Omaggio a Mariano Deidda di Perlato

Omaggio a Mariano Deidda di Perlato
Omaggio a Mariano Deidda di Perlato

Omaggio a Mariano Deidda di Perlato. Si pubblica integralmente un testo a firma di Massimiliano Perlato su Mariano Deidda.

Unico nel suo genere, sei dischi consacrati alla grande letteratura e alla poesia, Mariano Deidda, classe 1961 di Iglesias, è stato più volte definito dalla stampa «cantapoeta», per aver riservato la maggior parte dei suoi dischi a musicare testi di famosi scrittori, tra i quali, in particolare, Fernando Pessoa. “Il primo Pessoa l’ho fatto nei primi anni novanta, ma lo leggo da una vita. – evidenzia Deidda – Le sue frasi sono estremamente musicali anche se costruisci sopra una canzone non è così semplice.”

Al poeta portoghese, Deidda ha dedicato diversi dischi e, per via di questa scelta, si è esibito più volte in Portogallo. La sua peculiare e sistematica proposta artistica, che unisce letteratura, jazz e musica d’autore, è stata presentata e premiata nel contesto di vari festival di musica d’autore e di letteratura, come il Premio Tenco per citare uno dei più importanti. “Quello che manca nell’arte musicale di oggi – sottolinea Deidda –  è che si guarda sempre indietro senza creare con la propria testa. Il fatto è che siamo ancora “battistiani”. Con tutto il rispetto per Mogol/Battisti (che hanno creato un genere tutto italiano), purtroppo c’è da dire che siamo fermi lì. Trent’anni dopo – rilancia l’artista – non vedo qualcuno che abbia fatto qualcosa di migliore, se escludiamo i grandi cantautori che vanno da Guccini a De Andrè, da Fossati a Conte. Vuol dire che siamo un popolo che prende la chitarra in mano e non inventa nulla. Io non ho inventato nulla ma ho fatto uno sforzo per fare almeno qualcosa di diverso”.

advertisement
Omaggio a Mariano Deidda di Perlato
Omaggio a Mariano Deidda di Perlato

Nel 1998 con il produttore Vince Tempera esce per Sony Music “L’era dei replicanti”, ritenuto dalla stampa specializzata disco rivelazione dell’anno. Nello stesso anno Deidda riproduce la nuova canzone d’autore italiana all’Expo ’98 di Lisbona. Nel 2000 stabilisce di mettere in musica le parole dello scrittore portoghese Fernando Pessoa nella traduzione di Antonio Tabucchi con “Deidda interpreta Pessoa”, primo CD realizzato e distribuito dalla Lusogram di Lisbona. “I testi non li ho rimaneggiati – dice Deidda – sono rimasti così. Sarebbe come denigrare un’opera. La cosa difficile è il dover rispettare la costruzione della poesia, senza spostare niente. E’ la musica, la sua metrica, che è stata messa a disposizione delle parole. Dovrebbe essere sempre così, eluderebbe l’apparizione di tanti testi banali dove la rima scontata è messa apposta per seguire la musica.”

Sempre nell’anno 2000 Mariano Deidda crea un progetto di musica d’autore con i versi dello psicologo Giuseppe Donatiello che ne diventa anche il produttore esecutivo. Questo disco dal titolo provvisorio “La mia compagna psiche” non verrà mai pubblicato, rimanendo cosi inedito.

Nel 2003, sempre con la produzione di Vince Tempera, Deidda pubblica il secondo lavoro dedicato agli scritti di Pessoa, al quale prendono parte musicisti di fama internazionale come Enrico RavaGianni Coscia e Stefano Bagnoli, attuando una incantevole atmosfera con perfetto impasto jazz e musica da camera. Il brano “Nel mio spazio interiore,” interamente scritto da Deidda, dà il titolo all’intero album. “In Italia si utilizza così poco la poesia in musica nonostante il patrimonio incredibile che abbiamo – sottolinea il cantautore sardo – questo perchè bisogna essere prima di tutto lettori profondi. Seconda cosa: il narcisismo di molti autori è sfacciato. Si tenta di scrivere per conto proprio e quando non basta si usa la furbizia, rubando intere frasi. Negli anni ho scoperto parole di Pessoa in tante canzoni di successo e non è una citazione esplicita. E’ mancanza di fantasia.”

