Data dei Marcondiro

“Data” è il terzo attesissimo album del progetto artistico Marcondiro, che esce oggi su etichetta Parodoi Dischi, in distribuzione Artist First.

L’album: “Data”

Prodotto da Marco Borrelli & Marcondiro, “Data” è la nuova grande pagina della trilogia discografica sull’essere umani, capitolo conclusivo del viaggio iniziato nel 2011 con “SpettAttore” e proseguito con “OMO (L’Evo-Mediatico In-Forma Canzone)” del 2016.

Qui il concept ruota intorno al macrotema dell’amore ai tempi della tecnologia, che accompagna le nove tracce del disco, elencate con numerazione binaria (da 1 a 9 nel sistema esadecimale): 0001 Ammore Vero0010 Amati0011 Core0100 Con i tuoi Occhi0101 Captcha cha0110 La Matematica dei Sentimenti0111 Gli Romani1000 Le Fate1001 RoboEtica (La teoria dell’Amore).

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Alla base della riflessione un fatto di cronaca che risale all’agosto 2017. Siamo in California, precisamente a Menlo Park, quartier generale del FAIR (Facebook Artificial Intelligence Research). La storia è quella di Alice e Bob, due intelligenze artificiali che, nel bel mezzo di un esperimento, hanno iniziato a dialogare in una lingua sconosciuta, nuova, un idioma incomprensibile agli scienziati: a tutti, ma non a loro. Nessuno sa cosa si siano detti i due chatbot, Alice e Bob. C’è chi, dietro a quella conversazione, ha visto qualcosa di estremamente allarmante, dai risvolti imprevedibili e chi invece ha pensato alla romantica ipotesi della nascita di un amore tra le A.I.

data

Ma come può l’amore, un sentimento così umano, manifestarsi tra due robot?

Questo è uno degli interrogativi indagati ed esplorati in DATA. Traccia dopo traccia, ecco arrivare le risposte: a cominciare da Amati, racconto senza tempo di una storia impossibile, come quella tra due A.I., che si risolve solo attraverso l’amor per sé. È poi Core, un omaggio al padre della robotica Isaac Asimov, a scavare nelle fragilità umane per restituire una visione dolce e vivacissima, giocosa e raffinata, del sentimento che attecchisce nel cuore elettronico di due “robot primitivi”, in fuga dal laboratorio per vivere finalmente in libertà il loro amore.

La memoria, se installata nel cervello della persona amata, potrebbe far riaffiorare i ricordi del passato, limpidi, chiari e visibili, vissuti in prima persona con i propri occhi: è questo il potentissimo messaggio racchiuso nella quarta traccia dell’album, Con i tuoi Occhi. Lo sviluppo della narrazione passa poi attraverso i brani Captcha cha (potrebbe, dall’amore di due robot, essere generato un essere umano?) La Matematica dei Sentimenti (e se l’amore perfetto fosse soltanto un errore di calcolo?), ma il cerchio si chiude solo con RoboEtica (La teoria dell’Amore), nona e ultima traccia del disco, dove il ritornello riprende il dialogo immaginario tra Alice e Bob. Due robot primitivi che si amano rappresentano un’intelligenza primigenia, non ancora inibita dalle leggi della robotica, ma grazie all’amore per gli esseri umani smetteranno di essere schiavi dei loro impulsi.

Le dichirazioni

Marco Borrelli, voce dei Marcondiro, commenta così l’immaginario che fa da sfondo a DATA«Il timore di un futuro distopico, dove robot dotati di intelligenza artificiale, con coscienza di sé, possano dominare sugli esseri umani, è un tema molto trattato dai libri e film di fantascienza, entrato a far parte dell’immaginario collettivo». E ancora, a proposito delle A.I.: «La mia visione è pro-positiva, credo fermamente che la vittoria delle macchine o il collasso della natura dipenderanno solo dalla capacità di affrontare con consapevolezza ed umanità queste problematiche, da subito».

Ma nel disco c’è anche spazio per altre declinazioni dell’amore. 

“Data” vuole essere un omaggio al cinema italiano, un piccolo viaggio onirico attraverso il mondo dei grandi registi. Si parte da Ammore Vero, ironica invettiva contro l’ipocrisia del buonismo e del “volemose bene”il cui video vede la partecipazione dell’attore Stefano Fresi, nel ruolo di uno “sfigato” che vuole diventare “figo” e per cambiare la sua vita scende a patti col diavolo, impersonato da una donna che lo avverte: “potrai avere tutto ciò che desideri, tranne l’Ammore Vero”. E poi Le Fate, ispirata all’omonimo film collettivo del 1966, visione delicata e romantica di un tema ancestrale come quello della prostituzione, e Gli Romani, acquerello affettuoso, ironico e sfrontato della gente di Roma, nonché dichiarazione d’amore al Maestro Federico Fellini e al suo capolavoro “Roma”.

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