Corte Costituzionale: sì al delegato per abbattere cornacchie in Sardegna

cornacchie

La sentenza della Corte Costituzionale n. 116 del 28 aprile 2021 stabilisce superato il principio per cui l’abbattimento delle cornacchie sul territorio regionale possa essere legittimamente svolto dai proprietari, dai conduttori e anche da loro delegati.

Difatti il Consiglio Regionale con l’approvazione della L.R. 5 del 2020 aveva introdotto la figura del “delegato”, individuato dal proprietario del fondo o dal conduttore dello stesso, per avviare adeguate azioni di contrasto alla proliferazione indiscriminata di cornacchie presenti nelle campagne della Sardegna, responsabili di ingenti danni cagionati alle colture agricole primaverili ed estive. Basti richiamare gli accorati appelli degli agricoltori del campidano, del Terralbese e del Sinis.

Personalmente dichiara il Consigliere Emanuele Cera sono molto soddisfatto per la tenuta della L.R. 5 del 2020, promossa dalla V Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale di cui sono uno dei componenti, nella assegnazione alla figura del “delegato” individuato dal proprietario del fondo o dal conduttore, della possibilità di poter essere utilizzato nei piani di abbattimento dei corvidi, quale efficace misura di contrasto per questa grossa problematica, che nel corso degli anni mi ha visto trattare a più riprese nelle sedi istituzionali questo argomento, proprio perché la situazione era diventata cronica e aveva comportato notevoli perdite di prodotto e grossi problemi economici al settore primario.

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Con questa pronuncia si realizza una grossa importante discontinuità rispetto ai precedenti rilievi mossi sempre dalla stessa Corte Costituzionale, che impedivano in passato alle Province di avviare i Piani di abbattimento, determinando l’indiscriminata proliferazione di cornacchie, con grave compromissione sia dell’ecosistema ambientale a causa della natura predatoria dei corvidi oltre ai danni alle colture da campo.

Mentre, il pronunciamento della Corte Costituzionale, richiede un ulteriore intervento legislativo del Consiglio Regionale per superare il rilievo mosso sulla Legge Regionale L.R. 5 nella parte in cui ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del “percorso formativo” a cui dovranno essere sottoposti tutti coloro i quali de- vono essere autorizzati alla attuazione dei piani di abbattimento. La V Commissione Attività produttive ha immediatamente intrapreso questo percorso legislativo per proporre immediatamente al Consiglio Regionale il superamento di questo piccolo ma ulteriore ostacolo.

Difatti ritengo necessario prosegue il Consigliere Emanuele Cera, intervenire rapidamente con una nuova leggina che va a modificare la legge regionale n. 23 del 1998 per introdurre “specifici corsi di formazione”, ai quali devono partecipare i meri cacciatori delegati dai proprietari e conduttori dei fondi su cui vanno attuati i piani di abbattimento della fauna selvatica e che questi corsi siano “concordati con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA)”, al fine di dotare definitivamente la Sardegna di uno strumento di contrasto efficace al ripopolamento indiscriminato dei corvidi nelle campagne della Sardegna, quale strumento di prevenzione ai grossi danni economici arrecati dagli stessi.

 

A causa di questo rilievo della Corte Costituzionale conclude il Consigliere Emanuele Cera verranno verosimilmente immediatamente interrotti dalle Provincie i piani di abbattimento attualmente in essere, pertanto si ripropone nuovamente per la stagione colturale 2021 questa problematica, fortemente sentita dal mondo delle campagne di tutta la Sardegna, a cui nelle more della approvazione e attuazione della leggina, mi appello all’Assessora all’Agricoltura affinché vengano integrati adeguatamente nel prossimo assestamento di bilancio adeguate i fondi per il ristoro del danno, per le ovvie ingenti perdite economiche che si riproporranno a causa dei conseguenti danni che saranno causati dai corvidi alle colture agricole primaverili ed estive.