Fondazione Alghero: la battaglia dei lavoratori precari storici ha un lieto fine

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Si è concluso positivamente l’iter per l’assunzione dei nove dipendenti “storici” della Fondazione Alghero, che dicono addio a una condizione di precarietà lavorativa che in alcuni casi perdurava anche un quarto di secolo, tra contratti atipici stipulati prima con l’ex Azienda autonoma di soggiorno e turismo, poi con il Comune di Alghero e infine con la Fondazione.

Sin dal suo insediamento, il management aveva fissato tra le priorità la necessità di sanare una situazione estremamente rischiosa, anche dal punto di vista giuridico, e scongiurare un contenzioso dall’esito sicuramente disastroso per le casse del Comune di Alghero.

L’iter è iniziato a novembre 2019, pochi giorni dopo l’insediamento del Cda, con la firma di un “accordo di prossimità” con le organizzazioni sindacali.

Questo ha consentito di completare il percorso grazie al quale da lunedì 14
settembre la Fondazione Alghero ha finalmente nove dipendenti a tempo indeterminato, superando una situazione di precariato che andava avanti sin dalla sua nascita.

Grazie all’azione congiunta della struttura, delle organizzazioni sindacali, dei legali e grazie alla rinuncia a un’azione legale da parte dei lavoratori, si è giunti lo scorso 4 di giugno ad un accordo di conciliazione davanti all’Ufficio provinciale del lavoro.

«È stato il passo decisivo per un percorso che finalmente, attraverso un bando concorsuale e l’espletamento delle selezioni, ha permesso di garantire una maggiore operatività ed
economicità a un ente strategico per Alghero, per la promozione turistica del territorio e per la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e naturale», dichiara il presidente della Fondazione, Andrea Delogu.

«Abbiamo risolto una annosa vicenda», dichiara il vicepresidente Pier Paolo Carta.

«Tra contratti di somministrazione, lavoro interinale e altre forme contrattuali precarie e senza le dovute certezze, alcuni lavoratori prestavano servizio per il sistema amministrativo che fa capo a Porta Terra anche da 25 anni», rileva.

«L’assunzione delle figure professionali previste dalla pianta organica della Fondazione, e necessarie per poter operare, costituirà un risparmio almeno per due motivi», sottolinea ancora Delogu.

«In un’azienda pubblica gli interinali possono essere al massimo il 10% degli assunti – spiega – mentre in Fondazione costituivano il 100% e questo per anni ha esposto le casse comunali a un rischio enorme».

Ma soprattutto «le assunzioni attraverso procedure concorsuali ha comportato un risparmio di 48mila euro l’anno per le sole nove figure attualmente in organico – aggiunge – evitando il costo sopportato sinora rivolgendoci alle agenzie interinali».

Un’economia che, conclude Delogu, «consentirà senza nessun aggravio di costo l’assunzione di ulteriori figure professionali necessarie per lo sviluppo e la crescita della Fondazione».

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