Giornate Europeee dell’Archeologia

ArcheoClub d'Italia - sito protostorico a Noto

“Il messaggio che rivolgiamo al Ministero dei Beni Culturali e al Ministero del Turismo è quello di progettare insieme, con noi, la memoria, il futuro della realtà italiana e dobbiamo dare spazio a quelle che sono le nostre bellezze. Per fare questo è necessaria la presenza ed è fondamentale il contributo di associazioni come Archeoclub d’Italia che riescono a far conoscere il patrimonio archeologico, culturale e naturalistico dell’Italia. Ad esempio a Santa Maria Capua Vetere è stato il Presidente della sede locale ad illustrare ai partecipanti l’Anfiteatro Romano e così sta accadendo in tutti i luoghi. Il messaggio è chiaro: istituire un tavolo tecnico operativo per il rilancio del turismo italiano nel suo insieme”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia, aprendo le Giornate Europee dell’Archeologia in Italia.

 

“Siamo felici di celebrare le Giornate Europee dell’Archeologia  (GEA) con l’Archeolclub Italia e  i soci di Santa Maria Capua Vetere – ha dichiarato Ida Gennarelli, archeologa, direttore dell’Anfiteatro Campano, Direzione Regionale dei Musei della Campania –  che da tempo collaborano con  la Direzione regionale Musei Campania  non solo per la promozione del patrimonio archeologico dell’antica Capua, ma anche con piccole attività di manutenzione del  giardino del museo dell’antica Capua, esempio prezioso di buone pratiche che sollecitano  la comunità a prendersi cura del proprio patrimonio.

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Il percorso di visita che Archeoclub di Santa Maria Capua Vetere  propone per le GEA di quest’anno si concentra non a caso sull’anfiteatro Campano, il monumento simbolo di questa città, in cui sono in corso  i lavori di “Restauro e valorizzazione dell’anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere”. Un intervento importante finanziato con 7milioni di euro che consentirà a tutti i pubblici di percorrere in sicurezza spazi oggi in parte negati.

Il progetto ricostruirà il percorso di visita che si snoda da Piazza Adriano sviluppandosi nella vasta area archeologica  che include altre testimonianze della città romana, ricostruendo  il nesso tra i due anfiteatri, posti a pochi metri di distanza: l’arena di età tardo repubblicana, nota per la rivolta di Spartaco e l’anfiteatro campano edificato in età Flavia su modello del Colosseo che, nonostante le trasformazioni e le distruzioni subite, conserva nell’aspetto austero i tratti significativi del suo sviluppo architettonico. Particolare attenzione è stata dedicata ai sotterranei, dove si svolgevano i preparativi per gli spettacoli dove sono state studiate soluzioni per facilitare l’accesso anche alle persone più fragili grazie alla realizzazione di un ascensore, completamente reversibile. Un altro “ascensore”, questa volta in chiave didattica, collegherà l’arena ai sotterranei. Sarà così, finalmente comprensibile il meccanismo di sollevamento delle gabbie che permettevano a belve, gladiatori e scenografie di comparire, improvvisamente e simultaneamente, nell’arena”.

 

Nella città del più antico Anfiteatro Romano, secondo per grandezza solo al Colosseo che poteva contenere fino a 60.000 spettatori, praticamente uno stadio di oggi: Santa Maria Capua Vetere. In Campania apertura in grande stile con ben 6 ore di visite e tour all’Anfiteatro Romano di Santa Maria Capua Vetere, raggiungibile tranquillamente anche da Roma con il treno. Aperture dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 18.  Tutti gli eventi italiani sono su   journees-archeologie.fr.

 

Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano una grande opportunità per ammirare anche le novità provenienti dalla nuova stagione di scavo in atto in tutta Italia.

