Noto. Sorgerà il Museo Civico Archeologico

Noto

I SICULI A NOTO ANTICA per i 50 ANNI DI ARCHEOCLUB D’ITALIA.

Santanastasio (Presidente Nazionale Archeoclub d’Italia): “A Noto sorgerà il Museo Civico Archeologico. Il rischio sismico da pericolo a opportunità”.

Laura Falesi (Acheologa e pres. Sezione netina di Archeoclub) : “Il 16 Gennaio, alle ore 18, in diretta social sulla pagina Facebook di Archeoclub d’Italia, evidenzieremo le tecnologie messe in campo, i progetti, i reperti rinvenuti, le prospettive di valorizzazione e promozione del territorio.

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Domenica 17 Gennaio, invece, alle ore 10 e 30, sulla pagina Facebook del Comune di Noto, faremo una passeggiata drammatizzata virtuale nella Necropoli dell’Età del Ferro a Noto Antica”.

Bonfanti: (sindaco di Noto) : “Prossima apertura del Museo Civico Archeologico. Da tre anni è in atto una collaborazione con l’Università Federico II di Napoli per lo svolgimento di alcune campagne di scavi che hanno già portato alla luce diversi ritrovamenti importanti”.

Gennaio 1693 – un terremoto di 7,7 della Richter rade al suolo Noto. Per i suoi 50 anni di attività, Archeoclub d’Italia dedica un’importante video – conferenza, Sabato 16 Gennaio alle ore 18 in diretta sulla pagina Facebook di Archeoclub. Interverranno archeologi, direttori di Parchi archeologici, docenti universitari e Massimo CultraroDirettore del CNR di Catania.

Da domani al via le celebrazioni dei 50 anni di Archeoclub d’Italia – WeBinar ore 18 in diretta con l’Italia dell’archeologia – pagina Archeoclub d’Italia Onlus | Facebook

“Gennaio del 1693 un terremoto di 7,7 della Richter, il più potente che sia avvenuto in Italia, colpì la Valle di Noto, in Sicilia, radendo al suolo la città di Noto ed altri 44 centri abitati con più di 60.000 morti. Si tratta dell’evento più catastrofico con il terremoto del 1908 di Messina e quello del 1169.

Al terremoto fece anche seguito il maremoto. In occasione dei 50 anni dalla sua nascita, Archeoclub d’Italia propone, attraverso un ciclo di 22 WeBinar, un viaggio nella nostra Italia ed anche in quei luoghi risorti”.  Lo ha affermato Rosario Santanastasio, geologo e Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia.

A Noto sorgerà il Museo Civico Archeologico: il rischio sismico trasformato in opportunità di scavo. Alla luce importanti reperti archeologici. Da tre anni le campagne in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli.

“Siamo molto contenti di poter raccontare la nostra Noto Antica in occasione dell’evento nazionale per la ricorrenza del mezzo secolo di vita dell’Archeoclub Italia. La città distrutta dal terremoto dell’11 gennaio 1693 custodisce le origini della nostra comunità e il percorso intrapreso in questi anni da Sindaco di Noto è stato quello di andare alla ricerca di esse attraverso una certosina ricostruzione storica e numerose iniziative di valorizzazione del sito.

In questo percorso – ha dichiarato Corrado Bonfanti, sindaco di Noto –  è stata importante la collaborazione con le associazioni locali, tra le quali possiamo annoverare la sezione di Noto dell’Archeoclub, brillantemente presieduta dall’archeologa Laura Falesi, curatrice dell’allestimento del nostro Museo Civico archeologico di prossima apertura.

Abbiamo ancora molta strada da percorrere, ma siamo felici di poterla percorrere in ottima compagnia. Il recupero di Noto Antica e il collegamento, non solo virtuale, con le origini e la storia di Noto è stato uno dei cardini di questa Amministrazione comunale.

In dieci anni di mandato è stata anche fondamentale l’attività di collaborazione in sinergia con le associazioni locali che supportano la ricerca e le attività di studio e valorizzazione su Noto Antica e sul Monte Alveria.

