Architetture vegetali, Le Strade Alberate di Cagliari

Dalla fine del Settecento in poi a Cagliari come in tantissime città europee nuovi viali alberati trasformano l’immagine dello spazio urbano e distinguono le nuove direttrici di espansione oltre le mura delle antiche piazzeforti.

Con l’obiettivo di portare l’attenzione dei cittadini sul passato, presente e futuro delle strade alberate di Cagliari, intese come architetture vegetali, eredità storica e risorsa imprescindibile per la qualità urbana locale, il Centro comunale d’arte Il Ghetto ospita, dal 23 luglio al 24 ottobre, Architetture Vegetali, le strade alberate di Cagliari una mostra ideata dell’architetto Marco Cadinu e curata insieme all’agronoma Tiziana Sassu.

La mostra, che rientra nell’ambito della programmazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, è realizzata dal Consorzio Camù gestore dei servizi del Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto di Cagliari in A.T.I. con Orientare S.r.l., in collaborazione con l’Associazione Imago Mundi OdV, il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari e l’Associazione Storia della Città e si avvale inoltre di importanti collaborazioni quali l’Archivio Storico del Comune di Cagliari, gli Archivi di Stato di Cagliari e di Torino e la Digital Library della Regione Sardegna.

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Una scelta non casuale quella del Ghetto. L’iniziativa intende infatti anche celebrare la ricorrenza del 25° anniversario della manifestazione Cagliari Monumenti Aperti grazie alla quale, nel 2000, proprio il settecentesco monumento di via Santa Croce, nato come Caserma San Carlo, fu aperto e restituito per sempre alla città.

L’allestimento della mostra è di Salvatore Campus su progetto grafico di Daniele Pani.

IL CONTESTO STORICO

Dalla fine del Settecento in poi a Cagliari come in tantissime città europee nuovi viali alberati trasformano l’immagine dello spazio urbano. Nelle antiche piazzeforti, in alcuni casi dotate di spazi verdi al loro interno e interessate da una rilevante crescita demografica, vengono pianificate importanti funzioni urbane oltre le mura e individuate nuove direttrici di espansione.

La ricerca di luoghi dove passeggiare e contemplare la natura, i panorami sul mare, lungo i fiumi e i canali, spinge le amministrazioni a estendere le dimensioni dello spazio pubblico e arredarlo tramite architetture vegetali, fatte di parchi lineari, di viali alberati, di piazze alberate, di orti botanici. Ogni città programma grandi investimenti motivati dalla cultura romantica del tempo ma anche dalla necessità di migliorare la salute dei cittadini e contrastare epidemie e malattie, offrendo finalmente a tutti – secondo le indicazioni dei medici – luce, aria e un nuovo contatto con la natura.

Le nuove vesti verdi delle città europee diventano presto motivo di vanto e di celebrazione della bellezza dei luoghi, sono immortalate in vedute e cartoline, nelle prime foto d’epoca, nelle mappe.

D’altro canto, risulta presto evidente, in particolare di fronte alle grandi espansioni urbanistiche in atto nelle città ottocentesche, quanto i grandi viali alberati siano stati e possano essere alla base di nuovi investimenti immobiliari. Aree periferiche vengono rinnovate tramite il verde pubblico, bonificate e controllate, quindi frequentate.

Lungo i nuovi viali alberati si pianificano i quartieri e la città moderna. I grandi viali, in maggioranza impiantati durante l’Ottocento, sono ripercorsi attraverso notizie, immagini e documenti che ci riferiscono delle migliaia di alberature messe a dimora e dei modelli progettuali in linea con le mode del tempo.

LA MOSTRA

L’obiettivo della mostra è quello di portare l’attenzione dei cittadini sul passato, presente e futuro delle strade alberate di Cagliari, intese come architetture vegetali, quindi eredità storica e risorsa imprescindibile per la qualità urbana locale.

L’esposizione si configura come un viaggio alla riscoperta dei viali alberati, patrimonio storico europeo e indicatore della qualità urbanistica e ambientale delle città almeno dal primo Ottocento in poi e il riconoscimento della notevole qualità e quantità di viali progettati nel tempo a Cagliari, cui corrispondono continui e documentati investimenti e pensieri tecnici aggiornati. Ma anche un modo per riattivare meccanismi di riconoscimento identitario e di orgoglio civico riguardanti tale bene monumentale e paesaggistico e per affermare i valori di patrimonio culturale delle strade alberate, monumenti vegetali e urbanistici.

