Il punto di Roberto Napoletano sul Recovery plan

Si ai farmaci equivalenti umani per curare gli animali
Si ai farmaci equivalenti umani per curare gli animali

 

 

Il punto di Roberto Napoletano sul Recovery plan. I presidenti Spirlì e Solinas si nascondono sul Carroccio e Bonaccini fa il “leghista”. La matematica non è un’opinione.

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Il punto di Roberto Napoletano sul Recovery plan
Il punto di Roberto Napoletano sul Recovery plan
Sugli squilibri del Paese dice Bonaccini: “Se uno in una classe viene bocciato non è che l’anno dopo ripetono l’anno tutti”. Ma ha nulla da dire sul fatto che un cittadino emiliano-romagnolo riceve dal bilancio pubblico 84,4 euro pro capite di investimenti fissi in sanità e un cittadino calabrese ne riceve 15,9? Non le pare che una così macroscopica differenza di risorse, fuori dalle regole della Costituzione, possa generare qualche macroscopica differenza nella qualità del servizio? Se ci sono sei Presidenti di Regioni del Sud che si rivolgono direttamente al Capo del governo, vuol dire che la Conferenza dei Presidenti delle Regioni non rappresenta più una parte rilevante del Paese. Bonaccini farebbe bene a dimettersi per l’evidentissimo conflitto di interessi
 
di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia

Antonino Spirlì, leghista della prima ora e presidente per caso o malgré lui, della Regione Calabria, da qualche giorno è irraggiungibile. Lo cercano altri sei Presidenti delle Regioni del Sud per chiedergli di sottoscrivere la lettera al premier Conte in cui si chiede ragione del presunto furto da 40 miliardi ai danni del Sud messo in atto nel progetto di Recovery Plan italiano.

Dov’è Spirli?

È irreperibile, Spirlì, qualcuno di loro ritiene che sia stato convocato a Milano per “consultazioni”. Non sappiamo se sia stato richiamato da Fontana, a ciò delegato dai due suoi “soci” della Triplice autonomista che sono Zaia e Bonaccini, o dal capo politico in persona che è Salvini. L’unica cosa certa è che lui, esattamente come Solinas, altro capo leghista alla guida della Regione Sardegna, non dà cenni di vita. Non dicono né sì né no. Se dovessero “riapparire”, farebbero bene i cittadini calabresi e sardi a chiedere loro se hanno qualcosa in contrario a che, dopo vent’anni di azzeramento della spesa infrastrutturale e di spoliazione di quella sociale, si torni a fare investimenti seri in scuola, ricerca, banda larga, sanità, treni veloci e porti nei loro territori. Siamo curiosi di conoscere la risposta.