’obiettivo generale della manifestazione “Giornate Nuragiche a Cagliari”, è stato la promozione di politiche orientate allo sviluppo economico sostenibile nel territorio comunale, attraverso la valorizzazione, anche in chiave turistica, di prodotti e produzioni tipiche creando un connubio tra tradizione e innovazione e nuovi sistemi di economia.

Si sono cioè promossi prodotti enogastronomici e artigianali del territorio che affondano le proprie millenarie radici nelle tradizioni della Sardegna, rendendoli così unici sul mercato, secondo i dettami di un turismo profondamente cambiato, più “slow” e “sostenibile”, che conferisce un valore aggiunto alla conoscenza della storia dei prodotti, delle materie prime e dei metodi di produzioni.
Il turista “slow” infatti predilige luoghi poco affollati e immersi nella cultura locale, per conoscere le tradizioni, gli usi e costumi delle località che visita, così da assaporare intensamente ogni momento del proprio viaggio.

La società odierna, differentemente da quella degli anni del boom economico, si basa sulla ricerca di prodotti locali, sia alimentari che artigianali, sulla conoscenza delle materie prime e di un’economia che dia sviluppo alle realtà presenti sul territorio, puntando a riscoprire e/o recuperare metodi e attività tradizionali adattandole alla modernità.

Durante la manifestazione, i commercianti e gli imprenditori non hanno solo presentato i loro prodotti, ma li hanno inseriti in una cornice culturale e storica, legata al territorio e alla loro origine, ponendoli in un contesto che non può scindere cultura ed economia.

In particolare possiamo citare alcuni esempi come il panificio Porta, presente anche a Cagliari, che non ha solo presentato i suoi prodotti da panificazione, ma ha messo in evidenza nascita e sviluppo nel territorio dei suoi prodotti, raccontandone l’origine, partendo dalla cultura unica territoriale, quella nuragica, in cui il pane veniva marchiato con la ‘pintadera’.

Questo ha permesso un collegamento fra la produzione dei manufatti ceramici (rappresentati nella manifestazione dalla Fondazione Pulli) e il pane che quotidianamente accompagna ogni pasto, con cibi tipici che sono stati preparati proposti e offerti nei ristoranti che hanno collaborato al progetto.

Il positivo risultato ottenuto lo si deve anche a oltre 80 soggetti (fra persone fisiche e giuridiche) che nel corso di un anno di preparativi hanno saputo realizzare un evento unico nel suo genere, almeno per la città di Cagliari dove, fra molteplici chiavi di lettura dell’evento, si è ribadito una comune sentimento di condivisione e di partecipazione per la scoperta e riscoperta dei nostri prodotti e della nostra identità.

Per richiamare l’attenzione del pubblico sulle attività produttive locali si è usata una formula inedita ponendo l’accento sulla matrice nuragica e sulle produzioni tipiche della nostra città, e sulla importanza di valorizzare le poche tracce rimaste a Cagliari.

Si sono promossi la conoscenza e l’utilizzo di prodotti locali, sia nell’ambito della gastronomia, del vino e della birra, sia della dermocosmesi, tintura dei tessuti con le erbe locali, salute del corpo e artigianato.

Tale risultato è stato raggiunto anche attraverso alcuni eventi messi in programma e fra questi:
• “La colorazione dei tessuti con le erbe locali” a cura di Veronica Dessì operatrice agrituristica
• “Il cibo dei nostri avi” L’Archeologia dell’alimentazione a cui è seguita una degustazione di una pietanza di origine nuragica, curata da Francesca Piu Archeologa e collaboratrice del Ristorante Pintadera, accompagnata da vini della Cantina Meloni.
• “Testimonianze nuragiche nel quotidiano” Le produzioni tipiche che hanno antiche origini curata dal Comitato per la salvaguardia della Biodiversità, da Mesa Noa Soc. Cop.  e dal Comitato “Coccoi” DOP
• “Pane e Parole” Curato da Gianfranco Porta (Comitato Pane Coccoi DOP e Maria Antonietta Dessi della CNA di Cagliari) a cui è seguita una degustazione di pani e dolci tradizionali nonché di Pintadere.
• “Produzione di sapone, oli e prodotti di dermocosmesi con le erbe locali”, a cura della ditta Rosaria Murru.

 

Gli altri ristoratori coinvolti Sa Pampada, Pani e Binu, Sa Schironada e Su Cumbidu hanno sostenuto la manifestazione riverberando l’iniziativa nei propri locali e proponendo, nei tre giorni della manifestazione, delle pietanze e prodotti di probabile origine nuragica che sono stati inseriti nei propri menù.

Altra importante collaborazione si è avuta con la Mostra immersiva “Nuragica” che si tiene presso la Fiera internazionale della Sardegna di Cagliari dove, grazie a un apposito coupon offerto ai visitatori delle “Giornate Nuragiche” si è avuta la possibilità di ottenere uno sconto sul prezzo del biglietto di ingresso.

Siamo soddisfatti di aver fatto partire con successo il dibattito su queste tematiche, per dimostrare come la cultura sarda sia un importante valore aggiunto per le produzioni locali, in grado di distinguerle come unicità sul mercato. Storia, cultura e prodotti tipici come strumento di sviluppo economico e sociale della nostra amata Isola”.