 

“Santa Maria Capua Vetere si sta preparando ad accogliere i turisti – ha dichiarato Antonio Crisci, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Santa Maria Capua Vetere – ed abbiamo capito la necessità di dare una svolta. Con i sistemi tecnologici moderni vogliamo già dare un’impronta. Ad esempio saranno necessari cartelli stradali ben precisi che già dalla Stazione Ferroviaria di Santa Maria Capua Vetere – ha dichiarato Antonio Crisci, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Santa Maria Capua Vetere –  possano accompagnare i turisti fino al sito. Stiamo lavorando sull’accoglienza ma non abbiamo solo l’Anfiteatro Campano ma a Santa Maria Capua Vetere è possibile visitare il Museo dell’Antica Capua con reperti restaurati e esposti”.

 

E Archeoclub d’Italia sta lavorando ad un Press Tour che a breve metterà in rete il Patrimonio Archeologico del territorio.

 

Oggi e anche domani saranno ancora tanti gli eventi in Italia ed è possibile conoscerli su  journees-archeologie.fr.

 

Nelle Marche scoperte archeologiche a Morrovalle. Oggi Sabato 19 Giugno, alle ore 16 e 30 inaugurazione a Palazzo Lazzarini della nuova sezione archeologica con il Presidente della Regione Marche. Le attività di archeologia preventiva eseguite dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche, durante la realizzazione del metanodotto San Marco – Recanati, hanno permesso di individuare numerosi siti archeologici che sono stati oggetto di approfondite indagini. Di notevole interesse sono ben due aree che si trovano a Morrovalle. Ad esempio in contrada Burella sono state evidenziate sepolture di una necropoli Picena inquadrabile tra il Sesto ed il Settimo secolo a.C. con tombe a tumuli che hanno fornito preziose informazioni   sul rito funerario e sulla tipologia tombale in uso nella bassa valle del Chienti. Il rito del simposio è ben sottolineato dalla presenza di elementi da corredo funerario come i kàntharos, grandi e piccole olle tobulari a pareti sottili, calici tetransati e ciotole su piede a tromba, ma anche spiedi in ferro per la cottura della carne e un vero e proprio set per il consumo del vino. In Borgo Santa Lucia il rinvenimento di ceneri e concotti aveva fatto pensare ad un’area con presenza di fornaci. Successivamente la grande quantità di ceramica a vernice nera hanno spostato l’attenzione sul Fanum Apollonis. Non è poco quanto è stato trovato: una coppetta con iscrizione, vasetti miniaturistici, una testa di statuetta fittile, una gemma in ematite con decorazione a glittica raffigurante un individuo che suona la cetra. Poco distante da quest’area sono state portate alla luce due strade glareate di epoca romana. Tali reperti archeologici verranno mostrati per la prima volta in assoluto, OGGI – Sabato 19 Giugno, alle ore 16 e 30 con l’inaugurazione della nuova sezione archeologica di Palazzo Lazzarini a Morrovalle situato in Piazza Vittorio Emanuele.

Inaugurazione con la Presidente di Archeoclub d’Italia sede di Morrovalle, Nazzarena Acquaroli  che ha fatto e continua a fare un grande lavoro sul territorio e con il Presidente della Regione Marche. Sarà proprio il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, ad inaugurare la nuova esposizione dei reperti archeologici presso il Museo – Pinacoteca di Palazzo Lazzarini a Morrovalle gestito da Archeoclub d’Italia sede di Morrovalle.  Dunque la stampa avrà la grande opportunità di vedere, filmare, fotografare per la prima volta in assoluto i reperti archeologici rinvenuti durante queste importanti campagne di scavo e di intervistare gli archeologi che hanno seguito tali missioni.

Il grande evento è in programma Sabato 19 Giugno, alle ore 16 e 30, presso Palazzo Lazzarini a Morrovalle, Piazza Vittorio Emanuele”.

In Campania tanti eventi a Nola, Acerra, nel beneventano.

 

Oggi e domani a Pietrelcina Visite Guidate al Museo Civico, ad Acerra visite al sito archeologico di Suessola e al Castello di Acerra. Poi Domenica 19 Giugno, passeggiata naturalistica al Parco del Partenio con visita al Castello del Matinale. Ma alla tre giorni parteciperà anche Castellammare di Stabia.  I soci della sede di Archeoclub d’Italia Castellammare di Stabia gireranno e manderanno sulla piattaforma Archeorama, un video dedicato agli acquedotti dell’ager stabianus, quelli che secondo i nostri studi sono di origine romana. A Nola, in Piazza Clemenziano, Domenica 19 Giugno, alle ore 18 e 40, visita guidata nel Trecentesco Complesso Monastico di Santa Chiara a Nola, attraverso meravigliosi ambienti, attraverso meravigliosi ambienti che fanno da scenario al Purgatorio di Dante.