Un percorso di valorizzazione di importanti fondi documentali e iconografici che porterà alla conoscenza della vegetazione che incornicia alcuni importanti viali cittadini sia dal punto di vista storico, sia scientifico ma anche dei racconti di uomini che hanno pianificato o materialmente realizzato questi “polmoni verdi” di Cagliari.

LO SGUARDO FOTOGRAFICO CONTEMPORANEO. La mostra si arricchisce del racconto contemporaneo, lo sguardo attuale e l’interpretazione artistica da parte di 5 fotografi cagliaritani (Noemi Didu, Gabriele Muscas, Francesca Mu, Roberto Murgia e Dietrich Steinmetz) che proporranno ai visitatori la loro personale visione di questi “monumenti” vegetali testimoniando l’importanza della fotografia nel composito panorama artistico-culturale cittadino, sia dal punto di vista documentario sia estetico.

Per quanto riguarda i pubblici che il progetto intende raggiungere, l’esposizione è concepita sia per il target dei cittadini, che nelle immagini proposte potranno ritrovare un forte sentimento di appartenenza e comunità, sia per i turisti, cui verrà offerta un’occasione di conoscenza sulla città, rigorosa e accattivante allo stesso tempo. Il viaggio attraverso la storia dei Viali, le vie alberate della città permette infatti di ritrovare e scoprire tanti aspetti poco conosciuti delle fasi di sviluppo di Cagliari, delle sue relazioni con l’ambiente circostante e il paesaggio. Un processo che si è articolato in oltre duecento anni e ha configurato gli essenziali lineamenti della città che viviamo oggi.

GLI ITINERARI

Senza dimenticare l’importanza dal punto di vista didattico che un’esposizione come questa potrà avere per il pubblico di ogni grado scolastico compreso ovviamente quello universitario.
In tal senso il progetto tende a rafforzare il ruolo del Centro d’Arte e Cultura Il Ghetto, e la sua posizione strategica nel quartiere di Castello, come luogo nevralgico per un’azione finalizzata al rafforzamento dei valori di cittadinanza, coniugando il rispetto delle radici culturali con le politiche di marketing territoriale e attrazione turistica.

Il percorso espositivo sarà completato da alcuni progetti speciali, tre itinerari lungo alcuni dei viali alberati raccontati nella mostra. Disponibili su prenotazione per scuole e pubblico libero, saranno l’occasione per osservare con occhi nuovi due viali ottocenteschi (Viale Buoncammino e il tratto dal Terrapieno alla Darsena) e un viale moderno (via Dante).

La Passeggiata di Buoncammino. Una passeggiata pubblica nata grazie alla difesa degli alberi da parte dell’agronomo civico che, a metà Ottocento, combatté contro il pascolamento del colle di Buoncammino e contro le esercitazioni militari che danneggiavano le giovani piantumazioni.

Costeggiando le mura orientali. Passeggiata storica quella del Terrapieno che origina, nei primi dell’Ottocento, dal Viale della Polveriera nei Giardini Pubblici. Gli alberi che si succedono sono di primaria grandezza e di due specie differenti: Ficus in Viale Regina Elena, Bagolari in Viale Regina Margherita.

La città moderna. La via urbana più lunga, un chilometro di Jacarande, questa la lunghezza di via Dante costellata da una specie esotica poco diffusa nelle alberature stradali dei nostri climi e che pertanto rendono via Dante una strada di originale bellezza. Durante la passeggiata si porterà l’attenzione sullo stato di salute degli alberi e sulle caratteristiche delle condizioni ambientali in cui vivono.

CENTRO COMUNALE D’ARTE IL GHETTO: LA NUOVA STAGIONE CULTURALE

Il Ghetto è il centro culturale espositivo del Comune di Cagliari situato nel quartiere in cui sono inseriti i maggiori musei cittadini, tutti a breve distanza: Cittadella dei Musei, Musei Civici Palazzo di Città, Polo Museale Universitario, oltre le maggiori emergenze architettoniche: Torri di San Pancrazio e Elefante, Cattedrale, Palazzo Viceregio solo per citare alcuni fra i maggiori. Ancora, è limitrofo al polo Universitario e alla Facoltà di Architettura.

Con la mostra si dà il via ad una nuova stagione dell’offerta culturale del Centro comunale Il Ghetto, seguendo gli obiettivi fissati dall’Amministrazione Comunale cagliaritana che vanno nella direzione di dar vita al “Museo della città e per la città”, in linea con il Documento Unico di Programmazione cittadino.