Emergenza Sanità nella Provincia di Oristano

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In riferimento al precario stato di salute della sanità oristanese corre l’obbligo dover intervenire nuovamente su questo delicatissimo tema, costantemente oggetto di accese polemiche e, a cui numerose volte, ho partecipato per offrire il mio positivo contributo, oltre ad avere anche partecipato in prima persona alla recente manifestazione tenutasi sulla stata statale 131, per ribadire che, prima di tutto, deve essere garantita la centralità del cittadino e la qualità dei servizi ad esso resi. Purtroppo a due settimane di distanza dall’evento, con grande disappunto, prendo atto che non si vede alcun segnale. Giudico questo comportamento incomprensibile e irrispettoso per il trattamento che viene riservato ai Sindaci e ai Presidenti di distretto socio sanitario, poiché le loro proteste sono rimaste praticamente inascoltate.

 

Rilevo che nonostante la grave situazione in cui versa la sanità oristanese, il Commissario prosegue il suo lavoro con un incomprensibile silenzio, senza aver mai preso in considerazione la necessità di una netta presa di posizione per le umilianti carenze e il disinteresse dei vertici della sanità regionale. Considero questa situazione inaccettabile, visto che a due settimane dalla manifestazione dei sindaci ad oggi, questi non siano stati ancora convocati a Cagliari in audizione, così come ho personalmente e formalmente richiesto. E’ del tutto evidente che stiamo vivendo un momento storico decisamente dei peggiori in assoluto degli ultimi 60 anni, e che la situazione emergenziale dovuta dal COVID-2019 ha evidenziato la debolezza delle fondamenta del nostro sistema sanitario. Fondamenta che, mi preme precisare, hanno subito continui bombardamenti, figli di tagli decisi dalla politica del recente passato e che hanno determinato una situazione che oggi risulta al tracollo.

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Al tempo stesso alcuni recenti provvedimenti hanno addirittura il sapore della beffa. Basti pensare alla recente interrogazione presentata dal Gruppo di Forza Italia, di cui sono stato il primo firmatario, dove abbiamo aspramente contestato il reclutamento a tempo determinato di sedici medici anestesisti risultati idonei alla selezione indetta dalla Aou di Sassari e che gli stessi ricopriranno diverse sedi nel nord Sardegna, ma nessuno è stato destinato all’Ospedale di Oristano, lasciando il presidio oristanese in una situazione di carenza cronica. Tuttavia, adesso quello che maggiormente indispone, è il disinteresse mostrato a tutti i livelli; è come se andasse tutto bene, mentre quel poco di buono che abbiamo nella nostra sgangherata sanità lo dobbiamo riconoscere alla grande professionalità e allo spirito di abnegazione del personale sanitario impegnato negli ospedali e negli ambulatori territoriali che con grande sacrificio e impegno ogni giorno con turni massacranti, cercano di dare il loro preziosissimo contributo.

Per questo motivo esorto nuovamente il Commissario provinciale dell’ATS di Oristano, l’ATS
Regionale e l’Assessorato alla Sanità per aprire immediatamente un tavolo permanente di confronto con gli amministratori locali del territorio, e contemporaneamente di adottare immediatamente provvedimenti amministrativi straordinari ed urgenti al fine di restituire una Sanità degna di questo nome anche ai cittadini della Provincia di Oristano a garanzia delle prerogative costituzionali del “Diritto alla Salute”. Il tutto deve avvenire alla luce e in una logica di riequilibrio della Sanità sarda, considerato che al momento vengono date delle risposte esclusivamente a certi territori a scapito di altri. Questo riequilibrio necessariamente deve interessare quei territori che puntualmente vengono esclusi quali il Nuorese e la Gallura, ma soprattutto in modo particolare questi provvedimenti devono interessare la provincia di Oristano.