 

 

Nel Lazio visita al Foro Emiliano di Terracina e alla Villa Imperiale a Formello!

 

A Formello, ad un’ora da Roma visita guidata teatralizzata alla Villa DELL’IMPERATRICE LIVIA DRUSILLA “ad gallinas albas”, a Prima Porta, presso Roma.

 

Per le Giornate Europee dell’Archeologia, a Formello . La Guida archeologa dott.ssa Daniela Muscianese Claudiani illustrerà la Villa. Interventi attoriali e lettura di testi storici relativi alle figure di Livia Drusilla e di Ottaviano Augusto, da parte degli attori Sara Franchetti e Marco Masiello“.

 

A Terracina il Foro Emiliano!

Ma altro grande evento sarà anche a Terracina. Entreremo con stampa e cittadini, nel Foro Emiliano di Terracina. Si tratta di un monumento unico, avendo conservato non solo l’antica pavimentazione calcarea ma anche l’originaria funzione di centro civile e religioso della città.

ll nome deriva da Aulus Aemilius, il magistrato locale che, fra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C., provvide a pavimentare la piazza facendo incidere sulle lastre il proprio nome.

 

In Puglia Tour negli Ipogei per ammirare i Templi Sotterranei ma domani Domenica, 20 Giugno passeggiata al Parco Archeologico di Canne con visita dell’Antiquarium.

 

Domani in Puglia appuntamento con la Grande Storia a Canne della Battaglia. Domenica 20 giugno a partire dalle 11.00 fino alle 13.30 l’Antiquarium e Parco archeologico di Canne della Battaglia promuovono e partecipano alle Giornate Europee dell’Archeologia 2021 attraverso la proposta di eventi a carattere divulgativo e didattico sviluppati sinergicamente dalla Direzione di Canne della Battaglia (Ministero della Cultura) congiuntamente con Archeoclub d’Italia Aps Canne della Battaglia Barletta e l’Associazione culturale di studio e ricostruzione storica “MOS MAIORUM”.

 

Considerata la pur sempre delicata fase dell’emergenza sanitaria in cui si colloca questo importante appuntamento quale primo evento d’interesse nazionale ed europeo connesso alla graduale ripresa delle attività di animazione pubblica nei siti archeologici e luoghi di Cultura italiani, presso l’area della Cittadella saranno realizzate didattiche illustrative sui soldati appartenenti ad un “contubernium” di una legione consolare del periodo delle Guerre Puniche.

 

L’attività di ricostruzione storica sarà potenziata mediante l’esposizione commentata di panoplie, equipaggiamenti militari, manufatti e strumenti in uso al cittadino-soldato della Roma di epoca repubblicana. Sono previste inoltre visite guidate al sito a supporto dell’animazione di archeologia sperimentale.

 

Dopo il grande successo di pubblico nell’estate 2018 (oltre 3.000 i visitatori durante le animazioni con gli accampamenti ed i rievocatori intervenuti da tutta Italia) e la partecipazione alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico di Paestum, la sempre più stretta collaborazione fra Mos Maiorum ed Archeoclub d’Italia ritrova in questo appuntamento per le Giornate Europee dell’Archeologia 2021 rinnovato slancio nella ripartenza post emergenza sanitaria Coronavirus.

 

L’allestimento costituisce una ghiotta occasione per poter ammirare come andava in guerra un legionario romano di epoca repubblicana: la panoplia è infatti fedelmente riprodotta in ogni minimo particolare, tanto da rappresentare un punto di riferimento didattico e visivo negli spazi interni ed esterni della Cittadella e dell’Antiquarium per la visitabilità con le più avanzate tecnologie multimediali. La panoplia esposta nell’Antiquarium di Canne della Battaglia è così composta: elmo Montefortino con penne; tunica; lorica hamata; cingulum; gladius hispaniensis; caligae; scutum; pilum.

