Sanità, Opi: tecnologia diagnostica obsoleta nel Sud Italia e Isole

Coronavirus: 13.762 nuovi casi
EMERGENZA CORONAVIRUS CORONA VIRUS COVID19 COVID 19 AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA POLICLINICO UMBERTO I REPARTO CORSIA MALATTIE INFETTIVE COVID-19 PERCORSO PROTETTO AREA RISERVATA PROTETTA MALATI COVID CORONAVIRUS PERSONALE SANITARIO DPI DISPOSITIVO PROTETTIVO INDIVIDUALE MASCHERINA MASCHERINE STANZA STANZE OSPEDALE OSPEDALI OSPEDALIERA OSPEDALIERE

Negli ospedali del Sud Italia e Isole 7 mammografi su 10 sono obsoleti ed hanno più di 10 anni di età.

A fotografare lo stato di vetustà del parco tecnologie di diagnostica per immagini in uso presso le strutture sanitarie italiane pubbliche e private sono i dati presentati dallOsservatorio parco installato (Opi) di Confindustria dispositivi medici, che offre un focus sulla situazione delle strutture sanitarie del Sud Italia e delle Isole.

Strutture sanitarie pubbliche e private con apparecchiature di diagnostica per immagini come risonanze magnetiche, TAC, angiografi e mammografi molto vecchi. Nel Sud Italia e isole, a fronte di un periodo di adeguatezza di 6 anni, il 63% delle TC-PET ne ha almeno 5 ed il 73% dei mammografi convenzionali ha superato i 10 anni di età ed il 18% delle Risonanze Magnetiche presenti nelle strutture sanitarie è con campo magnetico inferiore ad 1,0 T.

I dati dell’ultima analisi restituiscono una fotografia ancora preoccupante della dotazione delle strutture sanitarie nelle regioni del Mezzogiorno (Sud e isole) con un’età media dei mammografi di tipo convenzionale pari a 13,4 anni e solo il 27% delle risonanze magnetiche da 1,5 T e oltre nel Paese.

Un segnale in controtendenza si intravede per quel che riguarda i dati relativi agli ecografi portatili:

nel 83% dei casi sono stati acquistati dalle strutture sanitarie, pubbliche e private del Meridione, meno di 5 anni fa, nel 63% delle TC-PET più di 5 anni fa, nel l’88% dei sistemi digitali ad arco per la chirurgia, e nel 90% dei pannelli digitali utilizzati per l’uso complementare delle procedure chirurgiche e interventistiche. 

advertisement

 

L’indagine realizzata dall’Osservatorio parco installato – ha commentato Aniello Aliberti, Presidente di Elettromedicali e Servizi integrati – ha fotografato una situazione di evidente vetustà delle tecnologie di diagnostica per immagini presenti nel nostro Paese. Situazione che non risparmia nessuna area geografica e si abbatte con prepotenza sul sistema sanitario nazionale già provato dalla pandemia in corso. Nel meridione ritroviamo ancora apparecchiature datate, al limite dei parametri consentiti per un corretto utilizzo clinico”.

La SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica), che raccoglie tra i suoi soci la pressoché totalità dei radiologi italiani, ha condiviso, in un progetto di collaborazione fra industria e società scientifica, i dati dell’Osservatorio di Confindustria Dispositivi Medici. 

“I radiologi italiani – dichiara il Presidente SIRM Dr. Vittorio Miele – si trovano a dover affrontare, con attrezzature non sempre all’avanguardia, la sfida quotidiana della diagnosi e del trattamento miniinvasivo dei pazienti sia ospedalizzati che ambulatoriali, dovendo garantire livelli di qualità ai processi decisionali e terapeutici della moderna medicina. Promuoviamo fortemente l’uso di attrezzature up-to-date, per garantire la sicurezza ed il rispetto dei livelli di radioesposizione al paziente in linea con le nuove disposizioni di legge (D. Lgs. 101/2020) inerenti l’uso delle radiazioni ionizzanti per la diagnostica per immagini e per le procedure di radiologia interventistica. La tecnologia da sola certamente non basta”. 

