Teatro del Segno: XIII Festival Percorsi Teatrali

Fantasia in scena nel pomeriggio – DOMANI (lunedì 6 settembre) alle 17.30 nel Parco della Biblioteca di Santu Lussurgiu con un nuovo appuntamento con "Una Favola al giorno", con letture ad alta voce di antiche e moderne fiabe a misura di piccolissimi e famiglie.

Teatro del Segno

XIII FESTIVAL PERCORSI TEATRALI

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3 > 9 settembre 2021 – Santu Lussurgiu (OR)

domenica 5 settembre – ore 17.30 – Parco della Biblioteca

Una Favola al giorno
letture ad alta voce

domenica 5 settembre – ore 21 – Cortile della Scuola dell’Infanzia

Teatro del Segno
Una botte e via
canzoni e racconti sul vino
con Monica Zuncheddu – Stefania Secci Rosa – Francesca Puddu

lunedì 6 settembre – ore 17.30 – Parco della Biblioteca

Una Favola al giorno
letture ad alta voce

lunedì 6 settembre – ore 21 – Cortile della Scuola dell’Infanzia

Teatro Tages – Teatro del Segno
Dov’è il filo?
Una storia di marionette e marionettisti
di e con Agostino Cacciabue e Rita Xaxa

Favole per i più piccoli e storie appese a un filo per sognare (ad occhi aperti) anche da “grandi” a Santu Lussurgiu con il XIII Festival Percorsi Teatrali organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda: DOMANI (lunedì 6 settembre) un duplice appuntamento tra le coinvolgenti letture ad alta voce di “Una Favola al giorno” alle 17.30 nel Parco della Biblioteca e “Dov’è il filo?” di e con Agostino Cacciabue e Rita Xaxa in scena alle 21 al “Teatro Che Non C’Era” nel Cortile della Scuola dell’Infanzia per un viaggio dietro le quinte tra artisti in cerca di ispirazione, stravaganti e esotici personaggi e un omino di ferro che pensa di volare.

Canti e racconti sul vino STASERA (domenica 5 settembre) alle 21 nel Cortile della Scuola dell’Infanzia di Santu Lussurgiu con “Una botte e via…” – il recital dell’attrice Monica Zuncheddu sulle note di Stefania Secci Rosa e Francesca Puddu (produzione Teatro del Segno) per riscoprire il fascino della bevanda che ha ispirato grandi autori dall’antichità a oggi, da Catullo a Wislawa Szymborska, dopo un pomeriggio “fiabesco” OGGI (domenica 5 settembre) dalle 17.30 al Parco della Biblioteca con “Una Favola al giorno”.

Il XIII Festival Percorsi Teatrali proseguirà a Santu Lussurgiu fino a giovedì 9 settembremartedì 7 settembre ancora un duplice appuntamento alle 17.30 con “Una Favola al giorno” nel Parco della Biblioteca e alle 21 con “S’Accabadora” di Anfiteatro Sud in scena nel Cortile della Scuola dell’Infanzia: una pièce liberamente ispirata a “Le Serve” di Genet, con drammaturgia e regia di Susanna Mameli, interpretata da Elisa Pistis e Marta Proietti Orzella nel ruolo di due sorelle legate da un segreto.

INGRESSO GRATUITO

prenotazioni: percorsi.prenotazioni@gmail.com – 391.4867955

Viaggio dietro le quinte nell’atelier di due artisti, dove “nascono” trame e personaggi, con “Dov’è il filo? / Una storia di marionette e marionettisti” – il nuovo spettacolo ideato e interpretato da Agostino Cacciabue e Rita Xaxa in cartellone DOMANI (lunedì 6 settembre) alle 21 al “Teatro Che Non C’Era” nel Cortile della Scuola dell’Infanzia di Santu Lussurgiu (OR) per la XIII edizione del Festival Percorsi Teatrali organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda e con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna e del Comune di Santu Lussurgiu – nell’ambito di Intersezioni 2021 / rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art. Sardegna.

Fantasia in scena nel pomeriggio – DOMANI (lunedì 6 settembre) alle 17.30 nel Parco della Biblioteca di Santu Lussurgiu con un nuovo appuntamento con “Una Favola al giorno”, con letture ad alta voce di antiche e moderne fiabe a misura di piccolissimi e famiglie.

Dov’è il filo?” (nuova produzione di Teatro Tages e Teatro del Segno – con la regia di Stefano Ledda e Gennaro Ponticelli, che ha curato anche la drammaturgia) è una pièce immaginifica dove gli oggetti del quotidiano prendono vita e si trasformano, diventando protagonisti di fantastiche avventure e quasi rubando la scena a sensuali danzatrici e ascetici fachiri, tra il battito d’ali di una farfalla e la tentazione del volo del misterioso “omino di ferro”.

