bellèsa - letter di una sarda

Lettera di una Sarda agli Italiani d’oltremare

“Miei cari Italiani d’oltremare,
la Sardegna è un dono.

È natura e tratto distintivo, prerogativa quasi, dei sardi, l’essere davvero generosi. Sappiamo che questo mondo è di tutti, quindi anche la nostra Sardegna lo è, ma per ogni luogo preciso esiste un senso di appartenenza che solo gli autoctoni possono percepire, e ne deriva di conseguenza una fortissima protezione nei confronti dello stesso. Noi sardi siamo tutti madri e padri di questi luoghi a noi vicini, dunque pronti a difenderli sempre da ogni pericolo e minaccia. Perdonate allora già da ora la mia ruvida ostilità, ma capendo la gravità siamo spaventati e pronti a proteggerci: siamo leoni o, meglio, siamo mufloni, cinghiali, buoi, ma in questo caso assolutamente non pecorelle.

Prima che iniziasse l’estate mi ero ripromessa che io stessa avrei aiutato la mia terra e i miei compaesani, così durante le mie ferie estive ho deciso di diventare una turista, seppur in casa mia: ho affittato canoe per pagaiare lungo i fiumi e pedalò per andare a fare i tuffi nell’acqua alta. Ho fatto lunghe escursioni a cavallo sulla spiaggia e riscoperto l’entroterra, visitato grotte, musei e paesi, ho cenato appositamente in “ristoranti turistici” e pernottato in un hotel.

Lettera di una sarda

In tutta la vita non avevo mai preso sdraio e ombrellone in uno stabilimento balneare, ma quest’anno ho deciso che fosse giustissimo farlo. Non ho badato a spese e tutto per il bene dei miei compaesani, del loro ed anche mio benestare. Perché voi non avete pensato di fare lo stesso? Quanti posti meravigliosi ci sono in Italia, nelle vostre regioni, nelle vostre città perfino?

Era questo il momento giusto di vantare la propria terra e di rispettarci con gentilezza e rettitudine rinunciando per una sola estate all’egoismo. Vi chiedo perché non abbiate pensato di agire come me, ma mi rendo conto che la mia Sardegna è estremamente attraente e che talvolta è più la speranza e la leggerezza a guidare gli uomini, soprattutto quelli più giovani, quindi vi farò una domanda molto più semplice e alla quale sono sicura che la maggior parte di voi ha già pensato: perché non vi siete sottoposti al tampone prima di venire qua? O se ci avete pensato ma farlo è stato impossibile, perché vi siete opposti al criticatissimo passaporto sanitario? Stupidi incoscienti.

Non giustificatevi dando la colpa allo stato e alle sue incresciose e imbarazzanti permissioni alle riaperture, perché applaudite solo per ciò che vi fa comodo senza ragionare. Nonostante la grande nostalgia della normalità, eravamo tutti d’accordo sul fatto che fosse ancora prematuro uscire di casa senza mascherina e stare in posti molto affollati, ma appena avete sentito l’odore del mare e il suono di qualche canzone che fra qualche mese verrà dimenticata, vi siete fiondati senza controllo verso il divertimento e dimenticando il rischio. La colpa è vostra.

Ebbene io ora che scrivo non mi diverto affatto: ho paura per i miei cari, e tutto è a causa vostra e della vostra irresponsabilità rivoltante ed egoista. La vostra età non vi giustifica, perché questo evento ha fatto invecchiare tante persone in maniera repentina rendendole più sagge e gentili. Avreste dovuto pensarci, immedesimarvi nelle vite di coloro che hanno sofferto, ma purtroppo non è andata così perché la madre dei cretini è sempre incinta e il suo nome è Stato e i figli siete Voi”.

Antonella Canafari