Scuola Italiana a Barcellona, Deidda (FDI)

Scuola Italiana

Deidda (FDI): Scuola Italiana a Barcellona senza dirigente e senza sede? Governo garantisca sostegno, attività didattica e faccia chiarezza sulla proprietà. Presentata un’interrogazione parlamentare.

“Da troppo tempo ormai, la scuola italiana a Barcellona è soggetta a molteplici criticità che non garantiscono il regolare svolgimento della didattica e creano disagio per l’intera Comunità italiana che, nella regione della Catalogna, è costituita da ben oltre 100mila connazionali.

Lo scorso gennaio 2020,  il Preside Carlo Prandini comunicava la chiusura temporanea della scuola italiana a causa della mancanza di permessi edilizi che garantissero le sicurezza necessaria per gli alunni (oltre 700 studenti) e gli insegnanti.

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L’Istituto ha poi riaperto registrando, però, non solo la mancanza di una palestra, di una sala di scienze e computer ed una biblioteca, ma anche la figura di un dirigente scolastico visto che lo stesso Prandini e la dirigente che ha preso il suo posto hanno rassegnato le proprie dimissioni, quest’ultima lo scorso dicembre.

Ad oggi, inoltre, esistono ancora forti dubbi – sollevati dal Senatore Fazzolari tramite più interrogazioni parlamentari ai Ministri Di Maio e Azzolina – circa la titolarità, rivendicata da un’associazione privata, dell’edificio ospitante la ‘Casa degli Italiani’.

È stato presentato un esposto alla Corte dei Conti poiché questa associazione vorrebbe affittare a prezzo di mercato lo stabile che fu realizzato grazie al contributo di tanti italiani”, dichiara Salvatore Deidda, Deputato di FdI

“Per tutte queste ragioni – conclude Deidda – chiedo al Governo ed ai Ministri Di Maio e Azzolina, tramite un’interrogazione, che cosa intendono fare per tutelare l’intera Comunità della scuola italiana a Barcellona nonché le proprie famiglie e di chiarire immediatamente circa la titolarità dell’edificio”.