Telemedicina e gestione del diabete: è efficace?

Uno studio pubblicato su Nutrition & Diabetes ha valutato l'efficacia della telemedicina nel controllo della glicemia durante il lockdown. Tutti i dettagli nell'articolo.

Ormai è trascorso quasi un anno da quando il Governo ha disposto il primo lockdown per arginare la diffusione della Covid-19. Nel periodo tra marzo e aprile 2020, tutte le attività considerate non essenziali sono state cancellate, incluse le visite ai diabetici. In questo contesto, la telemedicina ha permesso ai medici di seguire a distanza i propri pazienti, ma è stata davvero efficace nella gestione del diabete?

Telemedicina e gestione del diabete: è efficace?

Per rispondere a questa domanda, un gruppo di studiosi dell’Università di Padova ha esaminato i dati provenienti da 71 pazienti insulino-dipendenti tra l’8 marzo e l’11 maggio 2020, 4 settimane prima e 4 settimane dopo il colloquio telefonico strutturato con il medico (telemedicina).

Requisito fondamentale per essere coinvolti in questa ricerca, l’uso nei 6 mesi precedenti di dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia. Infatti, 52 dei partecipanti usavano il Flash Glucose Monitoring (FGM), mentre i restanti 19 usavano il Continuous Glucose Monitoring (CGM).

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Il vantaggio di questi dispositivi è quello di permettere ai pazienti di visualizzare i valori di glicemia in tempo reale con lo smartphone e condividerli nelle piattaforme cloud.

Con questo sistema, quindi, i medici possono raccogliere i risultati degli esami del sangue, valutarli e inviare una mail ai pazienti con eventuali modifiche del dosaggio dell’insulina in base all’andamento della glicemia.

Ma cosa è emerso dalla ricerca?

Gli autori dello studio, dopo aver valutato i dati relativi ai 71 pazienti, hanno constatato che la telemedicina è stata utile nella gestione del diabete perché ha migliorato il controllo della glicemia.

I ricercatori, infatti, nelle 4 settimane successive al colloquio telefonico, hanno rilevato:

  • una riduzione significativa dei valori medi di glicemia (da 161,1 a 156,3 mg/dL);
  • un aumento del tempo trascorso nei valori accettabili di glicemia (dal 63,6 al 66,4 %);
  • una riduzione del tempo trascorso in iperglicemia (dal 33,4 al 30,5 %).

Questi miglioramenti ci sono stati sia nei pazienti che assumevano l’insulina in più iniezioni, sia tra coloro che ricorrevano all’infusione continua, e non dipendevano dal maggior tempo passato a casa (con la possibilità di stare più attenti alla glicemia) per il lockdown.

Conclusioni e prospettive per il futuro

Lo studio ha messo in luce le potenzialità della telemedicina nella gestione del diabete di tipo 1, cioè quello insulino-dipendente. A prescindere dal contesto, lockdown o no, le visite da remoto potrebbero integrare quelle in ambulatorio o addirittura sostituirle nel caso di pazienti già educati alla gestione della malattia e all’uso della tecnologia.

Naturalmente questi risultati non sono conclusivi, benché promettenti, perché derivano da un piccolo campione sottoposto a un periodo di osservazione insufficiente per valutare gli effetti a medio-lungo termine. Senza poi contare che, ad oggi, molte persone non usano i dispositivi CGM e FGM per controllare la glicemia, ma il classico glucometro, ragion per cui è difficile valutare l’efficacia in toto della telemedicina.

Serviranno ricerche più durature e di maggiore portata per confermare questi risultati. Vedremo cosa ne verrà fuori!

Jessica Zanza


Fonte: Nutrition & Diabetes