Turchia. Perantoni, preoccupazione per la criminalizzazione della professione e solidarietà agli avvocati arrestati

CSM

“Forte preoccupazione per la criminalizzazione della professione e massima  solidarietà all’avvocatura turca”

è stata espressa dal presidente della commissione Giustizia  della Camera e deputato M5S, Mario Perantoni, a proposito della decisione della Procura di  Ankara di arrestare 60 tra avvocati, praticanti, laureati in legge e giudici, per il lavoro che  stavano svolgendo in difesa di persone sospettate di affiliazione terroristica, notizia riferita  dall’agenzia Anadolu.

“L’avvocatura – aggiunge Perantoni – è un baluardo del diritto, guardiana dei principi
fondamentali della civiltà giuridica e l’azione di massa contro gli avvocati turchi deve scuotere  le coscienze, perché non si può essere colpevoli di svolgere la propria professione in maniera indipendente.

Questi arresti hanno tutto il sapore di una ritorsione per il lavoro svolto in  difesa di sospetti affiliati alla presunta rete golpista di Fethullah Gulen.

E’ ancora straziante il  ricordo dell’avvocata Ebru Timtik, morta in carcere il 27 agosto scorso dopo 238 giorni di  sciopero della fame.

Chiedeva un giusto processo, insieme al collega e coimputato Aytac Unsal,  temporaneamente liberato (dopo 213 giorni di sciopero della fame) a causa delle sue
condizioni di salute incompatibili con la detenzione.

Resta, quindi, alta la preoccupazione sul  rispetto dei diritti umani e dei principi dello stato di diritto, dell’indipendenza della  giurisdizione e del diritto di difesa. Da avvocato non posso che condannare con fermezza  questa situazione”.

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