Bolotana: dibattito su aree industriali dismesse e Recovery Fund

“Aree industriali dismesse: il Recovery Fund è un’opportunità?”: è questo il tema dell’incontro- dibattito, che si terrà venerdì 19 marzo, dalle ore 16:00, presso la Sala Consiliare del Comune di Bolotana.

Sarà possibile seguire i lavori anche in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di Bolotana.

Un incontro-dibattito con i sindaci e le associazioni del territorio: bonifiche, certificazione ambientale e sviluppo economico ecosostenibile devono essere al centro del Recovery Fund per un futuro possibile.

L’evento, aperto al pubblico, nel rispetto delle norme anti-COVID (max. 70 persone), è promosso dalla Amministrazione Comunale di Bolotana e coinvolge i sindaci e le associazioni del territorio, come ANMIL, AIEA, ISDE, Medici per l’Ambiente, da anni impegnate nella lotta all’ottenimento della bonifica dell’area industriale e per la tutela della salute pubblica, così duramente colpita dagli effetti devastanti dell’inquinamento ambientale, conseguente all’industrializzazione degli anni ’70/’80.

advertisement

Un altro futuro di lavoro e sviluppo deve essere possibile!

Le comunità del territorio si stanno mobilitando per individuare le scelte strategiche condivise, affinchè i fondi del Recovery Fund siano utilizzati nella maniera più proficua per la realizzazione di lavori mirati alla bonifica del sito industriale e delle aree adiacenti: l’obiettivo è conseguire una certificazione ambientale, che permetta un futuro sviluppo ecosostenibile del territorio, che ha il diritto di rinascere e di essere risarcito per gli ingenti danni ambientali ed economici, dovuti ad un modello di sviluppo industriale non confacente alla sua reale vocazione.

Le comunità dell’area, ancora oggi, pagano un prezzo altissimo in termini di salute, dato da un’alta incidenza di patologie, riconducibili sia all’esposizione all’amianto, presente nell’industria chimica, ma non solo, e sia ad altre sostanze altamente tossiche, riconducibili ai processi industriali attivi nei decenni precedenti ma che hanno lasciato soltanto ciminieri spente, capannoni deserti e una crisi economica spaventosa.