Un titolo che è una domanda dal sapore quasi pirandelliano sul significato nascosto dietro le apparenze, sulle ragioni per cui le cose accadono, su chi o che cosa tenga le fila e faccia muovere e agire donne e uomini (sul palco come nelle città, per le strade, negli uffici e nelle case) e la risposta – svela Agostino Cacciabue, marionettista e fondatore, con Rita Xaxa, del Teatro Tages, storica compagnia di teatro di figura conosciuta e applaudita in Europa e oltreoceano, ospite di rassegne e festivals internazionali – è una sola: «la passione». Quell’amore per l’arte che ha fatto incontrare i destini dei due artisti, tra la Penisola e la Sardegna, tra il Teatro Laboratorio Mangiafuoco di Milano e la compagnia di Otello Sarzi, fino alla scelta di trasferirsi sull’Isola per intraprendere una nuova avventura con il Teatro Tages (dal nome di un dispettoso folletto): una vita intensa, tra tournées in Italia, Colombia, Francia, India, Messico, Senegal, Slovenia, Svizzera e Singapore, per inventare e raccontare storie “appese a un filo” e ammaliare un pubblico di grandi e piccini.

«”Dov’è il filo?” nasce dall’idea di approfittare di questo periodo di calma forzata per creare uno spettacolo nuovo» – raccontano “a due voci” Agostino Cacciabue e Rita Xaxa: «ragionando con il regista Gennaro Ponticelli abbiamo pensato di dar forma teatrale a una metafora sulla vita, cominciando con una marionetta – il fachiro – con un difetto nella sua camminata, che diventa un segno particolare. I protagonisti “umani” sono diversi e complementari, la figura maschile incarna il perfezionismo, la ricerca delle cose esatte mentre la figura femminile è più interessata ai sentimenti, più attratta dalle emozioni: insieme scopriranno che quell'”errore” nel movimento del fachiro, quello squilibrio può diventare una risorsa, rappresenta una peculiarità del personaggio».

I due marionettisti sono alla prese con la costruzione di un nuovo lavoro, alla ricerca della giusta ispirazione, si guardano intorno e “scoprono” nelle cose più insignificanti, almeno apparentemente, come il bastone per lavare per terra, una seconda natura fantastica che li anima, così che improvvisamente quel semplice “mocio” si mette a zampettare e scodinzolare… come un cagnolino. «Nella realtà – come nella scena – tutto scaturisce da un’intuizione, un’idea che poi viene sviluppata, prende corpo, si traduce in una partitura per marionette, burattini e pupazzi o come in questo caso per noi due in veste di “attori”» – prosegue Agostino Cacciabue -. «Tuttavia ci possono essere degli intoppi, degli ostacoli, dei momenti di stasi, di incertezza, a cui ciascuno reagisce in modo diverso: in questo caso queste due figure finiscono con il realizzare e “animare” una marionetta a quattro mani, una marionetta estremamente fragile e complessa che richiede una attenzione e un ascolto reciproci, una complicità, e li porta alla consapevolezza che da soli si possono fare tante cose, ma insieme si fanno meglio».

Un gioco di specchi con la realtà – perché Agostino Cacciabue e Rita Xaxa, artefici e interpreti dello spettacolo insieme alle loro splendide marionette, sono compagni di vita e d’arte – ma quei loro alter ego teatrali sono «esseri di fantasia, non ci somigliano se non vagamente, e infatti recitare un copione non è per nulla facile, significa riscrivere completamente la grammatica dei gesti» – ricordano i due artisti -: «il marionettista in genere si volta e segna così la fine di un “numero”, nel tempo dell’applauso, per preparare l’ingresso di un nuovo personaggio e l’inizio di un’altra scena, mentre qui siamo sempre “presenti” e le parole acquistano un altro peso, un altro significato, sono indizi della psicologia di questi due personaggi, che scopriamo anche noi ogni volta, prova dopo prova, fino a trovare la giusta “intonazione” per renderli reali». “Dov’è il filo?” racconta la passione per il proprio mestiere, è «uno spettacolo per famiglie» in cui ciascuno può cogliere gli aspetti che lo riguardano più da vicino, riconoscersi e lasciarsi coinvolgere o semplicemente divertirsi e gustare il piacere della meraviglia. «Noi siamo affascinati da cose concrete, reali attraverso le quali arrivare all’intenzione» – spiegano Agostino Cacciabue e Rita Xaxa: «il nostro obiettivo è riuscire inaspettatamente a far vedere con altri occhi l’oggetto e far provare il maggior numero di emozioni agli spettatori, farli commuovere, sorridere o ridere, renderli partecipi e protagonisti della storia».

OGGI in cartellone

Un duplice appuntamento con i “Percorsi Teatrali” nel Montiferru OGGI (domenica 5 settembre) dalle 17.30: si parte con “Una Favola al giorno” nel Parco della Biblioteca con letture “animate” a cura degli attori e delle attrici del Teatro del Segno.

