La UILM interviene sulla questione Slim Fusina

“Dopo il primo incontro di verifica oggi al MiSE siamo seriamente preoccupati sulla situazione di Slim Fusina. Occorre che gli investitori del fondo Quantum mettano in sicurezza l’azienda garantendo la sua continuità produttiva; la situazione finanziaria è molto complicata”.

Lo dichiarano Guglielmo Gambardella, Coordinatore nazionale UILM del settore siderurgico, e Diego Panisson, Segretario UILM Venezia, dopo l’incontro di ieri al MiSE, al quale erano presenti la sottosegretaria al Mise Todde e rappresentanti aziendali.

“L’attuale situazione dell’azienda sconta, oltre alla crisi di mercato e agli effetti della pandemia – sottolineano Gambardella e Panisson – i mancati investimenti su impianti produttivi che andavano realizzati già all’atto dell’acquisizione avvenuta nel 2018 da Arconic”.

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“Riteniamo insufficiente il progetto di ristrutturazione presentato oggi al MiSE – aggiungono – perché si basa essenzialmente sulla riduzione del costo del lavoro, il taglio di 70/90 posti di lavoro sui 307 complessivi e meno di 10 milioni di investimenti nei prossimi tre anni. In questo modo non c’è una prospettiva di lungo termine e per noi è inaccettabile”.

“Occorre che le istituzioni locali e nazionali pongano la massima attenzione sulla vertenza – continuano – per individuare le soluzioni necessarie per salvaguardare un’industria con un importante know how, eccellenti prodotti e con grandi potenzialità di rilancio”.

“Attenderemo la prossima convocazione del MiSE a valle degli incontri tecnici che si terranno nei prossimi giorni fra azienda e istituzioni per verificare la disponibilità di strumenti finanziari e di ammortizzatori sociali” concludono.

UILM su Slim Fusina