Coordinamento Nazionale Docenti chiede un ministro competente

ricordare Franca Rame

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica la scelta di un Ministro dell’Istruzione competente.

Vista la spasmodica attesa relativa alla nomina del futuro Ministro, chiede che il prossimo inquilino di viale Trastevere sia selezionato in base alle idee progettuali, ai programmi, alla conoscenza reale del mondo scolastico.

“Il nostro movimento ritiene doveroso che l’agenda del futuro ministro contenga alcune tematiche fondamentali per il buon funzionamento del settore, ed una più equa riorganizzazione della pubblica amministrazione”.

I 10 PUNTI FONDAMENTALI:  

  1. Ridefinizione delle regole di mobilità per favorire la crescita professionale e il ricongiungimento al nucleo familiare di origine. 
  1. Eliminazione delle classi pollaio, con le seguenti modalità:
    1. stabilendo un tetto massimo per aula di 18 alunni (16 dove siano presenti alunni disabili).
    2. durante il periodo di crisi epidemica, fissando un tetto massimo pari al 50% dell’attuale numero di alunni, con conseguenziale rideterminazione del rapporto docente-alunni e nomina di nuovi docenti per coprire le esigenze di gestione. 
  2. Avvio sperimentale dell’introduzione della figura del Difensore scolastico. I docenti con background formativo in materie giuridiche ed economiche (classe di concorso A-46) possono assumere il ruolo di mediatore di conflitti nel settore scolastico per le sue molteplici funzioni.
  3. Promozione della materia alternativa “Diritti Umani”, in considerazione del fatto che ancor oggi, molti istituti tendono a soffocare il completo esercizio del diritto di scelta da parte di alunni e docenti.
  4. Riformulazione della disciplina di Educazione civica, con assegnazione dell’incarico di insegnamento in via esclusiva ai docenti della classe di abilitazione A-46 Discipline giuridiche ed economiche.
  5. Concorso stabilizzazione precari. Ci aspettiamo un potenziamento dell’organico ed un’immissione in ruolo dei precari storici (minimo 36 mesi di insegnamento) entro settembre 2021.
  6. Ridefinizione dei criteri di accesso alla funzione di Dirigente Scolastico e indizione di concorso riservato. Per una profonda conoscenza delle dinamiche scolastiche il DS dovrebbe avere maturato almeno cinque anni di docenza.
  7. Riconoscimento della professione docente quale lavoro usurante e gravoso. Attualmente non previsto dalla normativa vigente, benché sia ormai fatto notorio riconosciuto anche dalla giurisprudenza.
  8. Aumento delle retribuzioni e dei bonus accessori per i docenti e per il personale ATA. 
  1. Sicurezza. È prioritario lo stanziamento di maggiori risorse economiche per la messa in sicurezza, degli edifici scolastici, garantendo ambienti di lavoro salubri.