Missione in Libano: medici italiani e libanesi a confronto in videoconferenza per l’emergenza coronavirus

I "caschi blu" italiani della missione in Libano hanno organizzato un seminario scientifico in videocollegamento con i medici italiani sulla gestione ospedaliera dei pazienti affetti da COVID-19

Il videocollegamento tra medici italiani e libanesi

Rafforzare la collaborazione tra Italia e Libano nel contrasto dell’emergenza sanitaria in corso attraverso la condivisione delle esperienze tecniche e dei protocolli terapeutici che hanno sinora dimostrato scientificamente la migliore efficacia nella lotta al Coronavirus.

Un momento del collegamento

Questo lo scopo dell’incontro scientifico organizzato dal contingente italiano delle Nazioni Unite schierato nel Libano del Sud (Unifil), al quale hanno partecipato in videoconferenza medici italiani e personale sanitario dell’ospedale governativo di Bint Jbeil, uno dei piu’ importanti centri di riferimento nel paese per la lotta al Covid-19. L’iniziativa, promossa dall’ufficio Civil Affairs del settore Ovest di Unifil e coordinata dal Gender Advisor del contingente italiano, ha visto la partecipazione del maggiore medico Cristian Benegiamo, del maggiore medico Nadir Rachedi, del maggiore infermiere Antonio Andreozzi – tutti appartenenti all’Esercito Italiano e in servizio al Policlinico militare “Celio” di Roma – del professor Emanuele Nicastri, direttore della divisione Malattie infettive e tropicali dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, e del professore Paolo Pelosi, direttore dell’Unita’ operativa di Anestesia e terapia intensiva dell’ospedale policlinico “San Martino” di Genova.

Un momento del collegamento

Numerose le tematiche affrontate: dalle sfide logistiche sostenute dai nosocomi nella riconfigurazione in ospedali Covid, agli ultimi aggiornamenti scientifici sulle strategie terapeutiche più efficaci nella gestione del paziente Covid-19 in reparto ordinario e in terapia intensiva. L’evento, inoltre, ha permesso di condividere l’esperienza accumulata sul campo da parte dei colleghi italiani sin dalla prima ondata pandemica, in particolare nel Nord Italia. Ad aprire i lavori e’ stato il comandante del contingente italiano in Libano, generale di brigata Andrea Di Stasio, il quale ha sottolineato che “l‘iniziativa rappresenta in assoluto il primo esempio, in era pandemica, di cooperazione civile-militare nel settore della formazione scientifica in Libano, importante non solo per la condivisione delle esperienze italiane, ma anche per aver creato un network scientifico tra i due paesi, utile nella lotta alla pandemia”

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Un particolare ringraziamento per la professionalita’ e la dedizione mostrate nella lotta al Coronavirus e’ stato rivolto dal generale Di Stasio ai medici e agli infermieri italiani e libanesi in collegamento. 

“A voi”, ha detto Di Stasio, “giunga tutta la nostra riconoscenza per il coraggio e l’umanita’ che quotidianamente dimostrate nel prendervi cura dei malati, soprattutto tra la popolazione piu’ anziana e le persone piu’ deboli, un servizio generoso spesso pagato da molti vostri colleghi con la loro stessa vita”