 

Il museo cannense fu costruito con fondi della Cassa del Mezzogiorno e costituì un momento storico per Canne della Battaglia dato che per la prima volta si esponevano “in loco” i reperti ritrovati durante le campagne di scavo svoltesi fra il 1937 ed il 1939 da parte dell’insigne archeologo prof. Michele Gervasio a cui, nell’occasione, fu donata una medaglia d’oro da parte del generale Domenico Ludovico, presidente del Comitato Pro Canne della Battaglia, come documentano i suggestivi filmati d’epoca dei cinegiornali presso ‘Istituto Luce di Roma.

 

L’iniziativa prosegue l’impegno per diffondere la cultura dell’archeologia sperimentale di derivazione anglosassone (re-enactment) e contribuire ulteriormente alla valorizzazione di un sito e di quegli stessi luoghi resi universalmente noti dalla vittoria di Annibale il cartaginese sull’esercito consolare di Roma repubblicana.

 

 

Tour degli Ipogei in Puglia, la stampa potrà filmare, vedere, esserci!

 

Infatti domani, Domenica 20 Giugno,  partiremo dagli ipogei di Canosa di Puglia  e passeremo a quelli di Trinitapoli chiudendo il percorso al Museo di San Ferdinando di Puglia. La visita agli ipogei sarà accompagnata da proiezioni in realtà spaziale aumentata per entrare nelle epoche che furono. A Canosa saranno Ipogei Dauni, i più imponenti della Città. Inoltre, sul Ponte Romano che visiteremo avremo anche l’opportunità di degustare la frutta di stagione.

 

Veri e propri Templi Sotterranei!!

 

In Puglia c’è una cittadina, in provincia di Foggia che si chiama Trinitapoli. Lì visiteremo, il Parco Archeologico degli Ipogei, con ben 200 sepolture. Si tratta una necropoli con ricchi corredi funerari, risalenti all’Età del Bronzo tra le più importanti d’Italia. Vedremo ben due ipogei: dei Bronzi e degli Avori. Un vero spettacolo di colori immersi nell’archeologia e nella storia millenaria. Infatti si raggiungerà un corridoio sotterraneo che terminerà nella sala principale dalla volta a cupola apicale.

Saremo all’interno di veri e propri TEMPLI SOTTERRANEI!! Il Tour comprenderà anche la visita al Museo Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli. A Canosa di Puglia ci sono gli Ipogei di Lagrasta, tutti da vedere in quanto si tratta del più straordinario esempio di architettura funeraria della necropoli dauna. A Gravina apre il Parco di Botromagno. Un percorso naturalistico-archeologico sulle tracce degli antichi Peuceti, dal Pianoro Madonna della Stella fino alla collina di Botromagno, accompagnati dalla voce delle guide e dei narratori, che allieteranno la passeggiata con curiosità e testimonianze artistiche della quella terra.  Spettacoli, rivisitazioni, narrazioni nei Parchi Archeologici. Ad esempio Domenica 20 Giugno dalle ore 18 e 30 la tragedia greca con Medea nell’Area Archeologica del Padreterno, la cui rappresentazione sarà preceduta da una visita guidata alla stessa Area Archeologica. Romani, Etruschi, Greci, Fenici, Assiri, Egizi, li vedremo tutti ed ammireremo le testimonianze lasciate nel tempo. Durante i tour archeologici potremo conoscere anche l’operato degli archeologi, vedere le ultime scoperte, anche quelle portate alla luce, in Italia, durante il periodo pandemico. Tanta Sicilia alle Giornate Europee dell’Archeologia 2021, con una serie di attività per valorizzare e promuovere lo straordinario patrimonio storico-archeologico dell’Isola, agevolandone la fruizione e divulgandone il rilevante significato culturale.

 

Anche Acquaviva delle Fonti celebrerà le Giornate Europee dell’Archeologia  OGGI – Sabato 19 giugno dalle 18.00 alle 21.00 ad AMA, il nuovo il nuovo Museo Archeologico di Acquaviva delle Fonti.

