Allai. Lunedì 2 agosto III edizione del Festival Palcoscenici d’Estate 

Allai. Lunedì 2 agosto III edizione del Festival Palcoscenici d’Estate

La magia del teatro di figura in “Dov’è il filo? / Una storia di marionette e marionettisti” – il nuovo spettacolo ideato e interpretato da Agostino Cacciabue e Rita Xaxa in cartellone DOMANI (lunedì 2 agosto) alle 22 in piazza Santo Isidoro ad Allai per la III edizione del Festival Palcoscenici d’Estate organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda e realizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Allai, della Regione Autonoma della Sardegna e del MiC / Ministero della Cultura – nell’ambito del progetto Intersezioni / rete di festival senza rete a cura di Fed.It.Art Sardegna.

Una pièce immaginifica dove gli oggetti del quotidiano prendono vita e si trasformano, diventando protagonisti di fantastiche avventure e quasi rubando la scena a sensuali danzatrici e ascetici fachiri, tra il battito d’ali di una farfalla e la tentazione del volo del misterioso “omino di ferro”. “Dov’è il filo?” – nuova produzione di Teatro Tages e Teatro del Segno – con la regia di Stefano Ledda e Gennaro Ponticelli (che ha curato anche la drammaturgia) racconta in un intrigante gioco metateatrale la nascita di uno spettacolo, intrecciando le trame sospese delle esistenze dei personaggi, ciascuno con un’identità e un carattere ben riconoscibili, ma capaci tutti di imprevedibili metamorfosi, alla realtà del mondo “dietro le quinte”.

Un titolo che è una domanda dal sapore quasi pirandelliano sul significato nascosto dietro le apparenze, sulle ragioni per cui le cose accadono, su chi o che cosa tenga le fila e faccia muovere e agire donne e uomini (sul palco come nelle città, per le strade, negli uffici e nelle case) e la risposta – svela Agostino Cacciabue, marionettista e fondatore, con Rita Xaxa, del Teatro Tages, storica compagnia di teatro di figura conosciuta e applaudita in Europa e oltreoceano, ospite di rassegne e festivals internazionali – è una sola: «la passione». Quell’amore per l’arte che ha fatto incontrare i destini dei due artisti, tra la Penisola e la Sardegna, tra il Teatro Laboratorio Mangiafuoco di Milano e la compagnia di Otello Sarzi, fino alla scelta di trasferirsi sull’Isola per intraprendere una nuova avventura con il Teatro Tages (dal nome di un dispettoso folletto): una vita intensa, tra tournées in Italia, Colombia, Francia, India, Messico, Senegal, Slovenia, Svizzera e Singapore, per inventare e raccontare storie “appese a un filo” e ammaliare un pubblico di grandi e piccini.

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Festival Palcoscenici d’Estate

«“Dov’è il filo?” nasce dall’idea di approfittare di questo periodo di calma forzata per creare uno spettacolo nuovo» – raccontano “a due voci” Agostino Cacciabue e Rita Xaxa: «ragionando con  il regista Gennaro Ponticelli abbiamo pensato di dar forma teatrale a una metafora sulla vita, cominciando con una marionetta – il fachiro – con un difetto nella sua camminata, che diventa un segno particolare. I protagonisti “umani” sono diversi e complementari, la figura maschile incarna il perfezionismo, la ricerca delle cose esatte mentre la figura femminile è più interessata ai sentimenti, più attratta dalle emozioni: insieme scopriranno che quell’“errore” nel movimento del fachiro, quello squilibrio può diventare una risorsa, rappresenta una peculiarità del personaggio».

Festival Palcoscenici d'Estate

I due marionettisti sono alla prese con la costruzione di un nuovo lavoro, alla ricerca della giusta ispirazione, si guardano intorno e “scoprono” nelle cose più insignificanti, almeno apparentemente, come il bastone per lavare per terra, una seconda natura fantastica che li anima, così che improvvisamente quel semplice “mocio” si mette a zampettare e scodinzolare… come un cagnolino. «Nella realtà – come nella scena – tutto scaturisce da un’intuizione, un’idea che poi viene sviluppata, prende corpo, si traduce in una partitura per marionette, burattini e pupazzi o come in questo caso per noi due in veste di “attori”» – prosegue Agostino Cacciabue -. «Tuttavia ci possono essere degli intoppi, degli ostacoli, dei momenti di stasi, di incertezza, a cui ciascuno reagisce in modo diverso: in questo caso queste due figure finiscono con il realizzare e “animare” una marionetta a quattro mani, una marionetta estremamente fragile e complessa che richiede una attenzione e un ascolto reciproci, una complicità, e li porta alla consapevolezza che da soli si possono fare tante cose, ma insieme si fanno meglio».

