È in costante aumento l’uso di droghe tra gli adolescenti, ma i servizi pubblici e le comunità terapeutiche non riescono ad intercettare questo bisogno inespresso, e sempre più sommerso, delle dipendenze giovanili.

Il mercato degli stupefacenti è cambiato diventando sempre più capillare sul territorio, con costi delle droghe sempre più bassi e dall’inizio dell’epidemia Covid c’è una nuova forma di approvvigionamento, quella dei siti web. È quanto emerge da una lunga e articolata relazione della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dipendenze patologiche diffuse tra i giovani.

Secondo dati ufficiali relativi al 2018 il 33% dei giovani tra i 15 e i 19 anni che frequenta la scuola, ha dichiarato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti. L’esperienza ci dice che quella soglia dei 15 anni si è notevolmente abbassata, raggiungendo gli adolescenti di 11/12 anni, solo che questa fascia non è compresa tra le statistiche ufficiali, perché mai un ragazzino di quella età andrà a rivolgersi al servizio pubblico per chiedere aiuto.

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Si potrebbe tranquillamente obiettare: niente di nuovo all’orizzonte, considerato che da anni gli operatori delle comunità di recupero e i volontari delle associazioni impegnati nella prevenzione e nel recupero dei ragazzi, denunciano la drammatica situazione che sono costretti ad affrontare quotidianamente.

A preoccupare è il fatto che l’allarme arrivi dalla Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza e da quelle strutture pubbliche come i Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), che sono gli organi preposti a vigilare e tutelare i nostri ragazzi, in primis attraverso azioni concrete di prevenzione per evitare che cadano nella trappola, ed eventualmente di riabilitazione, per coloro che dovessero esserne coinvolti.

In effetti i servizi pubblici come i SerD e le Comunità sono preposti al recupero di chi è già caduto in quel mondo maledetto, ma che fare affinché non li si debba “recuperare”? Perché non investire ingenti risorse umane e finanziarie per prevenire, evitando così che intere famiglie e comunità siano coinvolte in quello che il filosofo L. Ron Hubbard considerava “l’elemento più distruttivo presente nella nostra cultura attuale”? Quanto costa alla società, e quindi a noi, recuperare un ragazzo in comunità o rinchiuderlo in carcere a causa dei crimini che è “costretto” a fare per approvvigionarsi della droga? Quanta disperazione all’interno delle famiglie si potrebbe evitare se si arrivasse in tempo e quei ragazzi capissero che quella è la strada che li porterà dritti nel baratro?

I volontari di Mondo Libero dalla Droga e della Chiesa di Scientology, sono impegnati nella più grande e diffusa campagna di prevenzione non governativa al mondo, convinti che solo la conoscenza della verità terrà lontani i nostri ragazzi dal fallimento personale, e dal degrado e disastro famigliare e sociale che inevitabilmente crea la droga.

Oggi più che mai è necessaria un’azione congiunta di tutte le forze sane della società, per questo i volontari sono disponibili alla collaborazione con le Istituzioni, scuole, associazioni locali, parrocchie e oratori, palestre, affinché la guerra allo spaccio non sia solo di repressione delle forze dell’ordine, peraltro indispensabile, ma anche culturale, dove il rispetto per sé stessi e gli altri è al primo posto.

Oltre a Cagliari, le iniziative dei volontari si svolgeranno nei prossimi giorni anche a Olbia, Nuoro e Oristano. Info: www.noalladroga.it