Tra ironia e poesia – STASERA (domenica 5 settembre) alle 21 nel Cortile della Scuola dell’Infanzia di Santu Lussurgiu – con “Una botte e via” (produzione Teatro del Segno) di e con l’attrice Monica Zuncheddu accompagnata dalla cantante Stefania Secci Rosa e dalla chitarrista Francesca Puddu in un itinerario tra i versi di Catullo e William Butler Yeats, il mito di Gilgamesh e le parole di Wislava Szymborska fino alle “liriche” descrizioni del “critico sensoriale” Luca Maroni, in una raffinata antologia di testi letterari e celebri o inedite melodie ispirati al vino.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Tutti i giorni da sabato 4 fino a mercoledì 8 settembre alle 17.30 l’appuntamento con “Una Favola al giorno” al Parco della Biblioteca con letture “animate” a cura degli attori e delle attrici del Teatro del Segno.

S’Accabadora” di Anfiteatro Sud con drammaturgia e regia di Susanna Mameli – martedì 7 settembre alle 21 nel Cortile della Scuola dell’Infanzia – racconta il legame strettissimo tra due sorelle, complici e rivali, come ne “Le Serve” di Jean Genet: in scena Elisa Pistis e Marta Proietti Orzella, sulle musiche originali di Paolo Fresu, incarnano due immagini diverse, quasi speculari di una femminilità negata, nell’epilogo di un dramma familiare che s’intreccia alla leggendaria figura di colei che custodiva nell’immaginario sardo il segreto dell’inizio della vita, e della fine.

Sulle tracce di Dante Alighieri – mercoledì 8 settembre alle 21 – con Giuseppe MoleddaLuca MartinelliBeatrice MagogaMikel Marini Stefano Lanzi – giovani studenti di lettere che svelano l’attualità della “Divina Commedia” in “Me l’ha detto Dante”, una narrazione a più voci sulle note del contrabbasso di Federica Josè Are: ciascuno parla del suo personale rapporto con l’opera del sommo Poeta, dello sguardo profetico e dell’universalità dei temi, alla luce della propria sensibilità (produzione Teatro del Segno – in collaborazione con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna).

I Giganti della Montagna” – in forma di studio – giovedì 9 settembre alle 17.30 per un’anteprima della mise en scène del dramma pirandelliano (nuova produzione di Teatro Zeta e Teatro del Segno), con la regia di Manuele Morgese e le coreografie di Francesca La Cava: frammenti del testo, metafora della morte dell’arte in una civiltà materialista, incapace di riconoscere la poesia, dove la “Favola del figlio cambiato” può essere rappresentata solo nella villa di Cotrone, tra gli Scalognati.

Infine – giovedì 9 settembre alle 21 – i ritmi e i suoni dell’Isola, nel concerto dei Brinca, il World Music Ensemble fondato da Paride Peddio e Jonathan Della Marianna, che reinterpreta la tradizione musicale sarda in chiave contemporanea: sul palco Paride Peddio all’organetto in trio con Davide Pudda alle chitarre e Federico Di Chiara all’armonica e voce, che disegneranno la colonna sonora dell’ultima notte dei Percorsi Teatrali a Santu Lussurgiu (produzione Symponia – distribuzione Palazzo d’Inverno). 

Il XIII Festival “Percorsi Teatrali” a Santu Lussurgiu (OR) è organizzato dal Teatro del Segno con il patrocinio e il sostegno del Comune di Santu Lussurgiu e dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e con il contributo del MiC / Ministero della Cultura e inserito nella “rete” di “Intersezioni” 2020 a cura di Fed.It.Art. Sardegna.

INGRESSO GRATUITO

Tutti gli appuntamenti della manifestazione, verranno svolti in ottemperanza alle norme anti COVID, e passati al vaglio della compatibilità con le stesse, o altrimenti modificati in ragione della salvaguardia della sicurezza degli spettatori, degli artisti e delle maestranze coinvolte.

IMPORTANTE: PER POTER ASSISTERE AGLI SPETTACOLI – NEL RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI PER L’ESECUZIONE DEGLI SPETTACOLI ALL’APERTO – SARA’ NECESSARIO PRENOTARE IL PROPRIO POSTO COMUNICANDO I DATI PERSONALI.

Il governo ha introdotto l’obbligatorietà del Green Pass durante l’esercizio degli spettacoli all’aperto e al chiuso a partire dal 6 agosto 2021. Si ricorda che la certificazione (green pass) si ottiene in seguito ad almeno una dose di vaccino, l’avvenuta guarigione da covid-19 o la negatività al test (tampone molecolare o rapido). (D.L. 22 luglio 2021)

È possibile prenotare inviando una e-mail a: percorsi.prenotazioni@gmail.com oppure telefonando o inviando un messaggio Whatsapp al numero 391.4867955

per informazioni: teatrodelsegno@gmail.com | www.teatrodelsegno.com
t . 070.680229 | m. +39 3929779211 (anche whatsapp)