“Percorsi di Identità” a Villamassargia con Gianluca Medas

Viaggio nella storia del Novecento con i “Percorsi di Identità” a Villamassargia a cura dell’attore e regista Gianluca MedasDOMANI (venerdì 16 luglio) alle 20.30 in piazza Puglisi il quarto e ultimo appuntamento con il ciclo di incontri dedicato all’origine dei “partiti di massa” in Italia nel ventesimo secolo, dedicato a “la nascita del Partito Fascista” – con il titolo emblematico “La vittoria mutilata”. Un chiaro riferimento alla fortunata definizione coniata da Gabriele D’Annunzio, in riferimento agli accordi tra gli Stati al termine della prima guerra mondiale e alla mancata conferma dei termini del Patto di Londra: una diffusa insoddisfazione, che spinse il poeta a tentare, con relativo successo, l’impresa fiumana, e che riflette lo spirito irredentista e nazionalista, confluiti nel movimento dei Fasci Italiani di Combattimento, dal cui scioglimento si giunse alla fondazione del Partito Nazionale Fascista guidato da Benito Mussolini.

Gianluca Medas proporrà un’attenta e documentata ricostruzione degli eventi bellici ma anche della temperie culturale, sociale e politica in cui prese forma il PFN – quindi la trasformazione di un movimento in partito, con il venir meno delle spinte più progressiste e rivoluzionarie e l’emergere delle forze reazionarie, dalla marcia su Roma fino all’inizio della dittatura. Una narrazione di carattere storico, per mettere l’accento sulle cause scatenanti e sui diversi fattori che concorsero all’ascesa del futuro duce, dalle conseguenze disastrose del conflitto alle ambizioni colonialiste dell’Italia, dal dramma dei reduci allo spettro della Rivoluzione d’ottobre.

Focus su un periodo particolarmente turbolento, caratterizzato da inquietudini profonde e cambiamenti sociali, in cui a fronte di un affermarsi e organizzarsi delle classi più deboli secondo una visione più democratica e moderna, con il Partito Popolare da un lato e il Partito Socialista, e poi il Partito Comunista dall’altro, le classi dominanti rivendicano la propria supremazia affidandosi a un leader carismatico, un ex socialista passato dalla parte della borghesia, capace di ammaliare le folle attraverso una retorica propagandistica che diverrà poi – non a caso – uno strumento di regime.

advertisement

Percorsi di Identità” è il titolo emblematico del progetto fortemente voluto e sostenuto dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Figli d’Arte Medas, che in quattro incontri, dedicati rispettivamente alla nascita del Partito Popolare, del Partito Comunistadel Partito Sardo d’Azione e del Partito Fascista, ripercorre la nascita dei “partiti di massa” nell’Europa del Novecento, in linea con lo spirito e le molteplici iniziative della Scuola Civica di Politica “Caput Aquae” (dall’antica denominazione del territorio) promossa dal Comune di Villamassargia.

«“Percorsi di Identità” è un esperimento culturale in cui la storia incontra il presente, attraverso l’intervento di ospiti a sorpresa tra il pubblico, tra cui rappresentanti politico- istituzionali, icone sociali che oggi interpretano con il proprio servizio i valori espressi nella narrazione» – spiega l’assessora Sara Cambula. Dopo il successo dei primi tre appuntamenti, un nuovo capitolo del percorso di approfondimento sul contrasto tra differenti ideologie, riflesso della mutazione della società e del sorgere di una “coscienza di classe” è in programma DOMANI (venerdì 16 luglio) alle 20.30 con “La vittoria mutilata” – ovvero “la nascita del Partito Fascista” che assume un particolare rilievo nel contesto europeo, con i parallelismi tra Italia, Germania e Spagna.

Viaggio nella storia della Sardegna e dell’Europa per una ricostruzione puntuale degli eventi e delle profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali tra XIX e XX secolo che hanno favorito l’avvento di nuove forme di rappresentanza politica, attraverso l’arte dello storytelling: un vivido affresco del Belpaese e dell’Isola in cui si pongono le premesse per la creazione di partiti meglio rispondenti alle istanze delle classi lavoratrici.

Il pensiero di Max Weber – che contrappone l’organizzazione dei partiti di massa agli esponenti dei notabili all’interno della dialettica democratica – si concretizza dopo la Rivoluzione d’ottobre in realtà molto diverse tra loro per ispirazione e principi ma fondate su chiare e definite basi ideologiche. Nella temperie politica e culturale dell’Europa del primo ventennio del Novecento – segnata dalla catastrofe della prima guerra mondiale – matura una nuova coscienza sociale e politica da cui scaturisce una moderna idea di democrazia estesa alle classi lavoratrici. L’Italia si inserisce appieno nelle correnti filosofiche e politiche dell’epoca, con il sorgere di movimenti e di veri e propri partiti politici capaci di dare voce alle varie parti sociali, e in particolare alle larghe masse di operai e contadini, con le loro rivendicazioni di fronte ai privilegi e al potere delle classi dominanti.

