Vigilia di Fiorentina Cagliari, il match del Franchi delle ore 18. Una partita molto importante per il futuro di Di Francesco e per la classifica rossoblù, sempre più misera ed a rischio zona retrocessione.

Nonostante la partita fosse domani, il Cagliari è partito ieri sera per fare un mini ritiro, vista l’importanza della gara. Lo stesso mister in conferenza stampa analizza l’importanza del match.

“Il ritiro anticipato? La scelta è stata fatta per stare più tempo insieme e preparare al meglio la partita. Può solo averci aiutato a lavorare meglio: poi sarà il campo a parlare”.

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Dall’altra parte del campo c’è la Fiorentina di Prandelli che ci certo non sta vivendo il miglior momento della stagione e reduce dalla sconfitta contro la Lazio. Di Francesco ha già in mente il modulo da utilizzare.

“Per noi il 4-3-2-1 è un modulo alternativo al 4-2-3-1, ma non vorrei soffermarmi sui sistemi di gioco. Con entrambi i moduli abbiamo fatto bene, domenica ci sono stati fatali tre minuti di pazzia nel quale abbiamo preso due gol; dobbiamo alzare il livello di attenzione e di continuità durante la gara. Ho in mente il modulo col quale affrontare domani la Fiorentina, ma me lo tengo per me. Nainggolan in questo momento cerchiamo di sfruttarlo per la sua qualità e le sue attuali condizioni fisiche”.

Come sempre in casa rossoblù la rosa continua ad essere corta, conseguentemente le scelte finali si fanno poco prima dell’inizio della gara.

“Ounas si è allena con noi da tre giorni, naturalmente è difficile pensare di impiegarlo già in questa gara dall’inizio: nel corso del match potrebbe essere un giocatore che ci darà una mano. Anche Godin è rientrato da poco a disposizione, con la differenza che ultimamente ha perso meno giorni di allenamento rispetto ad Adam, che ha dovuto recuperare dal Covid. Valuterò se fare giocare Diego dall’inizio, così come se schierare Fabio Pisacane dal 1’”.

Di sicuro il Cagliari si trova in una posizione in classifica che non si aspettava ad inizio stagione. Il mister spiega le ragioni.

“Ci siamo fatti riprendere in più occasioni: d’altronde questa squadra ha una forte vocazione offensiva e non a caso per cercare di trovare un equilibrio ho messo dentro calciatori con caratteristiche più difensive. Stiamo facendo delle valutazioni, ma in realtà subire le rimonte avversarie dipende da tanti fattori, anche l’aspetto mentale fa la differenza. Non credo che la rosa sia composta da calciatori che non sono abituati a lottare per mantenere la categoria: giusto Godin, Nainggolan, Nandez hanno giocato per posizioni diverse. Naturalmente tutti a questo punto della stagione avremmo voluto una classifica migliore”.