L’Archeoclub “Sante Zirioni” accompagnerà i visitatori alla scoperta del nuovo Museo dotato di supporti multimediali all’avanguardia, di un laboratorio di stampa 3D e di reperti che vanno dal Paleolitico al periodo Medievale, passando dal tempo dei Peucezi a quello dei Romani.

Altro evento importante sarà anche a Barletta.

 

A Matera una passeggiata tra gli scorci più caratteristici dei Sassi di Matera con visita al Museo Ridola. Accompagnati dalla guida Antonia Rafaele visiteremo il Sasso Caveoso e la Civita, addentrandoci nelle meraviglie di una Chiesa Rupestre e una Casa Grotta. Al termine, risalendo le vie del centro storico, visiteremo il Museo Ridola: Antonia Rafaele ci condurrà alla scoperta dei più importanti reperti storici ritrovati nella provincia di Matera, a Timmari, Montescaglioso e San Nicola dei Greci. Un viaggio affascinante tra passato e futuro.

 

 

In Basilicata entreremo nella Villa Romana di San Pietro e passeggiata Archeo-naturalistica con aperitivo musicale.

 

A Tolve, in provincia di Potenza c’è la Villa Romana di San Pietro edificio di epoca romana datato tra il I ed il VI secolo d.C. che si colloca ad ovest del monte Stallone. In occasione delle “Giornate Europee dell’Archeologia” la visiteremo con una passeggiata archeo – naturalistica e aperitivo musicale che sarà all’antico Ponte del Diavolo di epoca romana/medievale!”.

 

Tanta Sicilia dal 18 al 20 Giugno!

 

Sicilia, Agrigento, Porto Empedocle. Eventi anche da remoto. Ad esempio un video che trasmetteremo via web,  racconterà la storia e le vicissitudini del ritrovamento del sarcofago di Ippolito e Fedra. Con il contributo di studiosi, scrittori e addetti ai lavori cercheremo di far luce sul luogo del ritrovamento, il feudo Inficherna a Porto Empedocle, sulla travagliata storia dell’opera, fino alla sua collocazione attuale presso la cattedrale di Agrigento. Il video sarà fruibile tramite web  e social. “Credo di non aver mai veduto cosa più stupenda in fatto di bassorilievi, né più perfettamente conservata.” Così lo descrisse Johann Wolfgang von Goethe durante il suo Grand tour in Sicilia nel 1787. Non mancherà la Paternò sotterranea, ma anche la magica Acropoli di Hybla Paternionis con conferenze e flash mob. Sull’acropoli di Paternò celebreremo gli ottocento anni dalla visita di Federico II avvenuta nel 1221. Le giornate serviranno a evidenziare gli aspetti salienti delle recenti scoperte: l’antico acquedotto sotterraneo di probabile epoca greca, il tempio nascosto di Demetra dall’attuale chiesa di Santa Maria dell’alto, la presenza dei templari e la scoperta dell’armatura della mobilità storica.

Saremo anche nell’area ionico – etnea. Vedremo la Cuba bizantina di Santo Stefano a Santa Venerina, in provincia di Catania. Si tratta di una chiesa bizantina. Siamo dinanzi ad un patrimonio archeologico risalente tra il V – VIII sec. d.C. di particolare interesse storico e architettonico.

In tempi recenti sono stati condotti altri studi e lavori di restauro. L’importanza storica del monumento, che fece forse parte dell’antica contea di Mascali, giustifica il rinnovato interesse scientifico anche per la presenza del correlato monastero basiliano”.

 

Nel decennale del rimpatrio della Dea di Morgantina che nel 2011 fu riportata in Sicilia, unico esempio in Italia di rientro.

 

Visiteremo il Museo Archeologico di Aidone dove è esposta la famosa Dea di Morgantina. Nell’ambito delle celebrazioni per il decennale del rimpatrio della Dea di Morgantina (2011-2021) e in occasione delle Giornate europee dell’archeologia, il Comune di Aidone terrà anche, Venerdì 18 giugno alle ore 17.00 al Largo Torres Truppia, antistante il museo archeologico regionale, la presentazione del libro “Ladri di antichità”. L’evento, patrocinato dall’Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Identità Siciliana e da Archeologia Viva, è organizzato in collaborazione con Archeoclub Aidone Morgantina e Ecomuseo.