 

Nel 2004 a Mariano Deidda viene assegnato il Premio IMAIE per il cd Nel mio spazio interiore come miglior disco dell’anno. Nel 2005 il progetto prosegue con “L’incapacità di pensare” special guest Miroslav Vitous, contrabbassista dei Weather Report che con il suo inconfondibile intervento ha caratterizzato attraverso un ritmo speciale e personale le trame sonore di questo lavoro che contiene anche due brani scritti da Deidda” Un libro per te” e “Ho visto i caprioli sulla collina”.

Il 2005 vede anche l’uscita di un cofanetto contenente i primi tre CD che Deidda ha dedicato al grande scrittore portoghese. Giudicato uno tra gli otto migliori lavori musicali dell’anno.

Nel 2006 Deidda è impegnato in un tour nei più importanti teatri d’Europa. In Libano  a Beirut rappresenta l’Italia a “Le Festival du poeme chantè” organizzato dall’UNESCO, dove, per la prima volta, i versi di Fernando Pessoa vengono tradotti in lingua araba.

Nel 2007 Deidda dedica alla scrittrice sarda Premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda un lavoro raffinatissimo prodotto dalla Promo Music con l’apporto dell’ISRE (Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna) a cui hanno collaborato ancora una volta musicisti importanti del panorama jazz internazionale, a cominciare dal trombettista Kenny Wheeler e Sasha Karlic.

Nel 2009  a Deidda viene assegnato il “Premio Isola Poesia” dalla città di Catania per l’impegno dedicato alla trasformazione in musica dei versi di grandi poeti. L’anno dopo Deidda viene premiato con L’Ordem Do Desassossego – per il suo lavoro musico-letterario dedicato al grande scrittore portoghese Fernando Pessoa.

Nel 2011 esce per Electromantic Music il cd “Deidda canta Pavese – Un paese ci vuole”, in cui il musicista sardo riesce a coniugare raffinate e ricercate atmosfere jazzistiche, dense di ‘impressionismo’, con il marcato colore della musica popolare, in un tutto profondamente armonico, accentuando con grazia e passione l’intensa emozione dei versi dello scrittore piemontese Cesare Pavese. Il lavoro vede la partecipazione del grande clarinettista italiano Gianluigi Trovesi.

Nel 2012 è autore del libro + CD “Deidda canta Pavese. Un paese ci vuole”. Riflessioni in tre piccole storie, un diario accresciuto da fotografie che riportano un altro viaggio del musicista sardo nelle vite degli altri, come un visionario. Nel 2013 Mariano Deidda ritorna al suo primo grande amore Fernando Pessoa con un cd dedicato all’unico libro che il grande poeta portoghese vide in vita dal titolo “Mariano Deidda canta Pessoa” – Mensagem – Zanetti Records – Self. “In un ambito musicale italiano livellato verso il basso e massificato, un lavoro come il mio può sembrare intellettuale. – rimarca Deidda – Ma la popolarità di Pessoa rende il suo linguaggio di tutti. C’è una sua frase che dice ‘il maggiore poeta dell’epoca moderna sarà colui che avrà la maggior capacità di sognare”. Questo sognare, questo evadere, lo rende vicino. Questo “essere sé negli altri”, il fatto di aver inventato tantissimi eteronomi, di essersi messo in molti panni diversi, lo rende universale’.”

Nell’anno 2015 a Mariano Deidda viene assegnato il Premio Maria Carta. Nel corso del 2016 esce la seconda edizione di Mensagem prodotta da Valentim de Carvalho. Esce anche l’album “Pessoa sulla strada del Jazz”. Nel 2017 riceve ad Agrigento il Premio “Strada degli Scrittori” in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello. Nello stesso anno, Mariano Deidda diventa uno dei personaggi del romanzo “Viagem à Sicília de Alberto Caeiro” (Il viaggio in Sicilia di Alberto Caeiro) di Accursio Soldano, il quale, nel libro, espone un immaginario transito per l’isola italiana da parte di Alberto Caeiro, uno degli eteronimi di Fernando Pessoa.

Nel 2020, viene realizzata una special edition del disco “Deidda canta Pavese”, contenente tre live bonus track. Il CD viene inoltre allegato alla pubblicazione del libro “Cesare Pavese. Vita, colline, libri” di Franco Vaccaneo.

La proposta musicale di Mariano Deidda, quindi fonde musica d’autore, jazz e musica da camera, con una predilezione per arrangiamenti semplici, realizzati con soli strumenti acustici. Il cantato è spesso vicino a toni recitativi, talvolta rochi e sussurrati. Nei concerti, è di solito accompagnato da un quintetto acustico che comprende pianoforte, clarinetto/sassofono, contrabbasso, fisarmonica e violoncello.

 

a cura di Massimiliano Perlato.