Un gioco di specchi con la realtà – perché Agostino Cacciabue e Rita Xaxa, artefici e interpreti dello spettacolo insieme alle loro splendide marionette, sono compagni di vita e d’arte – ma quei loro alter ego teatrali sono «esseri di fantasia, non ci somigliano se non vagamente, e infatti recitare un copione non è per nulla facile, significa riscrivere completamente la grammatica dei gesti» – ricordano i due artisti -: «il marionettista in genere si volta e segna così la fine di un “numero”, nel tempo dell’applauso, per preparare l’ingresso di un nuovo personaggio e l’inizio di un’altra scena, mentre qui siamo sempre “presenti” e le parole acquistano un altro peso, un altro significato, sono indizi della psicologia di questi due personaggi, che scopriamo anche noi ogni volta, prova dopo prova, fino a trovare la giusta “intonazione” per renderli reali». “Dov’è il filo?” racconta la passione per il proprio mestiere, è «uno spettacolo per famiglie» in cui ciascuno può cogliere gli aspetti che lo riguardano più da vicino, riconoscersi e lasciarsi coinvolgere o semplicemente divertirsi e gustare il piacere della meraviglia.  «Noi siamo affascinati da cose concrete, reali attraverso le quali arrivare all’intenzione» – spiegano Agostino Cacciabue e Rita Xaxa: «il nostro obiettivo è riuscire inaspettatamente a far vedere con altri occhi l’oggetto e far provare il maggior numero di emozioni agli spettatori, farli commuovere, sorridere o ridere, renderli partecipi e protagonisti della storia».

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il III Festival Palcoscenici d’Estate ad Allai prosegue fino al 22 agosto fra spettacoli e concerti, visioni d’autore, letture e mises en espace con una particolare attenzione alle giovani generazioni – agli spettatori e alle spettatrici di domani – tra appuntamenti pensati per bambini e ragazzi e famiglie e eventi e opere che affrontano temi come l’amicizia e l’amore, la difesa dell’ambiente, la conoscenza e il rispetto per la diversità.

Un insolito ritratto di Galileo Galilei, domenica 8 agosto alle 22 in piazza Santo Isidoro ad Allai con “ITIS Galileo. Un minuto di rivoluzione!” del Teatro d’Inverno, liberamente tratto dal monologo di Marco Paolini, nell’interpretazione di Gianfranco Corona, con adattamento e regia di Giuseppe Ligios, per riscoprire l’importanza del metodo scientifico e della libertà di pensiero. Il grande matematico e astronomo, «un uomo pieno di contraddizioni», con le sue scoperte e invenzioni ha contribuito al progresso dell’umanità,continuando a navigare «in direzione ostinata e contraria» fino a mettere in pericolo la propria vita in nome della verità.

Cinema sotto le stelle lunedì 9 agosto alle 22 con “Il piccolo principe”, pluripremiato film d’animazione di Mark Osborne ispirato al famoso libro di Antoine de Saint-Exupéry: trasferitasi in un nuovo quartiere, con la speranza di frequentare la scuola migliore della città, una ragazzina incontra un vecchio aviatore. Il nuovo vicino le racconta la storia del fanciullo nato su un lontano asteroide, con la sua rosa così delicata, che intraprese l’esplorazione di altri pianeti, governati da eccentrici sovrani, finché non giunse sulla Terra dove grazie a una volpe poté imparare, come accadrà a lei nella realtà, il segreto dell’amicizia.

Nella notte di San Lorenzo lunedì 10 agosto alle 22.30 “Delle Favole di Stelle” con Alessandra Leo e Stefano Ledda e con i Lettori sotto le Stelle: un’antologia di racconti fantastici dedicati agli astri, per ricominciare a guardare il cielo provando a scoprirne i segreti e immaginare nuovi viaggi nello spazio. Una pioggia di stelle cadenti per esprimere desideri e inventare mondi possibili, vicini e lontani: dopo la conquista della Luna fino all’invio di una sonda su Marte, grazie alla scienza e alla tecnica siamo entrati in una nuova era, ma possiamo comunque continuare a sognare…

Sbarca nel Barigadu venerdì 13 agosto alle 22 “La Dama Demodé” di e con Silvia Martini e Mario Levis (Vincitori del Premio Emilio Vassalli 2018 e di Trampolini 2019): un irresistibile spettacolo di clownerie, musica dal vivo, lancio di coltelli e arti circensi per ritrovare «la bellezza di un incontro casuale, la purezza di un gesto inaspettato o la condivisione di un pensiero nella distanza». I due clowns acrobati, sospesi a due metri d’altezza, travolti «in una sinfonia di imprevisti e in una danza di eccentriche follie» tentano di comunicare e scopriranno, forse, l’amore.