Il libro, curato dalla Presidente Regionale di Siciliantica Simona Modeo e da Serena Raffiotta, archeologa e Assessore al Patrimonio Culturale e al Turismo del Comune di Aidone, è una miscellanea di saggi di vari autori (archeologi, magistrati, ricercatori, forze dell’ordine) dedicati alle archeomafie in Sicilia – ha dichiarato il Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia – argomento di grande interesse, da decenni al centro di vicende giudiziarie che hanno fatto clamore anche a livello internazionale per i trafugamenti e recuperi di eccezionali reperti scavati illecitamente. Affascinante ed importante sarà il Tour che vedrà protagonisti siti archeologici prestigiosi come gli Acquedotti Romani e Scifi, grazie all’evento organizzato in sinergia col Parco archeologico di Naxos-Taormina e i due comuni di Francavilla di Sicilia e Aidone. Vedremo importanti testimonianze di epoca romana e tardoantica, come ad esempio l’Acquedotto che portava l’acqua dalle sorgenti alle falde di monte Kalfa a Taormina. Immersi nella piena vegetazione ammireremo siti di epoca imperiale. A Cefalù la Necropoli ellenistica dell’antico phrourion di Kephaloidion. Riportata alla luce al di sotto di un Hotel, c’è a Cefalù  la necropoli ellenistica dell’antico phrourion di Kephaloidion e la vedremo! L’area della necropoli si trova a Sud-Ovest dell’attuale Centro Storico di Cefalù.

 

Al Parco Archeologico di Lentinoi – dove una missione francese sta curando nuovi ed interessanti scavi archeologi

Il Direttore del Parco Archeologico di Leontinoi, Dott. Lorenzo Guzzardi, e il Dott. Massimo Cultraro, Dirigente responsabile CNR, relazioneranno sull’antica colonia greca di Megara Hyblaea ponendo particolare attenzione ai nuovi scavi da poco inaugurati. Nell’ambito delle ricerche effettuate al di sotto di una delle case di epoca arcaica  durante le precedenti fasi di scavo, sono stati intercettati i resti del grande fossato tagliato nella roccia che delimitava il villaggio di età neolitica (5.000-4.000 ac). La campagna di scavi è condotta dall’Ecole Française de Rome sotto la guida del Prof. Jean Christoph Sourisseau, in collaborazione con il Parco Archeologico di Leontinoi ed il CNR sotto la guida del Prof. Cultraro. E a Noto, invece, entreremo nella Necropoli di Eloro, un sito estremamente interessante esplorato dall’archeologo Paolo Orsi. Vedremo la Colonna Pizzuta, una monumentale sepoltura greca. Di sera, proprio intorno a questa sepoltura greca, il musicista Giuseppe Severini suonerà alcuni frammenti di musica greca antica, utilizzando strumenti come la lira, la cetra e gli aulòi. Sarà un’immersione temporale nella storia antica della colonia greca di Eloro, in un paesaggio collinare ancora integro in prossimità del mare. La passeggiata, oltre a fornire dati di carattere storico-archeologico, si arricchirà delle suggestioni sonore di strumenti musicali ricostruiti sperimentalmente.

 

Corleone città meravigliosamente archeologica!

Conosceremo ben 30 anni di archeologia a Corleone, situata nel medio ed alto Belice. Ma eventi saranno in tutta la Sicilia ed in tutta Italia”.

 

 

C’è l’Abruzzo che parteciperà con eventi davvero emozionanti.

 

L’Aquila partecipa alle Giornate Europee dell’Archeologia, in programma dal 18 al 20 Giugno. Domenica, 20 Giugno, alle ore 17 e 30, stampa e cittadini potranno visitare il Castello di Sant’Eusanio Forconese.

