Dati Covid alterati, Open Data Sicilia: “nostre segnalazioni nel vuoto”

“Se la Regione Siciliana pubblicasse la documentazione sull’intero ciclo del dato, insieme a dati sanitari più ricchi e meno aggregati territorialmente, riuscirebbe in un solo colpo a mettere dei paletti importanti al ripetersi di episodi come quelli di questi giorni; rispettare il diritto della cittadinanza a essere informata e rendere maturo e moderno il rapporto tra le parti. E se lo facesse, sarebbe la prima regione in Italia, sarebbe un bene per tutte e tutti”.

Lo sostengono i componenti della comunità di Open Data Sicilia, nata nel 2013 come comunità della società civile, “con lo scopo di favorire e supportare la diffusione della trasparenza come prassi, specie nella pubblica amministrazione, e degli open data (dati aperti) come principale strumento per attuarla”.
“Sin dall’inizio della pandemia nel 2020 – spiegano – ci siamo prodigati per chiedere la diffusione dei dati epidemiologici in formato aperto e machine readable, sia a livello nazionale che regionale”.

I componenti della comunità avevano già segnalato errori nei dati pubblicati dalla Regione siciliana (l’ultima volta l’11 marzo scorso, con una lettera aperta disponibile su http://opendatasicilia.it/) mentre a luglio, quando è stato necessario il ricalcolo dei dati, un lungo intervento pubblicato sullo stesso sito metteva nero su bianco tutti gli errori finora compiuti dagli uffici dell’assessorato. Appelli inascoltati e caduti nel vuoto.

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E la comunità, si legge in una nota a commento dell’inchiesta di Trapani sulla presunta alterazione dei dati sui contagi da Covid-19 poi trasmessi all’Istituto superiore di sanità, “ha indirizzato lettere aperte e segnalato situazioni di errore nei dati pubblicati, mettendo, al contempo, a disposizione gratuitamente delle stesse autorità il tempo e le competenze dei suoi membri. Sono anche queste le premesse che l’hanno portata ad aderire convintamente alla campagna nazionale #datiBeneComune che persegue a livello nazionale le medesime finalità”.

Open Data Sicilia chiede pertanto “che venga reso noto l’intero processo di pubblicazione dei dati sanitari Covid-19, ovvero l’insieme dei meccanismi e protocolli utilizzati all’interno del proprio modello organizzativo per tutti gli aspetti legati alla raccolta, produzione, trattamento, aggiornamento e rilascio dei dati online”. Un lavoro “presupposto essenziale di ogni democrazia moderna”.

“La documentazione del processo di generazione, gestione e pubblicazione del dato sanitario dell’emergenza sanitaria Covid-19 è un passo propedeutico per la trasparenza dell’azione amministrativa della Regione Siciliana, in assenza del quale, ogni numero reso pubblico non può essere attendibile”, si legge infine nella nota.
(ITALPRESS).