Secondo la SIRM è necessario che dietro ogni macchina ci siano professionisti preparati, che garantiscano al paziente un’assistenza di qualità e le condizioni irrinunciabili di sicurezza. Tuttavia è indispensabile, in una disciplina ad incalzante evoluzione tecnologica ed informatica, programmare accuratamente il rinnovamento tecnologico. La SIRM ritiene che le attrezzature nei primi 5 anni dall’installazione riflettono lo stato aggiornato delle tecnologia. Tra i 6-10 anni, sono sufficientemente idonee per l’uso, se vi è adeguata manutenzione e aggiornamento. Delle apparecchiature di oltre 10 anni deve esser prevista la sostituzione perché non più rispondenti a criteri di massima efficienza ed efficacia. In tal senso, il documento SIRM sull’obsolescenza delle attrezzature radiologiche, in linea con gli altri paesi europei, risulta di sicuro ausilio.

 

Il parco tecnologico ospedaliero nelle regioni del Sud Italia e delle Isole 

L’ultima indagine dell’OPI si è concentrata sulle tecnologie diagnostiche per immagini e, in particolare, sulle apparecchiature mammografiche, le apparecchiature di Risonanza Magnetica (RM) e quelle di Tomografia Computerizzata (TC), documentandone l’età media, stabilendo il periodo di adeguatezza e fornendo un focus su base macro regionale.

Apparecchiature mammografiche

Pur non arrestandosi la progressiva adozione di apparecchiature di tipo digitale, il 47% dei mammografi del parco installato nel Sud Italia e nelle Isole risulta di tipo convenzionale. L’OPI segnala che:

  • L’età media dei mammografi di tipo convenzionale è pari a 13,4 anni;
  • L’età media dei mammografi di tipo digitale è di 3,8 anni, più bassa rispetto all’età media di Nord (5,4) e Centro Italia (5,6) rilevata in altre rilevazioni;
  • Il 73% di quelli convenzionali ha superato i 10 anni di età.

Risonanze Magnetiche 

Il 31% di risonanze magnetiche con campo di 1,0T e 1,5T è localizzato nel Sud Italia e nelle Isole. La maggioranza (59,6%) delle RM con campo magnetico superiore a 3,0 T è localizzata al Nord, solo il 26,6% nel Mezzogiorno. Delle 334 RM :

  • 60 sono con campo <1,0 T; 
  • 249 >1T e < 2T; 
  • 25 >2 T od oltre. 

Il periodo di adeguatezza delle risonanze magnetiche è di 5 anni. Superano il periodo di adeguatezza:

  • Il 75% con campo <1,0 T;
  • Il 62% >1T e <2T;
  • Il 36% >2tT e oltre.

Tomografia computerizzata 

Numeri simili per le apparecchiature di tomografia assiale (TC). Il 25% delle TC installate nel Meridione ha meno di 16 strati. Presenta un numero di strati compreso tra 16 e 64 il 65% delle TC.

Sebbene il periodo di adeguatezza sia di 7 anni, a superare i 10 anni dalla data di acquisto sono:

  • Il 32% con strati <16 (il 39% dello stesso tipo ha tra i 5 e i 10 anni di età);
  • Il 21% >16 e <64 stati;
  • Il 8% >64 strati. 

TC-PET e RM-PET

Per quanto riguarda le PET, incluse le TC-PET e RM-PET, il cui periodo di adeguatezza è di 7 anni, l’età media nel Sud Italia e nelle Isole è di poco al di sotto di questa cifra fermandosi a 6,8 anni contro gli 8,4 delle apparecchiature installate nel Centro Italia e gli 8 anni del Nord Nello specifico, nel Sud:

  • Il 38% delle TC-PET ha un’età <5 anni;
  • Il 39% >5 e <10 anni.
  • Il 24% ha >10 anni;

I dati emersi stridono con la raccomandazione avanzata dall’indagine Tech4Life promossa da Confindustria Dispositivi Medici e realizzata da Community Research & Analysis secondo cui per l’84% della popolazione italiana rinnovare i macchinari e le tecnologie degli ospedali è di primaria importanza. Accrescerne la sicurezza è necessario in un periodo in cui il 37% degli italiani ha rinviato del tutto o in parte esami, visite e cure mediche per timore del contagio o per il sovraffollamento delle strutture impegnate nella lotta al Coronavirus.

 

I principali dati del Sud e delle Isole in dettaglio:

tabella OPI SUD ITALIA