Social e ecommerce, il boom nel 2021

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Boom dei social e dell’ecommerce, il report Digital 2021 e il  vademecum per le aziende
di Valentina Palmieri, giornalista e socio AIDR

Una linea di demarcazione netta, tra prima e dopo annus horribilis.  Dentro una pandemia che stravolto usi e consumi, proiettando la nostra  società su una dimensione digitale. La conferma arriva dai dati del  report Digital 2021, pubblicato da We Are Social in collaborazione con  Hootsuite.

Il rapporto fotografa l’andamento del consumo di internet  in primis e delle piattaforme social. Una guida, oggi più che mai da  leggere e seguire scrupolosamente per aziende, istituzioni,  professionisti, associazioni, che vogliano capitalizzare la propria  presenza on line e non lasciarsi spazzare via dalla crisi.

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Un dato su  tutti basterebbe per illuminare anche i più riottosi. Oltre 50 milioni  di italiani connessi ad internet nel 2020, 1 milione in più rispetto  all’anno precedente. Un incremento ancora più marcato se si guardano i  consumi delle piattaforme social, 2 milioni in più in un anno e 41  milioni di utenti presenti nella galassia formata da Facebook,  WhatsApp, Youtube.

Il tempo trascorso online, complice le regole del  distanziamento sociale, è stato pari quasi a quello che abbiamo  trascorso a dormire: 6 ore su internet e due ore sui social la media  giornaliera in Italia. Cosa si fa mediamente davanti alla tastiera,  pardon davanti allo smartphone, considerando che le connessioni sono  sempre più da mobile?

Sempre secondo il report Digital, pur  confermando la supremazia dell’uso di internet per la ricerca di  informazioni, nel 2020 la rete è stato il collante che ha tenuto  insieme più generazioni, dalla Z passando per i millennials fino a  coinvolgere i ragazzi con i capelli d’argento.

La socialità online si  è tradotta in una crescita del consumo delle piattaforme social in  maniera trasversale. Cresciuto di 4 punti percentuali, infatti, il  numero di persone che hanno dichiarato di aver partecipato attivamente  al dialogo online, passando dall’81% all’85%.

Sulle preferenze in  merito alle piattaforme, la grande novità sta nella crescita di Tik  Tok, il social più discusso degli ultimi mesi resta comunque molto  distante dal Triunvirato: Youtube, WhatsApp e Facebook,  rispettivamente primo, secondo e terzo canale più usato da oltre l’80%  degli utenti. La socialità, diventa elemento fondamentale non solo  come momento di svago, ma soprattutto nel processo di acquisto in  rete.

Sì, perché il report Digital 2021, evidenzia ancora una volta  quanto influisca nel customer journey, il parere e il coinvolgimento  di altri utenti.  Si cerca il prodotto, si consultano le offerte, ma  prima di procedere con la conferma aggiungi al carrello, si resta in  rete, per controllare recensioni, giudizi e perché no, per dare uno  sguardo ai tutorial.

A proposito di prodotti, è stato l’ecommerce il  grande protagonista dell’anno appena trascorso: circa 33milioni di   persone hanno effettuato acquisti online, con una percentuale di  crescita del 24% e picchi altissimi proprio nel periodo antecedente al  Natale. Certo la crescita nel prossimo futuro, una volta passata la  pandemia, forse non segnerà punte così alte, ma le abitudini di  acquisto sono definitivamente cambiate.

Non vale neanche l’alibi del  target di riferimento per smorzare i toni, le propensioni  all’acquisto, secondo il report, sono piuttosto simili per tutte le  fasce d’età dai 16 ai 64 anni. Se questo è il quadro, come bisogna  muoversi? Presenza in primis, con 50 milioni di persone online e 41  sui social, non si può pensare di non presidiare le piattaforme.

Le  persone ci sono e forse con un po’ di fortuna stanno già parlando di  un prodotto o un servizio che l’azienda vuole proporre, perché  lasciare che siano altri ad entrare nel circuito delle informazioni, o  a parlare a nome della nostra azienda? Spesso si confonde la presenza  online con il desiderio di rappresentarsi, costruendosi un’immagine  che non ci rispecchia.

Online un peccato del genere è mortale, perché  se e vero come è vero che la realtà è digitale, non bisogna mai  dimenticare, che il web e social sono popolati da persone reali.   Esserci dunque e poi raccontarsi, dosando le parole e anche il numero  di post da immettere nel circuito “cum grano salis”, perché i social  sono dei ponti tra aziende ed utenti, e il rapporto vale solo se  entrambe le parti mostrano la uguale attenzione nel dare e ricevere  notizie, senza voler entrare a gamba tesa dentro una conversazione, né  imporci con adv non pertinenti.

Il digitale è davvero una opportunità,  perché consente ad ogni azienda di superare i confini fisici per  entrare nel mercato globale e la pandemia lo ha dimostrato. Ciò che  forse non abbiamo saputo cogliere, almeno fino a qualche mese fa è che  “I mercati sono conversazioni… Le conversazioni tra esseri umani  suonano umane. E si svolgono con voce umana”. Le tesi del Clutrain  Manifesto, del lontano 1999, oggi suonano più attuali che mai, ed è  arrivato davvero il momento di metterle in pratica.