Fedir: “Perchè la Riforma sanitaria di Solinas non potrà mai funzionare”

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Con l’approvazione, lo scorso 01 settembre 2020, da parte del Consiglio Regionale della Sardegna, del pdl n° 112 – 121 il Presidente Solinas ha espressamente dichiarato che sarà finalmente superato l’ “accentramento” in ATS di poteri e funzioni e quindi verrà posto rimedio all’allontanamento del centro decisionale dai singoli territori che ha comportato l’ incapacità del Sistema Sanitario Regionale di rispondere con celerità ed immediatezza alle esigenze sanitarie dei propri cittadini.

Lo strumento principe per conseguire tale ambizioso obiettivo è (come espressamente dichiarato nella relazione al Disegno di legge) “posizionare il livello decisionale/manageriale il più vicino possibile ai cittadini”, attraverso la ricostituzione delle precedenti Aziende Sanitarie, dotate di autonomia gestionale ed organizzativa, i cui “….manager avranno l’onere di occuparsi principalmente del soddisfacimento delle necessità assistenziali in quanto le più significative attività amministrative saranno svolte da una azienda all’uopo dedicata denominata Azienda Regionale della Salute”.

A chi, come Fedir, sindacato che rappresenta il personale che svolge proprio quelle più significative attività amministrative concentrate in ATS dalla precedente riforma e che nel nuovo assetto dovranno pari pari passare alla nuova Azienda Regionale della Salute (ARES)

e che ha pertanto vissuto in pieno il traumatico passaggio dalle vecchie otto ASL al gigantismo di ATS affrontando da subito tutte le disfunzioni ed i limiti che ciò ha comportato, le parole di Solinas lasciano infatti semplicemente sconcertati.

La riforma a cui in due anni Fulvio Moirano ha cercato di dare corpo non è mai concretamente andata al di là della sola della riorganizzazione delle funzioni tecnico amministrative.

Il che sta in pratica a significare che l’unico segmento di servizi in cui la riforma sanitaria del 2017 ha trovato attuazione è stato l’accentramento in ATS degli acquisti, della gestione del personale dipendente, della gestione del bilancio, delle direzione dei lavori.

Fino alla partenza di Moirano tutta la riorganizzazione disegnata sull’assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale (accorpamenti di distretti sanitari e revisione della rete ospedaliera) è rimasta pressocchè completamente sulla carta.

Nessun sanitario si è spostato di un metro mentre solo i dirigenti tecnici ed amministrativi hanno cominciato fin dal 2018 a percorrere in lungo e largo la Carlo Felice per governare il personale e le attività degli uffici delle ex otto ASL fuse in ATS in mega strutture ingovernabili sotto ogni punto di vista.

E prima che stessa sorte toccasse alla parte sanitaria Moirano è stato rimosso.
Ma allora in che cosa è concretamente consistito il denunciato allontanamento della Sanità dai territori?

La risposta è semplice: gli uffici tecnici ed amministrativi di ATS dovendo gestire in maniera centralizzata ciò che prima veniva autonomamente svolto dai corrispondenti uffici delle otto ex ASL semplicemente non sono stati materialmente in grado di far arrivare regolarmente i beni, i servizi ed il personale necessari agli ospedali ed ai distretti sanitari per erogare regolarmente le prestazioni ai cittadini.

Anche perché la cerniera di raccordo fra centro e periferia che la legge regionale 17/2016 aveva apprestato – cioè le ASSL – è stata talmente deprivata di personale tecnico amministrativo da incepparsi totalmente.

Ma allora è lecito chiedersi se la soluzione trovata da Solinas, alla luce di come sono effettivamente andati i fatti, è adeguata? Non solo è lecito ma è doveroso.

E la risposta diventa drammatica: con la riforma SOLINAS la situazione della sanità sarda non solo non migliorerà affatto ma peggiorerà di gran lunga.

Ed il motivo è chiaro: se la LR 17/2016 è stata applicata solo per la parte relativa all’accentramento amministrativo delle ex 8 ASL perché mai con l’ulteriore accentramento in ARES delle funzioni amministrative anche del Brotzu, AREUS e Aziende Ospedaliere di Cagliari e Sassari (fin qui autonome, almeno loro) disposto dall’art. 5 della legge Solinas le cose dovrebbero andare meglio?!

Per non parlare della estrema confusione sulla transizione da ATS alle 8 nuove ASL ed ARES.

Entro 30 gg, dall’entrata in vigore della legge Solinas (che ad oggi ancora in vigore non è) devono infatti essere nominati i commissari straordinari delle 8 nuove ASL e di ARES che avranno tempo fino al 30/9/2020 per proporre un delicatissimo piano di scorporo di beni e personale da ATS verso le nuove ASL ed ARES che nasceranno l’1/1/2021.

Da giuristi ci chiediamo come sia possibile oggi nominare commissari per enti che nasceranno solo fra 3 mesi. Tanto più che al Commissario della “futura” nuova ASL 8 di Cagliari la legge attribuisce anche il compito di Commissario di ATS fino alla sua liquidazione fissata al 31/12/2020.

Insomma: non abbiamo compreso noi o siamo di fronte anche ad un gran pasticcio?

Resta il dato fattuale: se ATS con il solo accentramento delle funzioni tecnico amministrative delle vecchie 8 ASL non ha funzionato pechè mai dovrebbe funzionare ARES con l’accentramento non solo delle nuove 8 ASL ma anche di Areus, Arnas Brotzu e AOU Cagliari e Sassari?

E’ purtroppo assai facile essere profeti sul fallimento anche della riforma Solinas.

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