Dodi Battaglia compie 70 anni e si regala “Inno alla musica”

Il regalo per le settanta candeline, che spegnerà il prossimo 1° giugno, Dodi Battaglia se lo è già fatto: qualche giorno fa è uscito “Inno alla musica”, il suo nuovo album di inediti (con quattordici brani, sia cantati sia strumentali) nonché il primo che lo vede completamente da solo dopo lo scioglimento dei Poooh.

Sì perché la carriera, lunga e fortunata, di Dodi Battaglia (nato a Bologna nel 1951) è legata a doppio filo al gruppo in cui ha militato fin dal 1968. È in quell’anno infatti che, segnalato all’allora paroliere dei Pooh Valerio Negrini, Battaglia entra nel gruppo che è appena rimasto senza chitarrista dopo le dimissioni di Mauro Bertoli. Il periodo di prova per lui, che ha cominciato a studiare la fisarmonica a cinque anni per poi passare alla chitarra, dura solo una settimana.

È il periodo, tanto per orientarsi, del successo di “Piccola Katy”.
In breve tempo Battaglia diventa la voce di successi come “Tanta voglia di lei” e “Noi due nel mondo e nell’anima” e inizia a comporre le musiche, compito fino ad allora affidato a Roby Facchinetti. Ma a non passare inosservate sono soprattutto le sue performance con la chitarra tanto che nel 1981, durante il tour di “Buona fortuna”, gli viene assegnato dal giornale tedesco Die Zeitung il premio come miglior chitarrista europeo. È solo uno dei tanti riconoscimenti che gli sono stati attribuiti nella carriera: nel 1986 per la rivista tedesca Stern è, ancora una volta, il miglior chitarrista europeo; nello stesso anno la critica italiana lo sceglie come miglior chitarrista italiano; nel 1987 è il miglior chitarrista pop italiano dell’anno. Ha ricevuto anche due lauree honoris causa e, persino, il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana (nel 1986 dal presidente Francesco Cossiga).

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Nella lunga carriera con i Pooh i successi non si contano così come numerosissime sono le collaborazioni con altri artisti: da Vasco Rossi a Gino Paolo, da Enrico Ruggeri a Marco Masini, da Mia Martini e Riccardo Fogli, Massimo Ranieri e Giorgio Faletti, solo per citarne alcuni. Ha fatto parte anche del gruppo Adelmo e i suoi Sorapis con Zucchero insieme a Zucchero, Maurizio Vandelli, il produttore Fio Zanotti, il manager di Zucchero Michele Torpedine e il bassista dei Nomadi Umberto Maggi. Il gruppo si formò quasi per gioco nell’albergo Sorapis di San Vito di Cadore e sfociò in un album, “Walzer d’un Blues”, e in un tour. Nel 2009 si è riunito a Sanremo per esibirsi con Irene Fornaciari.

A proposito di Sanremo, è da ricordare la vittoria dei Pooh al Festival nel 1990 con il brano “Uomini soli”. Nell’omonimo album, seguito alla kermesse canora, Battaglia ha scritto e interpretato “L’altra donna”, uno dei brani più famosi del gruppo. Nel 2004 ha anche partecipato come autore al 47° Zecchino d’Oro con il brano “Il pianeta Grabov”.
(ITALPRESS).