SIGEA: “Italia più calda della Terra”

Da Sigea allarme idrogeologico per ben 2000 località

Fazzini (climatologo dell’Università di Camerino e Coordinatore Gruppo Rischio Climatico della SIGEA): “L’Italia si è scaldata negli ultimi 30 anni mediamente di 2 – 3 decimi di grado in più rispetto al resto della Terra e cominciano ad essere tantissimi questi decimi. Sul fronte delle precipitazioni estreme sta cambiando qualcosa nel Nord – Ovest dell’Italia ed è probabile che in Sardegna ed in Sicilia ad esempio stia accadendo qualcosa, ben 150 mm in un’ora di pioggia e 450 mm di pioggia in 8 ore, il 60% di quello che piove a Napoli. Le valanghe quest’anno hanno già fatto 8 morti in un periodo non particolarmente valanghivo”.

Massimiliano Fazzini è intervenuto in diretta al WeBinar “Il Clima cambia? Perché adattarsi” organizzato dal Rotary nell’ambito del progetto Sostenibilità ed in collaborazione con la SIGEA.

“Il trentennio che va dal 1981 al 2010 risulta essere il più caldo da quando ci sono osservazioni meteorologiche regolari. Siamo dinanzi ad un cambiamento climatico quando un evento eccezionale da episodico diventa ripetitivo. Dal 1980 la temperatura è cresciuta in maniera molto più rapida rispetto ai periodi precedenti e purtroppo siamo in presenza di un segnale costante. L’Oceano ha assorbito il 93% del calore in eccesso, mentre l’atmosfera l’1%, il 3% dell’energia ha riscaldato la superficie terrestre ed un altro 3% ha fuso i ghiacci terrestri e marini. Negli ultimi decenni l’aumento maggiore della temperatura lo stiamo avendo proprio nel bacino del Mediterraneo per varie cause.
Abbiamo elaborato dati di 2450 stazioni di rilevamento su scala nazionale e 28.000 su scala mondiale. L’Italia si è scaldata negli ultimi 30 anni mediamente di 2 – 3 decimi di grado in più rispetto al resto della Terra e cominciano ad essere tantissimi questi decimi. Durante la piccola era glaciale del 1700- 1800 avevamo circa 3 gradi in meno ed avevamo dei fronti glaciali che sulle Alpi scendevano intorno ai 1700 metri ed ora sono intorno ai 2200 metri. Negli ultimi 10 anni, in Italia, la temperatura media annua ha registrato un aumento di 0,36 gradi. Significa che l’aumento medio annuo è stato di più di 3 decimi di grado, durante il semestre caldo l’aumento rasenta il mezzo grado.
Al Sud notiamo un deciso numero di giorni molto caldi, un decremento di giorni di gelo ed un netto aumento di giorni con ondate di calore con conseguenze per la popolazione anziana”.
Lo ha affermato – Massimiliano Fazzini, climatologo dell’Università di Camerino e Coordinatore del Gruppo Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale, intervenendo al WeBinar organizzato dal Rotary Club di Ottaviano, comune del napoletano, in collaborazione con la Società Italiana di Geologia Ambientale.

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Abbiamo brevi periodi freddi, clima mite per la gran parte dell’anno e poi momenti caratterizzati da clima caldo o molto caldo. Se noi dovessimo continuare ad avere un incremento di questi momenti caldi le temperature che adesso definiamo eccezionali diventeranno normali.
Nell’area Partenopea mediamente in questo quarantennio le precipitazioni pluviometriche non sono aumentate.
Dagli studi che abbiamo effettuato sulla Costa Adriatica, Dalmata e Albanese abbiamo notato che non stanno aumentando molto i fenomeni assoluti ma la frequenza di quelli da 80 – 90 mm di un giorno che mentre prima non provocavano danni ora provocano”.

Il cambiamento lo si sta avendo nel Nord – Ovest dell’Italia: Sicilia e Sardegna.
“Sul fronte delle precipitazioni estreme sta cambiando qualcosa nel Nord – Ovest dell’Italia ed è probabile che in Sradegna ed in Sicilia ad esempio stia accadendo qualcosa, ben 150 mm in un’ora di pioggia e 450 mm di pioggia in 8 ore, il 60% di quello che piove a Napoli. Interessa però il comportamento della curva.
Generalmente i nostri temporali – ha affermato Massimiliano Fazzini, climatologo dell’Università di Camerino e Coordinatore del Gruppo Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale –  iniziano in modo forte per poi attenuarsi, invece negli ultimi 15 – 20 anni hanno un andamento di tipo esponenziale, di crescita.
La complicità dell’uomo è innegabile ed è forte, amplifica le conseguenze del cambiamento. Quando l’uomo va costruire su paleoalvei di fiumi, tombina torrenti è chiaro che il rischio aumenti di molto. Le colpe dell’uomo con l’antropizzazione selvaggia ci sono ed incidono sul rischio”.

“Le valanghe quest’anno hanno già fatto 8 morti in un periodo non particolarmente valanghivo. Non è assolutamente vero che almeno per quanto riguarda le Alpi Centro Orientali e la catena appenninica nevichi meno rispetto a 30 anni fa. Nevica un pochino meno sotto i 1000 metri – ha continuato Fazzini –  ma oltre i 1300 metri le 350 stazioni nivometriche di cui abbiamo giornalmente i dati ci dicono che negli ultimi 10 – 15 anni la nevosità è in aumento, intesa come cumulate di precipitazioni.
Però questi centimetri di neve cadono in numero di giorni sempre minore ma soprattutto a causa dell’aumento della temperatura la neve rimane meno al suolo”.

“Il 2020 è stato non solo tra i primi cinque anni più caldi in assoluto ma nel Mediterraneo è stato anche estremamente secco.
Ad esempio il Lago di Occhito, in Italia, al confine tra Molise e Puglia ha avuto una situazione drammatica raggiungendo livelli di drammaticità tra Settembre ed Ottobre.
Il 27 Novembre del 2019 avevamo nel Lago di Occhito, una disponibilità 101 milioni di metri cubi di disponibilità idrica  – ha continuato Fazzini – mentre il 27 Novembre del 2020 la disponibilità di 41 milioni di metri cubi d’acqua con un livello di ben 7 metri più basso.
E’ estremamente probabile che l’attività antropogenica sia la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo. Con una probabilità superiore al 95%, le attività antropiche sono responsabili di più del 50% dell’aumento di temperatura fra il 1951 e il 2010″.

“Nell’area Vesuviana, la temperatura massima è aumentata di circa 6 decimi di grado in 29 anni, non di molto ma purtroppo aumentano le minime di un decimo di grado ogni 5 anni ed è un segnale veramente preoccupante  – ha concluso Fazzini – e dunque sono aumentate le notti tropicali”.

Il WeBinar trasmesso in diretta, ideato ed organizzato dal Rotary Club di Ottaviano nell’ambito del progetto sulla Sostenibilità Ambientale, ha ottenuto un grande successo.
L’evento, al quale è intervenuto il geologo Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), è stato organizzato con la collaborazione della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) e moderato dall’architetto Nunzia Ragosta, Presidente del Rotary Club di Ottaviano.