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Mercato immobiliare Spagna: il valore delle case in discesa per il terzo semestre

L’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa Spagna, in collaborazione con l’Università Pompeu Fabra (UPF), ha analizzato il mercato immobiliare della penisola iberica nel secondo semestre 2020. I dati si riferiscono alle compravendite intermediate dalle agenzie affiliate Tecnocasa in Spagna.

Il prezzo delle abitazioni usate in Spagna è diminuito nella seconda metà del 2020 del 4,4%, si tratta del terzo semestre consecutivo in cui si registra una variazione negativa. Nel secondo semestre 2019 (-2,1%) è iniziata la diminuzione dei prezzi delle abitazioni, diminuzione che si è mantenuta anche nel I semestre 2020 (-4,95%).

Le variazioni più importanti si sono verificate nelle città di Barcellona (-6,8%) e Siviglia (-6,13%). In Spagna a livello nazionale, il valore delle abitazioni usate si attesta attorno a 2.205 euro.

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Lázaro Cubero, direttore del Dipartimento di analisi e relazioni del Gruppo Tecnocasa Spagna, ha evidenziato che i tempi di vendita sono aumentati, soprattutto per gli immobili meno interessanti. “Tuttavia – ha sottolineato Cubero – gli immobili proposti in vendita con un prezzo di mercato reale hanno tempi di vendita ridotti anche di molto”.

“Il prezzo degli immobili continua a scendere anche in questo semestre in parte a causa del proseguire dell’emergenza sanitaria” – ha spiegato Lázaro Cubero. “In questo momento è necessario un forte impegno degli operatori del settore immobiliare per fare corrette valutazioni”.

Cubero ha inoltre sottolineato che: “Vi sono anche nuove preferenze da parte degli acquirenti, che ora sono alla ricerca di case con terrazza, balcone o con uno spazio esterno. Inoltre, nel corso del 2020 è aumentata la percentuale di acquirenti di prima casa (74,6% era al 68,7% nel 2019) e di persone che necessitano di finanziamenti per l’acquisto dell’immobile (67,4%)”.

È invece diminuito il numero degli investitori, che nel 2020 risulta essere il 19% (5,2% in meno rispetto al 2019).

Altro dato interessante è la percentuale degli acquirenti con contratto di lavoro autonomo, che si attesta al 15% (sfiorava il 20% nei semestri precedenti).