LFoundry; Uilm: “Preoccupati su futuro industriale”

industria italiana autobus

“Siamo fortemente preoccupati per la tenuta industriale di un sito strategico, per l’economia di un territorio già fortemente colpito da crisi ed eventi negativi stratificati, ma soprattutto per la ripresa di una politica industriale del Paese. Tutti i segnali che provengono dalla proprietà cinese ci fanno temere per una fuga dal sito abruzzese di LFoundry, dopo averlo svuotato di conoscenze, clienti e processi.
Un’azione ancora più grave in un momento in il settore dei semiconduttori è stato riconosciuto strategico dall’Italia e dall’Europa, essendo fondamentale in settori critici come l’automotive, le telecomunicazioni, il medicale, l’elettronica, i trasporti e la difesa”. Lo dichiarano Michele Paliani, Coordinatore della Uilm nazionale, la Uilm L’Aquila-Teramo-Avezzano-Sulmona e le Rsu Uilm al termine dell’incontro in videoconferenza.

“Rispetto al progetto iniziale, oggi lo stabilimento di Avezzano si ritrova ad essere sempre più solo un mero sito produttivo che intrattiene rapporti di tipo commerciale con un gruppo attraverso una serie di aziende aumentando la catena di soggetti tra prodotto e cliente e disperdendo il margine di profitto” sottolineano.

“Inoltre – aggiungono – c’è la grande problematica della monocommittenza per l’80% della produzione di sensori di immagine, che prevede una fornitura fino al 2023. Attualmente si sta lavorando grazie a vecchie commesse, con i processi di proprietà Lfoundry. Non sono stati introdotti nuovi prodotti, nuovi processi e nuovi clienti. Come se non bastasse, recentemente è stato annunciata la cessione di ramo di azienda del personale e delle attività che si occupano di rapporti con i clienti”.

advertisement

“Il mix di prodotti che dovrebbe rappresentare il piano industriale dello stabilimento – continuano – non sarà in grado di sostenere i livelli occupazionali perchè è a basso contenuto tecnologico e quindi non garantirebbe la sostenibilità economica della produzione”.

“Inoltre – proseguono – è in atto una politica stringente di riduzione dei costi che mette a rischio la sicurezza delle persone degli impianti e dei prodotti stessi, un’economia estremamente incompatibile con progetti di sviluppo a medio e lungo termine per il sito”.

“L’importanza del know how è stato per 30 anni il motore del sito di Avezzano ed il motivo per cui c’è stata una continuità industriale e sostenibilità economica – spiegano – una ricchezza frutto della contaminazione di conoscenza, manualità, tecnica, ingegno e creatività, possibile solo operando nello stesso ambiente e per lo stesso scopo.
È in atto un’emorragia di figure professionali altamente specializzate, spesso uniche che non vengono sostituite ne rimpiazzate riqualificando personale”.

“Una società sana che non vuole solo esportare capitali all’estero e che opera in un settore in forte espansione, di forte e solido interesse strategico deve dire quanto e come vuole investire – esortano – e il nostro indicatore non può essere che l’aumento di occupazione stabile e di qualità.
Un’azienda che opera nel nostro Paese con tali contenuti tecnologici ha la responsabilità sociale ed economica di investire in innovazione, attraversi piani finanziati anche di Industria 4.0”.

“Chiediamo con forza al Ministro Giorgetti – concludono – di inserire LFoundry tra le priorità della Cabina di regia per l’internazionalizzazione. Dal Governo ci aspettiamo una forte spinta affinchè questo sito straordinariamente importante venga incluso dal Commissario europeo Breton tra i siti chiave per la strategia europea dei semiconduttori”.