 

Andremo alla scoperta delle acque di Corfinium in provincia de L’Aquila nel Parco Archeologico “Don Nicola Colella” – Piano San Giacomo (via Popedio)

 

Grazie alle indagini archeologiche condotte a partire dal XIX secolo dallo studioso peligno Antonio De Nino e proseguite poi, tra il 1989 e il 1994, dalla Soprintendenza per i beni archeologici d’Abruzzo, sono tornati alla luce in diverse aree urbane e suburbane i resti della città romana di Corfinium attualmente organizzati in un vero e proprio Parco Archeologico; intitolato a Don Nicola Colella, appassionato studioso di Corfinio che negli anni ’30 del Novecento approfondì la ricerca sul territorio e sulla topografia della città antica, il parco si compone di tre diverse aree: Piano San Giacomo, Area sacra della Via di Pratola e Santuario di Fonte Sant’Ippolito. Completano l’offerta culturale del borgo il Museo Civico Archeologico “A. De Nino”, il Lapidarium e la Basilica di San Pelino. Sabato 19 giugno è prevista una passeggiata tematica, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Comune e la Proloco di Corfinio e l’associazione DiArTe, sul ruolo svolto nell’antica Corfinium dall’acqua, elemento prezioso e dagli usi molteplici, ieri come oggi. L’appuntamento è alle ore 17,00 presso il sito di Piano San Giacomo del Parco Archeologico “Don Nicola Colella” (via Popedio – Corfinio) e avrà come ulteriori tappe il Lapidarium (da poco riaperto al pubblico) e il Museo Civico Archeologico “A. De Nino”, per accedere ai quali verranno rispettate tutte le norme anti-contagio, ormai ben note a tutti.

 

 

A Castel Di Sangro importante esposizione di fossili, materiali lapidei, visita all’Orto Botanico.

 

Al Museo Civico Aufidenate di Castel Di Sangro sono in esposizione fossili e testimonianze del periodo italico con ornamenti della persona (bracciali, collane, anelli, fibule, cinturoni) di provenienza funeraria; due bronzetti mutili raffiguranti Ercole all’assalto; due importanti iscrizioni in lingua osca di cui una rinvenuta da alcuni soci della sede locale. Inoltre sarà possibile ammirare materiali lapidei e anche reperti che in precedenza erano conservati in un antico museo istituito nel 1898.  Due iscrizioni di epoca imperiale (III sec. d.C.), che attestano il popolo e i magistrati degli Aufidenates. Elementi architettonici e scultorei a carattere funerario, epigrafi, ceramiche, attrezzi, fusaiole, pesi da telaio, ansa con bollo rodio, altro esemplare con bollo osco, laterizi con bolli delle fabbriche locali, monete, terrecotte votive, toro in spessa lamina di bronzo elemento di una scena del sacrificio di un toro che si offriva a Marte, statua acefala di personaggio togato, vaso di piombo, armi in ferro, frammenti di mosaici, stucchi ed altri materiali di scavo. Il tutto durante le Giornate Europee dell’Archeologia in programma dal 18 al 20 Giugno. Il Museo Civico Aufidenate negli ambienti dell’ex Convento dei Minori Osservanti o Francescani, intitolato a Santa Maria Maddalena, sul luogo di un antico Asilo per pellegrini posto lungo la “Via degli Abruzzi”. La cura e la gestione del Museo sono affidate all’Archeoclub d’Italia sede di Castel di Sangro APS. Grazie alla sezione medievale moderna sarà possibile osservare anche interessanti ceramiche settecentesche di varia provenienza e ricca collezione di frammenti che vanno dal IX-XI al XIX secolo.

 

Stampa e turisti potranno entrare anche nell’ Orto Botanico dove sono presenti alberi da frutta piantati dai Frati francescani, tutte le piante sono state mappate ed hanno la relativa scheda botanica. L’orto è stato risistemato dai Soci dell’Archeoclub d’Italia Castel di Sangro, con dei percorsi naturalistici i quali, conducono alla cosiddetta “tavola dei monaci” un masso calcareo, di forma tondeggiante e rozzamente lavorato dove i monaci, forse, andavano a pregare o a meditare”.