La prevenzione alla droga continua in Sardegna

Dopo un'estate ricca di informazione, in cui i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga hanno garantito l'informazione sugli stupefacenti ad oltre 10.000 persone nei soli mesi di giugno, luglio e agosto, continuano le iniziative.

contro tutte le droghe

Dopo un’estate ricca di informazione, in cui i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga hanno garantito l’informazione sugli stupefacenti ad oltre 10.000 persone nei soli mesi di giugno, luglio e agosto, continuano le iniziative. Naturalmente le attività sono state concentrate in alcune delle città più popolose, come Cagliari, Oristano e Nuoro, ma non sono mancate attività anche in centri minori. Certamente è stata notevole l’attività svolta dai volontari a La Maddalena e nel Medio Campidano dove sono emerse situazioni davvero sconcertanti relative a ciò che causa la droga.

Dalla ragazza che ha rischiato di essere abusata con la droga dello stupro, alla madre che ha chiesto aiuto affinché potesse dare una mano a suo figlio tossicodipendente, le storie che i volontari hanno sentito li ha indotti a voler programmare iniziative che continuino a susseguirsi nel tempo. Ecco perché già nella serata di lunedì 6 settembre Cannigione è stata bersaglio della prevenzione ed ecco perché le attività proseguiranno martedì sera a Nuoro e Villamar, per poi proseguire nei prossimi giorni a Cagliari e Oristano nella mattinata di giovedì 9 settembre.

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“La droga è l’elemento più distruttivo presente nella nostra cultura attuale” disse il filosofo e umanitario L. Ron Hubbard. Le storie raccontate dalle persone, la volontà di dare una nuova impronta al mondo dei giovani tenendoli lontano dalla droga, dimostrano che effettivamente abbiamo bisogno di cambiare la nostra cultura in riferimento alla droga. C’è chi si è semplicemente arreso vista la vastità del problema, c’è qualche “giacca e cravatta” che la sostiene pur di determinare introiti alle casse delle amministrazioni, ci sono certamente gli spacciatori che hanno abbassato il concetto di lavoro fino al punto di vivere a dispetto di quanti drammi si lasciano alle spalle. Non i volontari della fondazione che portano avanti un nuovo tipo di cultura, una cultura di libertà dalla droga.