Rifiuto indennità di accompagnamento. Ricorso accolto con pagamento di tutti i ratei arretrati

Rifiuto indennità di accompagnamento

Rifiuto indennità di accompagnamento. Ricorso accolto con pagamento di tutti i ratei arretrati

L’Indennità di accompagnamento è una prestazione erogata dall’INPS alle persone invalide civili totali al 100% che non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita ovvero impossibilitati a deambulare o soggetti a cure chemioterapiche

A CHI SPETTA TALE INDENNITA?

 L’indennità di accompagnamento di circa 520 euro mensili è una prestazione economica assistenziale che non viene concessa a tutti gli invalidi civili totali ma soltanto a quelli che non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita oppure impossibilitati a deambulare.

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E’ una prestazione assistenziale che può essere concessa non soltanto ai maggiori di anni 18 ma anche ai minorenni al posto dell’indennità di frequenza.

Ma prima di spiegare come ottenere l’indennità di accompagnamento è opportuno specificare che gli invalidi civili totali al 100 % hanno diritto ad un aumento della pensione di invalidità e soprattutto ai ratei arretrati per gli ultimi 5 anni.

A tal proposito occorre precisare che la persona ha diritto agli arretrati dal compimento di anni 60 nel rispetto dei seguenti requisiti:

  • Invalidità civile totale al 100%;
  • limite di reddito personale annuo non superiore ad € 8.443,18 (se single) ed eventualmente coniugale non superiore ad € 14.447,42 (se sposati). In questo ultimo caso non bisogna superare tutte e due i requisiti reddituali.

Tornando all’indennità di accompagnamento la stessa viene erogata ogni mese dall’INPS ed è volta ad aiutare tutte quelle persone che, a causa di problemi di salute gravi, non sono in grado di deambulare autonomamente o compiere gli atti quotidiani della vita senza l’ausilio di un accompagnatore.

E’ bene sapere, spiega l’avv. Stefano Di Giacomo di Risarcimenti & Rimborsi, che tale prestazione viene concessa senza alcun limite di reddito e che non può essere aggredita da eventuali debiti. Tra l’altro non costituisce alcuna fonte di reddito.

Non è semplice ottenere l’indennità di accompagnamento motivo per il quale si richiede, nella maggior parte dei casi, una impossibilità a svolgere gli atti quotidiani della vita e cioè UNA totale impossibilità a lavarsi, prendere le medicine, vestirsi, cucinare avere contezza del trascorrere del tempo e del denaro.

Inoltre da qualche anno a questa parte la Cassazione ha riconosciuto anche l’indennità anche ai pazienti oncologici.

Gran parte delle malattie che danno diritto all’indennità di accompagnamento sono tabellate, questo significa che ad ogni malattia viene assegnata una percentuale di invalidità in misura fissa o variabile.

Purtroppo però vi sono ulteriori malattie non tabellate o che comunque vengono valutate in modo poco corretto dalla Commissione Medica e pertanto diventa indispensabile presentare il ricorso dinnanzi all’Autorità Giudiziaria competente.

E’ bene pero ricordare che la valutazione del requisito prettamente sanitario tiene in considerazione la storia della persona invalida e non si limita alla sola applicazione delle tabelle. A tal proposito, infatti, in caso di esito negativo, si consiglia di ricorrere, entro 6 mesi, dinnanzi all’Autorità Giudiziaria al fine di vedersi riconoscere il diritto all’indennità di accompagnamento

COSA FARE IN CASO DI RIGETTO

 Molte volte, purtroppo, la Commissione Medica si limita a riconoscere una percentuale di invalidità civile grave del 100% o comunque inferiore senza diritto all’indennità di accompagnamento.

In questi casi, qualora sussistano tutti i presupposti, diventerà indispensabile presentare ricorso entro e non oltre 6 mesi dalla ricezione del verbale di invalidità. Per un maggiore approfondimento si consiglia di leggere il caso risolto

https://www.risarcimentierimborsi.it/indennita-di-accompagnamento-ricorso-vinto/

 

Dopo il deposito del ricorso e visita effettuata dal medico nominato dal Tribunale quest’ultimo decide di accogliere le richieste del ricorrente, riconoscendo l’indennità di accompagnamento dalla data di presentazione della domanda amministrativa.

Il ricorrente, dopo 10 mesi dal conferimento dell’incarico, ha ottenuto tutti i ratei arretrati.

Indennità di ACCOMPAGNAMENTO per un invalido civile – YouTube

 

Avv. Stefano Di Giacomo, appassionato ed esperto in materia previdenziale