Roberto Napoletano. I contabili della clientela 

La bandiera che serve all'Italia
Roberto Napoletano.
“I sindaci e il rampollo De Luca che stanno facendo i diavoli a quattro perché si continui ad assumere con i corsi di formazione e senza prova di merito nella pubblica amministrazione del Mezzogiorno si devono vergognare senza se e senza ma.
Ha ragione da vendere il ministro Brunetta e ci vedrà sempre al suo fianco in questa sacrosanta battaglia perché è intollerabile che alla prima prova del nuovo corso meritocratico ci si ripresenta con i clientes e si pretende la solita sanatoria.
Così come fanno paura i contabili delle percentuali che continuano a chiedere soldi pubblici e ad alimentare pericolose illusioni. Senza capire che dovremo rispondere non all’ingegnere amico ma a omini grigi anche prevenuti su ogni singola opera. E questo vale per il Sud come per il Nord.”
di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia

Abbiamo generato dei mostri e ci fanno paura.
La prima volta che si fa sul serio e si riconosce al Mezzogiorno la priorità in tutti i programmi di spesa pubblica per investimenti non in marchette mobilitando una forza di fuoco di oltre 100 miliardi in pochi anni (Pnrr, React Eu, Fondo di coesione e sviluppo) ci sono i contabili delle percentuali che continuano a chiedere soldi pubblici e ad alimentare pericolose illusioni.
Senza minimamente capire che ora devono parlare di progetti non di soldi – ne arriveranno ancora di più se ci saranno i primi – e che per questo devono preoccuparsi di avere gli uomini della pubblica amministrazione capaci di attuare i progetti, non di cercare di continuare a piazzare i loro amichetti. Perché in questo modo non è che avranno più soldi ma contribuiranno a creare il solito clima torbido che può riuscire nel miracolo di sprecare anche tutti quelli che non hanno mai visto e che sono in arrivo.
Per qualche marchetta in più o per qualche prebenda personale o per qualche presunto rendiconto elettorale, capipopolo vecchi e nuovi operano sistematicamente nella direzione sbagliata.