Omaggio alla grande cantante argentina Mercedes Sosa sabato 14 agosto alle 22 con “Como un pájaro libre”, lo spettacolo/concerto firmato OfficinAcustica, con l’attrice e cantante Anna Lisa Mameli accompagnata al pianoforte da Corrado Aragoni, per un ritratto tra parole e note della grande artista, definita “la madre d’America”. «Una voce scomoda, perché pretendeva di cantare canzoni di pace in tempo di guerra e canzoni di libertà in tempo di prigionia» ricorda Anna Lisa Mameli: il suo canto diventa simbolo di speranza per gli oppressi, un potente inno di giustizia e libertà.

Visioni d’autore martedì 17 agosto alle 22 con la proiezione di “Come un’Oasi”, il cortometraggio di Francesco Pirisi, interpretato da Elisa Pistis, Noemi Medas, Teresa Campus e Soraya Secci e realizzato con il sostegno di ISRE, Sardegna Film Commission, Sardegna Teatro, del Comune di Nuoro e del Distretto Culturale del Nuorese. Un delicato e immaginifico omaggio a Grazia Deledda, che riappare nel giardino di quella che un tempo era stata la sua casa: passato, presente e futuro s’intrecciano fra le righe di racconti e romanzi, nello sguardo delle artiste di oggi e di ieri.

Il fascino del melodramma venerdì 20 agosto alle 22 sulle note del “Giulio Cesare” di Georg Friedrich Händel su libretto di Nicola Francesco Haym: un raffinato “Concertato d’Opera” con il soprano Federica Cubeddu e l’Orchestra da Camera “Johann Nepomuk Wendt” diretta da Raimondo Mameli, per ascoltare le più celebri arie e un’antologia delle pagine più significative del capolavoro del grande compositore tedesco, una partitura ricca di pathos tra vittorie (e sconfitte) militari, amori e intrighi, nell’incontro tra il grande condottiero e Cleopatra, autentica femme fatale.

Fantasia in scena sabato 21 agosto alle 22 con “La Vecchia Macchina” de Le Compagnie del Cocomero, nella versione di Rahul Bernardelli, uno spettacolo di burattini, pupazzi e oggetti per riscoprire la semplicità dei giochi dell’infanzia, quando tutto si trasforma grazie all’immaginazione per vivere meravigliose avventure. Nella moderna civiltà consumistica, il recupero di un giocattolo dimenticato diventa un’esperienza nuova e coinvolgente, in una narrazione impreziosita da musiche a tema, quasi una moderna fiaba animata per il divertimento di grandi e piccini.

Finale in musica domenica 22 agosto dalle 22 con i Brinca, la band fondata da Paride Peddio,  giovane organettista, nipote di Salvatore Peddio (meglio noto come Bengasi) e dall’eclettico Jonathan Della Marianna, suonatore di launeddas e di tanti altri strumenti tipici dell’Isola, sul palco con Federico Di Chiara (armonica e voce) per un coinvolgente concerto-spettacolo, con un repertorio ispirato alla tradizione. Tra i classici balli sardi e melodie e ritmi della musica popolare sarda, il fascino sonorità arcaiche reinterpretate con sensibilità contemporanea per riscoprire, danzando, la nostra cultura e identità.

Il III Festival Palcoscenici d’Estate ad Allai è organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda con il patrocinio e il sostegno del Comune di Allai, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna e del MiC / Ministero della Cultura e inserito nel progetto Intersezioni / rete di festival senza rete promosso da Fed.It.Art Sardegna. Il Teatro del Segno aderisce al CUSS / Coordinamento Unitario dello Spettacolo dal vivo della Sardegna.

INGRESSO GRATUITO

Tutti gli appuntamenti della manifestazione verranno svolti in ottemperanza alle norme anti-Covid19 e passati al vaglio della compatibilità con le stesse, o altrimenti modificati in ragione della salvaguarda della sicurezza degli spettatori, degli artisti e delle maestranze coinvolte.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

allai.prenotazioni@gmail.com – cellulare +39 391 4867955 (anche whatsapp)