In questo senso rientrano le collaborazioni con l’Isvna (Istituto per lo Studio e la Valorizzazione di Noto Antica), con l’Archeoclub di Noto che, propone ormai da 8 anni anche l’appuntamento  “Nella Ferita la Cura – 11 gennaio 1693”, con la cooperativa Tempora e con il Club 4×4 Val di Noto, quest’ultimo organizzatore dell’evento “La Festa dell’Alveria” che ogni anno, a maggio, fa rivivere un momento storico legato a Noto Antica.

Tra i progetti rientrano anche la trasformazione del caseggiato Mazzara in info-point con il progetto presentato dal Club 4×4 Val di Noto; la realizzazione di un docufilm con la regia di Sebastiano Deva sul terremoto del 1693.

Abbiamo inoltre istituito il Premio Noto Antica, assegnato tra gli altri all’egittologo Zahi Hawass, al prof. Sebastiano Tusa (postumo) e al prof. Michele Luminati. Ormai da tre anni è in atto una collaborazione con l’Università Federico II di Napoli per lo svolgimento di alcune campagne di scavi che hanno già portato alla luce diversi ritrovamenti importanti.

Ultimo, ma non per importanza, la riapertura del Museo Civico di corso Vittorio Emanuele, nella Noto nuova, che farà da “porta” su Noto Antica, conservando ed esponendo reperti provenienti dal Monte Alveria.

L’Amministrazione ha inoltre lanciato un nuovo progetto per la valorizzazione del sito in collaborazione con Officine Culturali di Catania: un percorso da condividere con l’intera comunità”.

Dunque Noto Antica a distanza di secoli racconta la sua storia con il rinvenimento di reperti importanti.

“Il 16 Gennaio, alle ore 18, in diretta social sulla pagina Facebook di Archeoclub d’Italia, evidenzieremo le tecnologie messe in campo, i progetti, i reperti rinvenuti, le prospettive di valorizzazione e promozione del territorio. Anche quest’anno, dunque, l’Archeoclub d’Italia sede di Noto celebrerà l’evento “Noto, 11 gennaio 1693: nella ferita la cura” giunto all’VIII edizione.

Per anni la data dell’11 gennaio era stata dimenticata, forse per motivi scaramantici o forse solo per semplice noncuranza. La sede netina dell’Archeoclub ha voluto ricordare questo tragico evento sismico – ha dichiarato Laura Falesi, archeologa e Presidente della sede netina di Archeoclub d’Italia –  che distrusse Noto Antica e numerose città siciliane del Val di Noto per la grande capacità di resilienza che dimostrò la popolazione colpita dal terremoto, che già negli anni trenta del ‘600 era stata decimata dalla peste, la stessa che colpì la Milano dei Promessi Sposi.

Il risultato di quel buio sessantennio è stato il rifiorire del “giardino di pietra” (Cesare Brandi), una Noto rinnovata che con il suo inserimento nella World Heritage List dell’UNESCO del 2002 ha ritrovato un nuovo rilancio turistico e culturale. Ma l’ondata di riconoscimenti alla città non ha mai spento la forte tensione di noi cittadini e nello specifico della nostra associazione di andare a scavare nel passato e trovare sempre nuovi stimoli di riflessione per il futuro.

Ecco che ogni anno partendo dalla memoria dell’11 gennaio 1693, l’Archeoclub di Noto cerca di approfondire alcuni aspetti della città di Noto Antica, estendendo la ricerca al vasto territorio e oltre, al Val di Noto. Sabato 16 gennaio alle ore 18.00, in diretta sulla pagina Facebook avremo importanti archeologi che descriveranno gli studi, le tecniche, i reperti.

“I Siculi a Noto Antica”, questo è il titolo della conferenza online per la VIII edizione di “Nella Ferita la Cura – 11 gennaio 1693”, evento ideato ed organizzato dalla sezione netina di Archeoclub d’Italia,   si inserisce come fuori programma nel calendario nazionale dell’Archeoclub d’Italia del Primo Ciclo di Webinar “I Venerdì dell’Archeoclub d’Italia”. Domenica 17 Gennaio alle ore 10 e 30, questa volta con diretta sulla pagina Facebook del Comune di Noto, avremo la grande opportunità di partecipare ad una bellissima passeggiata virtuale nella Noto Antica”.

