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Leonardo BU Automazione, le dichiarazioni della UILM

“La decisione iniziale di procedere a un percorso di valorizzazione delle attività e alla individuazione di un eventuale socio é diventata esplicita volontà di procedere alla cessione della BU Automation. E’ una scelta scellerata che ha un obiettivo di breve termine: evitare di misurarsi con una sfida industriale, che potrebbe assicurare ulteriori soddisfazioni e una crescita del business”. Lo dichiarano Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, e Bruno Cantonetti, Segretario nazionale Uilm e responsabile settore aerospazio.

“La BU Automation non è in crisi – sottolineano Palombella e Cantonetti – conta circa 450 dipendenti diretti e ha acquisito nel tempo contratti con i maggiori aeroporti nazionali e internazionali diventando un riferimento in fatto di soluzioni per la gestione logistica di smistamento bagagli e per la realizzazione di impianti di automazione nel processo di e-commerce handling flow, utilizzate dai principali player del mercato”.

“È assurdo – aggiungono – che si voglia vendere a causa degli impatti che il covid ha avuto sul trasporto aereo civile. Le società che gestiscono gli aeroporti hanno rallentato gli investimenti ma la ripresa è già avviata e i soldi destinati a migliorare qualità ed efficienza della circolazione globale di persone e merci tratteggiano un mercato che non può essere ignorato. Questa scelta viene giustificata col bisogno di concentrarsi sulle attività core”.

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“Leonardo – continuano – dopo aver ceduto ad Hitachi l’asset del trasporto ferroviario nazionale si accinge a privarsi di un altro pezzo pregiato. Se questa decisione industrialmente insensata non verrà fermata assisteremo a un ulteriore arretramento di perimetro nel settore civile”.

“La Uilm Nazionale rifiuta questo disegno – esortano – Non possiamo piangere sempre sul latte versato e lamentarci a posteriori dei comportamenti delle multinazionali che seguendo i loro interessi poi decidono di abbandonare le produzioni e abbandonare il nostro Paese”.
“Leonardo e il suo Ad in questa fase – proseguono – dovrebbero invece sfruttare le interconnessioni del business della Automazione congiungendola con i bisogni che emergono dagli altri settori di attività,  percorrendo quindi il paradigma del dual use in fatto di tecnologie e soluzioni”.

“La BU Automation è basata a Genova, città di mare e porto di notevole importanza commerciale. Perché invece di vendere non si investe in un progetto intermodale che metta a fattor comune le competenze a disposizione in Leonardo per contaminare costruttivamente le possibili interconnessioni logistiche con i vari sistemi, fino a quelli unmanned che già oggi si inizia a sperimentare per le consegne?” domandano Palombella e Cantonetti.

“Non possiamo accettare questo ridimensionamento del perimetro, non e’ funzionale alla crescita del business e neppure alla crescita occupazionale. Se l’AD di Leonardo non ha tempo per queste valutazioni di così ampio respiro temporale, chiediamo che l’azionista di controllo eserciti il suo potere di indirizzo – concludono. – Il Mef e il Mise facciano sentire la loro voce senza assistere passivamente alla spoliazione di un asset che poi potremo rimpiangere in termini occupazionali e di sviluppo industriale”.

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