Corniolo

Il corniolo (Cornus mas)

Il corniolo è un piccolo albero da frutto della famiglia delle Cornaceae, spesso utilizzato nei giardini come pianta ornamentale, che produce bacche davvero squisite.

Facile da coltivare e molto resistente, può crescere fino ai 5 metri di altezza, predilige i terreni calcarei e le radure dei boschi di latifogli ed è molto comune in Europa centrale, in Germania e nella Francia orientale.

Il corniolo, a partire dalla fine dell’inverno, si ricopre di piccoli fiori gialli e il fogliame compare dopo la fioritura, mentre i frutti, le corniole, una volta maturi, assumono un colore rosso scarlatto.

Bacche di corniolo
Bacche di corniolo.

Da sempre una pianta molti apprezzata, sia per il legno che per i frutti, fu oggetto di descrizione da parte di Omero e Virgilio, ma anche nella letteratura contemporanea se ne parla: pare il suo legno sia l’ideale per costruire le bacchette magiche secondo J. K. Rowling, autrice del famoso “Harry Potter”.

Duro come il corno, il legno del corniolo è infatti particolarmente apprezzato in ebanisteria: serve a produrre manici di utensili, pioli di scale, ingranaggi e archi.

La prelibatezza della settimana

Deliziose sotto forma di gelatina o di marmellata, le corniole sono molto gustose anche in versione agrodolce: dopo aver raccolto i frutti ben maturi, mettete a cuocerne a fuoco lento 1 kg in 10 cl di acqua. Una volta aperte, passatele nel passaverdure, recuperate la polpa, mischiatela ad un cucchiaino di sale, un cucchiaio di zenzero, uno di cannella, 100 g di uva passa, 500 g di zucchero e 50 cl di aceto di vino bianco.

Versate il tutto in una casseruola con il fondo spesso e fate bollire per un’ora, per far ispessire il composto, per poi versarlo nei vasetti ancora caldo.

Aneddoto magico

Secondo Plutarco, Romolo, volendo mettere alla prova la propria forza, scagliò il suo giavellotto in legno di corniolo in direzione del monte Palatino, e l’arma penetrò così a fondo nel terreno che nessuno riuscì ad estrarla.

Ben presto, si sarebbero sviluppate delle radici e il giavellotto stesso si sarebbe trasformato in un albero di corniolo.

Alessandra Leo