A Nuoro “Grazia Deledda e il lettino dello psicanalista”

 

NUORO, 30 luglio 2021 – Dal 3 al 5 agosto il cortile esterno dello Spazio Ilisso di Nuoro ospiterà “Grazia Deledda e il lettino dello psicanalista”. Si tratta di una serie di incontri, da tenersi alle 20.30, in cui recitazione, emozioni e scienza si incontrano intorno ai romanzi di Grazia Deledda con un’inedita introspezione dei suoi personaggi. Organizzata da Spazio Ilisso, Figli d’Arte Medas e associazione Sardinia4D, vedrà la narrazione delle storie dei protagonisti di Canne al vento e La madre, con un focus particolare su Elias Portolu, narrate dall’attore Gianluca MedasFranca Carboni, neuropsichiatra, li spiegherà all’interno di un percorso emozionale e psicopatologico perfettamente delineato dalla Deledda. Tre incontri che propongono una nuova forma estetica nella quale la comunità potrà condividere contenuti ed emozioni con una modalità di narrazione interattiva. Il tutto tra gli alberi e le opere d’arte del cortile esterno dello Spazio Ilisso, un luogo magico messo a disposizione dalla padrona di casa e coordinatrice Vanna Fois, che ancora una volta si pone come luogo d’avanguardia per ospitare un format originale.

L’ispirazione per gli incontri che andranno a raccontare e analizzare i personaggi della scrittrice premio Nobel per la letteratura, come mai avvenuto prima, partono dalla pubblicazione di Franca Carboni “Grazia Deledda e il lettino dello psicanalista”. Durante gli appuntamenti verrà evidenziato che i vissuti psicologici dei personaggi deleddiani sono quanto mai attuali, fatto che rende l’autrice nuorese particolarmente moderna. L’idea è di creare una piccola comunità che scambia materiali emozionali, e lo schema sarà quello delle serate “a friscuranne”. Un prodotto culturale nuovo e leggero che porrà le basi per la costruzione di un Atlante Emozionale. Si verrà accolti da un calice di vino e salutati con il bicchiere della staffa. Tutti e tre gli appuntamenti verranno registrati per diventare altrettanti podcast.

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“È giunto il momento di far uscire la modernità di Grazia Deledda– dice infatti Gianluca Medas –Ci permette di compiere un viaggio nell’animo umano senza precedenti con una capacità di analisi delle patologie che creano il dolore delle persone che è davvero sconvolgente”. Dalla letteratura si passa, così, alla scienza: “È anche un modo per dare alla gente conoscenze delle psicopatologie, di cui nessuno parla– precisa la neuropsichiatra Franca Carboni –Tendiamo ad aggettivarci facilmente con termini come depresso, paranoico, ecc. Si tratta di patologie complesse, di cui spesso si hanno i sintomi, ma non il disturbo, che è invece meno frequente. Più la gente sa, più è in grado di difendersi. Grazia Deledda è un atlante emozionale dal quale attingere”. Narrazione e psicanalisi si mischieranno nella cornice incantata dello Spazio Ilisso: “Spazio Ilisso non si sottrae alla sperimentazione– afferma la padrona di casa, Vanna Fois –Ci piace pensare a percorsi inediti che possano aprire nuovi scenari. Il nostro vuole essere un luogo di dialogo che possa essere propositivo in modalità originali e nuove”.

Scheda tecnica:

Nome evento: “Grazia Deledda e il lettino dello psicanalista”

Dove e quando: Nuoro, Spazio Ilisso, via Angelo Brofferio n. 23, dal 3 al 5 agosto alle 20.30

Organizzazione: Spazio Ilisso, Figli d’Arte Medas, Sardinia4D

Note tecniche sull’Atlante emozionale di Grazia Deledda (a cura di Franca Carboni):

Fenomenologia dell’atlante emozionale
Grazia Deledda è protagonista, spesso misconosciuta, di una narrazione emozionale descritta nei suoi romanzi con straordinaria lucidità. Man mano che aumenta la sua produzione letteraria viene sottolineata la criticità di un mondo radicato nel passato con i suoi valori autentici, ma profondamente in crisi di fronte all’avvento della disumana società tecnologica. Nell’ambito della sua narrativa emerge da subito l’assurdità dell’esistenza ancora legata ad antiquate regole sociali vissute quasi monasticamente. In ogni suo romanzo diventa protagonista l’incomunicabilità tra persone di una stessa comunità e la denuncia dei vari condizionamenti morali di un ambiente per nulla resiliente, spesso vissuto come una prigione morale le cui pareti sono le ipocrisie nei rapporti umani, la casualità degli eventi, le nevrosi causate da queste criticità. La sensibilità della scrittrice nel cogliere e narrare le permette di raccontare opere di una forza emotiva straripante tanto che la sua scrittura può essere accomunata a quella di Proust e di Joyce.
Catene e conflitti indelebili
Nelle opere della Deledda emergono criticità psicologiche e patologie che affronta con la capacità, insolita e straordinaria, di chi sa leggere e descrivere i pensieri degli altri. Nelle sue trame i conflitti fra familiari costituiscono un tema ricorrente e le figure del padre e della madre sono rappresentate secondo le diverse sensibilità e vissuti. A seconda del personaggio e del romanzo, la famiglia esprime valori ambivalenti ora positivi e rassicuranti ora conflittuali e inconciliabili. Nelle sue opere il lettore viene messo direttamente a contatto con le parole e con i pensieri del personaggio che vive i fatti, mentre la scrittrice dà voce allo sguardo interiore che racconta, adottando spesso la messa a fuoco interna, la propria realtà e la propria percezione. Le vicende descritte spesso procedono attraverso libere associazioni di idee nelle riflessioni dei personaggi, lasciando emergere ricordi frammentari e illuminanti, intrecciando ed allacciando passato e presente. La sua immensa opera può essere considerata una cassetta degli attrezzi i cui strumenti di lavoro sono le emozioni e le contraddizioni che messe a sistema ci permettono di creare un atlante emotivo completo.