“Una botte e via…”: il recital di Monica Zuncheddu a Santu Lussurgiu

Una botte e via... Santu Lussurgiu

Si ispira alla bevanda cara a Dioniso, dio dell’estasi e del vino, “Una botte e via…” il recital ideato e interpretato dall’attrice Monica Zuncheddu e dalle musiciste Stefania Secci Rosa(voce e strumenti) e Francesca Puddu (chitarra e voce) per una preziosa antologia di versi e racconti (produzione Teatro del Segno) in cartellone domani ,domenica 5 settembre, alle 21 al “Teatro Che Non C’Era” nel Cortile della Scuola dell’Infanzia di Santu Lussurgiu (OR) per la XIII edizione del Festival Percorsi Teatrali.

Il Festival è organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda e con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e del Comune di Santu Lussurgiu – nell’ambito di Intersezioni 2021 / rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art. Sardegna.

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Fantasia in scena nel pomeriggio – domani, domenica 5 settembre, alle 17.30 nel Parco della Biblioteca di Santu Lussurgiu con un nuovo appuntamento con “Una Favola al giorno” con letture ad alta voce di antiche e moderne fiabe a misura di piccolissimi e famiglie.

Viaggio tra parole e note con “Una botte e via…” per riscoprire il valore simbolico del succo della vite, dagli antichi miti fino alla contemporaneità: se nell’epopea di Gilgameš appare la dea Siduri, la “fanciulla del vino” che presiede alla fermentazione, la poetessa Wislawa Szymborska scrive “Accanto a un bicchiere di vino”, sul nascere di un amore fatto di sguardi, quando «Felice, ho inghiottito una stella», in un gioco di seduzione consapevole in cui la realtà diventa tangibile nel tavolo e nella bottiglia, ma «io invece sono immaginaria,/ incredibilmente immaginaria» e il mondo intero si anima per un cuore ebbro di promesse, tanto che «gli giuro che una rosa bianca,/ se viene spruzzata di vino, canta».

Nell’antica Roma si venerava Bacco, il dio inventore del vino, i cui culti orgiastici pare mettessero in pericolo l’ordine pubblico con la loro sfrenatezza, tanto da rendere necessaria una regolamentazione attraverso il Senatus consultum de Bacchanalibus: nei suoi Carmina il poeta Gaio Valerio Catullo più volte fa riferimento alla bevanda che ben si accompagna ai riti conviviali e la cui purezza è inestimabile virtù: «E l’acqua se ne vada dove le pare/ a rovinare il vino, lontano,/ fra gli astemi: questo è vino puro».

Nello spirito di/vino è racchiuso il segreto dell’allegria, che accende il desiderio e ravviva la passione degli amanti, come ricorda nella sua “Canzone al vino” il poeta irlandese William Butler Yeats: «Il vino raggiunge la bocca/ E l’amore raggiunge gli occhi,/ Questa è la sola verità che ci è dato conoscere/ Prima di invecchiare e morire./ Sollevo il bicchiere alle labbra,/ Ti guardo e sospiro».

Una botte e via…”

è un originale e intrigante “tour letterario musicale”, per «una serata gioiosa in cui il vino, il canto e le parole faranno vibrare animi e bicchieri»: accanto agli antichi poemi e alle evocative liriche di due Premi Nobel, anche le definizioni immaginifiche del “critico sensoriale” italiano Luca Maroni. Tra metafore esistenziali e degustazioni “virtuali” il recital accende i riflettori sull’unico e insindacabile protagonista della serata, “sua maestà il vino”: «mischiando acqua e vino, ebbrezza e sobrietà, passato e presente, si snoda un affresco letterario e musicale, punteggiato di piccole assurdità, musiche da luoghi vicini e lontani, considerazioni sconsiderate di tre squilibrate in cerca di equilibri tra un “hic!”, alzate di sopracciglia e risate…».

Una serata sotto le stelle per «di-scorrere sul vino» e pure «de-cantare il vino», tra divagazioni letterarie e filosofiche e canzoni “a tema”, nella dimensione informale e quasi conviviale di una conversazione tra amiche, in cui sperimentare le qualità e i piacevoli effetti del succo della vite che non a caso gli antichi consideravano dono prezioso degli dei. Seguendo estro e talento, e talvolta una spiccata inclinazione personale, poeti e scrittori nei secoli hanno tessuto le lodi del vino, che riscalda e ristora il cuore e eccita la mente, risveglia la fantasia e il desiderio, rende più piacevole l’esistenza terrena, nel tempo fugace: «La vita fugge, godi l’istante prima del sonno senza sogni» – scriveva Nazim Hikmet – «è l’alba, ragazzo, versa il vino nella coppa di cristallo».

OGGI in cartellone

Un duplice appuntamento i “Percorsi Teatrali” nel Montiferru: OGGI (sabato 4 settembre) alle 17.30 prende il via la rassegna “Una Favola al giorno” dedicata a bambini e bambine nelParco della Biblioteca con letture “animate” a cura degli attori e delle attrici del Teatro del Segno.

