Asincrone: all’Argentiera torna il festival del cinema documentario e della fotografia

Argentiera

Asincrone: all’Argentiera torna il festival del cinema documentario e della fotografia

Nel vecchio borgo minerario dell’Argentiera torna la seconda edizione di “Asincronie”, Festival di cinema documentario e fotografia

Il 27-28-29 agosto e il 3-4-5 settembre organizzato da 4Caniperstrada

Tra gli ospiti il fotografo Nicola Lo Calzo con un progetto sulle memorie della schiavitù, e i registi Daniele Atzeni e Lisa Reboulleau. In programma un omaggio ai documentaristi Louis Van Gasteren e Cecilia Mangini

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Il paesaggio aspro e intenso dell’Argentiera, sospeso tra l’azzurro del mare e le sfumature delle rocce, tra un passato di borgo minerario e un futuro da progettare nel rispetto dell’ambiente e della comunità, è lo scenario del festival Asincronie, organizzato dall’associazione 4Caniperstrada e dedicato al cinema documentario e d’autore e alla fotografia.

Realizzato con il sostegno della Fondazione di Sardegna, il patrocinio del Comune di Sassari (è inserito nel cartellone di Sassari Estate 2021), in collaborazione con Cineteca Sarda-Società Umanitaria e Cinemateque de Bretagne, Asincronie ha debuttato l’anno scorso e torna per due fine settimana consecutivi, dal 27 al 29 agosto e dal 3 al 5 settembre, nello spiazzo antistante il Pozzo Podestà, il più profondo dell’ex miniera che fino all’inizio degli anni Sessanta estraeva zinco e piombo argentifero.

Intorno al vecchio pozzo, simbolo della memoria storica del borgo, si svolgeranno – nel rispetto delle vigenti norme anti-covid (prenotazioni obbligatorie: info@4caniperstrada.org – 379/2729529) – tutti gli eventi del festival, che quest’anno omaggia due grandi documentaristi internazionali: Louis Van Gasteren, autore negli anni Settanta di diversi film realizzati in Sardegna (tra cui “Corbeddu”, in proiezione il 27 agosto grazie alla collaborazione con la Cineteca Sarda) e Cecilia Mangini, la prima documentarista donna italiana, scomparsa a gennaio (“Ignoti alla Città” e “La canta delle marane”, 29 agosto).

Tra gli ospiti la regista francese Lisa Reboulleau con “L’ultimu sognu”, una narrazione filmica affascinante sulle credenze millenarie della civiltà agropastorale della Corsica (4 settembre) e il fotografo Nicola Lo Calzo che all’Argentiera racconterà com’è nato e come si sta sviluppando il progetto internazionale CHAM, una ricerca militante, iniziata dieci anni fa, sulle memorie della schiavitù e delle sue resistenze (3 settembre). Il 4 settembre presso l’agriturismo Finagliosu a Palmadula si terrà un incontro e un pranzo tipico con il fotografo Lo Calzo che parlerà del ruolo del libro fotografico nella sua pratica artistica e di ricerca, facendo riferimento in particolare al volume “Binidittu”, che esamina i rapporti fra la storia del colonialismo e l’identità culturale contemporanea, partendo dall’eredità spirituale di San Benedetto il Moro. (posti limitati, solo su prenotazione).

La seconda edizione di Asincronie approfondisce la riflessione, iniziata l’anno scorso, sui temi del lavoro e della memoria, dell’autodeterminazione dei popoli e delle comunità, del rapporto tra uomo e ambiente, e della politica internazionale. Il catalizzatore di tutti gli eventi proposti è l’ex borgo minerario, che attualmente conta circa settanta residenti. Asincronie è infatti, spiegano gli organizzatori, «un presidio culturale dell’Argentiera, un progetto nato per valorizzare uno dei luoghi periferici del territorio di Sassari più ricchi di storia e per contribuire alla sua riqualificazione. La prima idea del festival risale al 2006, quando raccogliemmo alcune testimonianze degli abitanti sulla miniera, poi confluite nel documentario “La piccola Parigi”, proiettato nella piazza principale. Fu un momento di forte condivisione, che Asincronie vuole conservare e potenziare».

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Tra i lavori site-specific di quest’anno, vanno segnalati il mediometraggio Argento vivo di Stefania Porcheddu (29 agosto) che, attraverso una serie di interviste agli abitanti, analizza il passato e il presente dell’Argentiera; e il laboratorio di calotipia (un’antica tecnica di stampa fotografica su carta trattata con cloruro d’argento) condotto da Veronica Muntoni. Racconta il mondo delle miniere del Sud Sardegna, il documentario “Inferru”, realizzato interamente con filmati d’archivio dal regista di Iglesias Daniele Atzeni (4 settembre), che condurrà anche un incontro aperto sui linguaggi del cinema dal titolo “La rappresentazione della realtà nel cinema documentario”.

La sezione “Fotografia fuoriserie”, oltre all’incontro con Nicola Lo Calzo, presenta due progetti di grande impatto visivo, realizzati da due artisti sardi con una lunga esperienza di lavoro e collaborazioni all’estero. Il primo, “Lumpenproletariat 02- Illegal farmers and collector of Sardinia” di Leonardo Boscani (28 agosto) è “un viaggio nel mondo del nuovo sottoproletariato che vive e sopravvive nell’illegalità», realizzato quasi tutto con la fotocamera di un cellulare, un progetto inedito di cui l’artista presenterà alcune prove d’autore. Sas meas orminas selenas (Le mie orme silenziose) di Antonio Mannu (5 settembre) ripercorre invece alcune delle tappe più significative della ricerca visiva del fotografo sassarese: dal reportage sulla Kumbh Mela, l’evento più importante dell’induismo, alla serie fotografica “I sardi nel mondo”.

Nella sezione “Il grande cinema documentario internazionale” saranno proiettati “Notturno” di Gianfranco Rosi (28 agosto), candidato all’Oscar nel 2020 come miglior film straniero, e “Honeyland” di Ljubomir Stafanov (3 settembre) e Tamara Kotevska, altro candidato agli Oscar nel 2020 come Miglior film internazionale e miglior documentario. Infine, il compositore e musicista Luigi Frassetto realizzerà una performance sonora sul filmato del 1935 “La fosse d’Arcy” di Henry Lacroix, contenuto negli archivi della Cinemateque de Bretagne (4 settembre).