Inaugurata a Sini la mostra fotografica “Di forme nascoste, di equilibri svelati” di Isabella Muzzu.

Sini @ Antonio Careddu

Articolo di Roberto Matteoli

Sabato 25 settembre, nella Piazza Eleonora d’Arborea di Sini, si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica “Di forme nascoste, di equilibri svelati”, incentrata sugli scatti della giovane fotografa di Tempio Pausania Isabella Muzzu.
La mostra è stata inaugurata nel pomeriggio alla presenza del Sindaco di Sini Biagino Atzori e del presidente del Consorzio di Comuni “Due Giare” Lino Zedda e ha visto la partecipazione, oltre che della fotografa, di Salvatore Ligios: venti immagini sono esposte nella piazza del paese e vi rimarranno sino al 21 novembre 2021.
Il tema della mostra è proprio Sini, vista da una fotografa a cui è stato affidato il compito di illustrare, sotto molteplici profili e senza vincolo alcuno, il paese, sia nelle sue architetture che nelle persone.
Il compito affidato all’artista ha costituito un impegno particolare per una fotografa non proveniente dalla Marmilla, per cui gli esiti appaiono ancor più interessanti, proprio per la specificità del punto di osservazione: gli scatti sono infatti stati preceduti in chiave prodromica dai racconti di vita delle persone del posto, finalizzati a instaurare un rapporto, un legame tra l’artista e il luogo, prima di prendere in mano la fotocamera.
Nelle immagini, raggruppate in coppie, si è evidenziata la volontà dell’artista di raccontare il paese per dualismi antitetici, antico e moderno, mantenendo una chiave di lettura uniforme nello scorrere delle immagini.
Ed è stata proprio la fotografa a porre in evidenza ulteriori chiavi di lettura, quali l’assenza di persone che, lungi dal costituire un vulnus al racconto, non appaiono in realtà mai in secondo piano e anzi sempre protagoniste. E difatti le persone, gli abitanti sono i protagonisti della mostra, ancorché mai direttamente rappresentati negli scatti della fotografa gallurese: la dialettica antico-moderno è in realtà una domus per chi ha vissuto nel passato e chi vive nel presente e ne disegna il dualismo a cui si è fatto cenno.
È stato infine Salvatore Ligios a fornire ulteriori elementi di lettura delle immagini, in una dissertazione che ha posto in evidenza la “tessitura” che unisce tutte le immagini, a conferma che nulla pare mancare. E il titolo della mostra è un chiaro riferimento a ciò che non appare a un primo esame, ma che, rappresentato dalla fotografa, assume invece evidenza. La tela “intessuta” è proprio il momento unificante che, partendo dal particolare, costruisce l’unicum che permea tutti gli scatti.
Unicità e molteplicità, dualismo e antitetico appaiono pertanto le vere chiavi di lettura degli scatti, come hanno confermato sia l’artista che Salvatore Ligios.
Il centro della Marmilla è il quarto paese appartenente al Consorzio di Comuni “Due Giare” che ospita la seconda tappa dell’iniziativa “Fotografia contemporanea in Marmilla 2020-2022”.
La mostra, a cura di Salvatore Ligios, coinvolgente quattro comuni della Marmilla e 4 nuovi fotografi, rientra nel programma “FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA IN MARMILLA 2020-2022 / ANNO 2021″, organizzata dal Consorzio di Comuni Due Giare e dall’Associazione culturale Su Palatu Fotografia.

Articolo di Roberto Matteoli

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Fotografie di Antonio Careddu

Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu
Sini @ Antonio Careddu