Viaggio tra le umane passioni descritte da autori come William Shakespeare, Edmond Rostand e Carlo Goldoni – STASERA (sabato 4 settembre) alle 21 – nel Cortile della Scuola dell’Infanzia di Santu Lussurgiu con gli “Amori da Palcoscenico” firmati Teatro del Segno: sotto i riflettori Rossella Faa con Marta Proietti Orzella e Stefano Ledda (sue drammaturgia e regia) per un’antologia di dialoghi d’innamorati, teneri o infuocati, tra maliziosi giochi di seduzione, inganni, fughe e tradimenti, impreziosita da canzoni “a tema” e con finale a sorpresa.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Tutti i giorni da sabato 4 fino a mercoledì 8 settembre alle 17.30 l’appuntamento con “Una Favola al giorno” al Parco della Biblioteca con letture “animate” a cura degli attori e delle attrici del Teatro del Segno.

S’intitola “Dov’è il filo?” il nuovo spettacolo ideato e “animato” da Agostino Cacciabue e Rita Xaxa, con la regia di Stefano Ledda e Gennaro Ponticelli (produzione Teatro Tages e Teatro del Segno) in cartellone lunedì 6 settembre alle 21: “una storia di marionette e marionettisti” in cui due artisti impegnati nella creazione di un nuovo lavoro, tra danzatrici esotiche e stravaganti fachiri, il volo di una farfalla e la storia di un omino di ferro, scoprono la vita segreta degli oggetti, tra realtà e sogno.

S’Accabadora” di Anfiteatro Sud con drammaturgia e regia di Susanna Mamelimartedì 7 settembre alle 21 – racconta il legame strettissimo tra due sorelle, complici e rivali, come ne“Le Serve” di Jean Genet: in scena Elisa Pistis e Marta Proietti Orzella, sulle musiche originali di Paolo Fresu, incarnano due immagini diverse, quasi speculari di una femminilità negata, nell’epilogo di un dramma familiare che s’intreccia alla leggendaria figura di colei che custodiva nell’immaginario sardo il segreto dell’inizio della vita, e della fine.

Sulle tracce di Dante Alighierimercoledì 8 settembre alle 21– con Giuseppe Moledda, Luca Martinelli, Beatrice Magoga,Mikel Marini e Stefano Lanzi – giovani studenti di lettere che svelano l’attualità della “Divina Commedia” in “Me l’ha detto Dante”, una narrazione a più voci sulle note del contrabbasso di Federica Josè Are: ciascuno parla del suo personale rapporto con l’opera del sommo Poeta, dello sguardo profetico e dell’universalità dei temi, alla luce della propria sensibilità (produzione Teatro del Segno – in collaborazione con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna).

I Giganti della Montagna” – in forma di studio – giovedì 9 settembre alle 17.30 per un’anteprima della mise en scène del dramma pirandelliano (nuova produzione di Teatro Zeta eTeatro del Segno), con la regia di Manuele Morgese e le coreografie di Francesca La Cava: frammenti del testo, metafora della morte dell’arte in una civiltà materialista, incapace di riconoscere la poesia, dove la “Favola del figlio cambiato” può essere rappresentata solo nella villa di Cotrone, tra gli Scalognati.

Infine – giovedì 9 settembre alle 21 – i ritmi e i suoni dell’Isola, nel concerto dei Brinca, il World Music Ensemble fondato daParide Peddio e Jonathan Della Marianna, che reinterpreta la tradizione musicale sarda in chiave contemporanea: sul palco Paride Peddio all’organetto in trio con Davide Pudda alle chitarre e Federico Di Chiara all’armonica e voce, che disegneranno la colonna sonora dell’ultima notte dei Percorsi Teatrali a Santu Lussurgiu (produzione Symponia – distribuzione Palazzo d’Inverno).

Il XIII Festival “Percorsi Teatrali” a Santu Lussurgiu (OR) è organizzato dal Teatro del Segno con il patrocinio e il sostegno del Comune di Santu Lussurgiu e dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e con il contributo del MiC / Ministero della Cultura e inserito nella “rete” di “Intersezioni” 2020 a cura di Fed.It.Art. Sardegna.

INGRESSO GRATUITO

Tutti gli appuntamenti della manifestazione, verranno svolti in ottemperanza alle norme anti COVID, e passati al vaglio della compatibilità con le stesse, o altrimenti modificati in ragione della salvaguardia della sicurezza degli spettatori, degli artisti e delle maestranze coinvolte.

Importante: per poter assistere agli spettacoli – nel rispetto delle prescrizioni per l’esecuzione degli spettacoli all’aperto – sara’ necessario prenotare il proprio posto comunicando i dati personali

Il governo ha introdotto l’obbligatorietà del Green Pass durante l’esercizio degli spettacoli all’aperto e al chiuso a partire dal 6 agosto 2021. Si ricorda che la certificazione (green pass) si ottiene in seguito ad almeno una dose di vaccino, l’avvenuta guarigione da covid-19 o la negatività al test (tampone molecolare o rapido). (D.L. 22 luglio 2021)

È possibile prenotare inviando una e-mail a: percorsi.prenotazioni@gmail.com oppure telefonando o inviando un messaggio Whatsapp al numero 391.4867955