Sabato 16 Gennaio diretta social sulla pagina Facebook di Archeoclub d’Italia con gli interventi di importanti archeologi. Domenica 17 Gennaio invece, in diretta alle ore 10 e 30 sulla pagina Facebook del Comune di Noto, una passeggiata drammatizzata virtuale nella Necropoli dell’Età del Ferro di Noto Antica.

“Il convegno sulla preistoria e sulla protostoria a Noto Antica e nella Sicilia Orientale, in programma Sabato 16 Gennaio, in diretta alle ore 18, sulla pagina Facebook di Archeoclub d’Italia, sarà introdotto dal Presidente nazionale dell’Archeoclub Rosario Santanastasio.

Dopo i saluti del Sindaco di Noto Corrado Bonfanti e dell’assessore alla Cultura Giusi Solerte, il convegno vedrà gli interventi dell’archeologa preistorica Eleonora Listo con “Una panoramica sulla necropoli protostorica del Monte Alveria”, del direttore del Parco Archeologico di Leontinoi,  Lorenzo Guzzardi su “Tracce di insediamenti preistorici e protostorici sul Monte Alveria”, del Direttore del CNR di Catania e docente dell’Università di Palermo prof. Massimo Cultraro su “I Siculi: documentazione archeologica e prospettive di ricerca” e dell’ordinario di Storia Greca dell’Università di Catania prof. Emilio Galvagno su”I Siculi e l’enigma Ducezio”.

Infine, domenica 17 gennaio alle ore 10,30 l’Archeoclub di Noto organizzerà una passeggiata drammatizzata virtuale trasmessa sulla pagina Facebook del Comune di Noto presso la necropoli dell’età del Ferro di Noto Antica.

Sulla scia aperta dall’ISVNA, che da anni lavora per dare dignità a questo importante sito archeologico, noi dell’Archeoclub di Noto, con il cuore a Noto Antica e con lo sguardo a un territorio sterminato che ci circonda, da 35 anni ci battiamo per la difesa del nostro patrimonio, in rete con altre associazioni e altre sedi siciliane e nazionali dell’Archeoclub, dialogando e a volte scontrandoci con le istituzioni.

Anche oggi ci confrontiamo per trarre nuovi input, per fare ricerca storico-archeologica e cultura in una fase storica estremamente difficile, da cui, come nel passato, ci risolleveremo confidando nelle nostre migliori energie. Tematiche affrontate nei nostri annuali eventi, come Noto e il mare, gli Ebrei, i Bizantini, gli Arabi, gli ordini religiosi, le concerie e quest’anno i Siculi a Noto Antica rappresentano la via della “cura”, del risanamento della “ferita” dovuta al doloroso terremoto. L’Archeoclub di Noto indica come la Conoscenza e la Ricerca siano la via della risalita, il percorso virtuoso per una rinascita culturale”.

L’intero evento sarà coordinato dalla Presidente dell’Archeoclub di Noto, archeologa  Laura Falesi

A 50 anni dalla sua nascita, Archeoclub d’Italia, inizia da domani, Venerdì 15 Gennaio, un viaggio nell’Italia dell’Archeologia, della Storia, dell’Architettura, dell’Ingegneria Naturalistica, dell’Arte, della Protezione Civile. Ben 22 WeBinar, ogni Venerdì alle ore 18, con più di 30 esperti tra architetti, archeologi, geologi, restauratori, professionisti attivi nel campo del turismo culturale, che riusciranno a descrivere tutti i campi dove opera Archeoclub d’Italia.  Dirette dall’Italia per il rilancio forte della cultura italiana nel mondo.

Ben 22 WeBinar e poi la Convention Nazionale a Roma, ad Ottobre.

Si inizierà dunque domani, Venerdì 15 Gennaio, alle ore 18, con il primo WeBinar in diretta sulla pagina Facebook di Archeoclub D’Italia e dedicato al RESTAURO.

Oggi in diretta: Stefania Randazzo e Valentina Piovan impegnate attualmente nel restauro del ciclo di Vittore Carpaccio della Scuola Dalmata a Venezia e del telero de La cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese del Santuario di Monte Berico di Vicenza. L’evento è organizzato da Archeoclub d’Italia sezione di Cefalù.