I grandi interpreti della musica

Prosegue “I grandi interpreti della musica”

Prosegue al teatro Verdi la stagione de “I grandi interpreti della musica” che porta sul palco dello storico teatro cittadino nomi di spicco del concertismo internazionale, produzioni originali e giovani promesse.

Per ogni data concerto doppio alle 17 e alle 20,15.  Sarà il Nuovo trio italiano d’archi (venerdì 4 giugno) a proporre un nuovo viaggio nella grande tradizione musicale classica. In programma musiche di: Schubert, Boccherini, Haydn e Beethoven per un concerto che vede sul palco un autentico tris d’assi composto da: Alessandro Milani (violino) Luca Ranieri (viola) Pierpaolo Toso (violoncello) I musicisti, tutti e tre prime parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, suonano insieme in trio dal 2004. Invitati dalle più prestigiose istituzioni concertistiche italiane e straniere, hanno al loro attivo numerosi concerti con prime esecuzioni assolute e collaborazioni con artisti di fama internazionale. Nel novembre 2017 la formazione ha inaugurato la rassegna “I Concerti della Cappella Paolina” al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e proprio in quella occasione è nata l’idea di fare proprio il nome di Nuovo Trio Italiano d’Archi, in onore del glorioso Trio Italiano, composto da Franco Gulli al violino, Bruno Giuranna alla viola e Amedeo Baldovino al violoncello (dal 1957 al 1962) sostituito da Giacinto Caramia dopo il 1962.

La storia del Trio Italiano, divenuto famoso negli anni Sessanta in Italia e all’estero per l’eleganza delle interpretazioni del repertorio cameristico da Mozart e Beethoven a Petrassi, a quarant’anni dall’ultima apparizione viene fatto rinascere da Milani, Ranieri e Toso che ne ricevono l’eredità direttamente da Bruno Giuranna, di cui il violista Luca Ranieri è stato allievo. «Proseguire quella tradizione – ha dichiarato Ranieri – è per noi un onore e un onere. Il Trio e il Quartetto Italiano nel secolo scorso hanno diffuso nel mondo una civiltà strumentale, un modo inimitabile, alto e leggendario di fare musica. In quel solco, forse irraggiungibile, rifiorisce il nostro Nuovo Trio Italiano d’archi: già da quindici anni suoniamo insieme, ora cambiamo nome, ridefiniamo prospettive, riceviamo più ambiziose consegne e fissiamo stimolanti obiettivi».

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Recentemente l’ensemble ha inciso l’integrale dei Trii di Beethoven per Brilliant Classic e per il mensile “Amadeus”.