Nel 1919 vede la luce il Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo – tra i fondatori Giovanni Bertini, Giovanni Longinotti, Achille Grandi, Angelo Mauri, Remo Vigorelli e Giulio Rodinò – ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, che segna il ritorno dei cattolici nella vita politica, dopo il non expedit sancito dalla Santa Sede. Un partito interconfessionale e interclassista che sosteneva tra l’altro, oltre all’integrità della famiglia, il voto alle donne, la libertà di insegnamento, lo svolgimento dell’attività sindacale, accanto a temi squisitamente politici e amministrativi – come la legislazione sociale nazionale ed internazionale, l’autonomia degli enti pubblici ed il decentramento amministrativo, il ricorso all’imposta progressiva e il sistema elettorale proporzionale – anche la necessità del disarmo universale.

Il Partito Comunista Italiano – che conta tra i suoi fondatori Antonio Gramsci – nasce nel gennaio del 1921, animato da uno spirito fortemente rivoluzionario, in contrasto con la tendenza più moderata e riformista del Partito Socialista, verso una “dittatura del proletariato” capace di scardinare le fondamenta della cultura borghese attraverso l’educazione politica e l’istituzione di una “democrazia operaia”.

Nell’aprile del 1921 viene fondato il Partito Sardo d’Azione, che mette al centro quattro punti programmatici: la sovranità popolare, l’autonomia amministrativa, l’autonomia doganale e la questione sociale, ancora cruciali per il presente e il futuro dell’Isola ma dopo il primo successo elettorale deve fare i conti con i crescenti consensi ottenuti – anche in Sardegna – dal PNF.

Il Partito Nazionale Fascista nasce nel novembre del 1921, dopo lo scioglimento dei Fasci Italiani di Combattimento voluti da Benito Mussolini e dopo la “marcia su Roma” e il primo governo Mussolini, continua la sua ascesa al potere abbandonando progressivamente le spinte rivoluzionarie per una svolta reazionaria fino all’avvento della dittatura.

«Di fronte alla nuova realtà della società di massa, i sistemi politici liberali, fondati sul dominio di una élite dirigente estremamente ristretta, divennero inservibili. Con il suffragio universale, i sistemi politici liberali incorporarono in sé un principio fondamentale del pensiero democratico, quello dell’uguaglianza politica, trasformandosi in liberaldemocrazie, modelli politici più o meno analoghi a quelli che oggi conosciamo. Strumento organizzativo e politico di questa trasformazione fu il partito di massa» – sottolinea nelle note di presentazione l’attore e regista Gianluca Medas:

«Nel sistema politico liberale i partiti, come i tories e i whigs inglesi, erano poco più che gruppi di notabili, di personaggi influenti il cui programma politico consisteva, in sostanza, nel rappresentare gli interessi del loro collegio elettorale. Ma nel momento in cui si trattò di organizzare grandi masse, di ottenere il voto e il consenso, questo tipo di partito non serviva più» – aggiunge l’artista -. «Occorreva un nuovo tipo di partito caratterizzato, in sintesi, dai seguenti elementi: forte struttura organizzativa, costituita da funzionari, rappresentanza a livello nazionale, ma capace di articolarsi e ramificarsi a livello locale, elaborazione di un preciso programma politico, in genere ispirato a una ideologia, cioè a un sistema di valori e di opinioni politiche in grado di trovare il consenso di ampi strati sociali».

“Percorsi di Identità” affrontano «un periodo storico poco noto e molto idealizzato» della storia recente: Gianluca Medas racconterà la nascita dei partiti di massa, privilegiando lo sguardo della “gente comune”, dei cittadini e delle cittadine, al di là di artifici retorici e presupposti ideologici.

«Il progetto rappresenta l’ideale prosecuzione delle altre iniziative culturali portate avanti dal Comune – sottolinea l’assessora Sara Cambula – e in particolare il ciclo di incontri della Scuola Civica di Politica “Caput Aquae” che ci ha visti strappare dall’oblio la grande storia, per riscoprirla attraverso con gli occhi semplici di chi è testimone di ciò che accade e si fa mille domande e si propone di condividere questi contenuti, normalmente materia degli storici, con il pubblico delle nostre piazze e degli studenti».