Quale diabetologia per i pazienti sardi

Appello di Marcello Grussu, presidente dell'ANIAD, ai pazienti sardi.

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L’appello di Marcello Grussu, presidente dell’Associazione Nazionale Italiani Atleti Diabetici (ANIAD), evidenzia il pericolo di rimandare ulteriormente una ripresa dell’assistenza senza alcune attenzioni e innovazioni. Infatti porterebbe, nei prossimi mesi ed anni, ad una potenziale ondata di Super-Mortalità e Super-Morbosità.

Siamo consapevoli che a dibatterne quotidianamente si rischia di inflazionare l’argomento e di ridurre l’attenzione. Ma purtroppo il Diabete Mellito è una patologia cronica fortemente disabilitante con un particolare pericolo e rischio di aumento della mortalità. Perciò crediamo che la malattia debba essere una priorità nell’agenda politica e sanitaria a tutti i livelli. Nazionale e Regionale. Il suo enorme impatto sociale ci impone la necessità di mantenere sempre un’attenzione alta e soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria. Infatti in Italia ne soffrono 3 milioni e mezzo di persone di cui circa 115.000 in Sardegna.

Pochi giorni fa a livello nazionale le Società Scientifiche e le Associazioni dei Pazienti hanno inviato alle massime Istituzioni Sanitarie una lettera aperta attraverso l’Intergruppo Parlamentare “Diabete e Obesità” con l’accorato appello di occuparsi delle persone con Diabete Mellito con un rinnovato approccio che tenga in considerazione i nuovi scenari e le nuove esigenze correlate dall’insorgenza del Covid-19.

Purtroppo però anche in questi giorni in Sardegna, nonostante le numerose sollecitazioni, nella più totale assenza di risposte, assistiamo invece per contro ad operazioni che modificano l’organizzazione diabetologica con un notevole impatto sull’assistenza dei pazienti.

Ci riferiamo in particolare:

• Alle chiusure che nell’Iglesiente riguardano i Poliambulatori di San Giovanni Suergiu, Calasetta, Narcao e Santadi. Non è del tutto superfluo evidenziare l’alta incidenza di diabete di tipo 2 che contraddistingue quel territorio, né tanto meno l’impatto che avrà sulla capacità economica dei singoli e delle famiglie. Saranno costretti a spostarsi e quindi sostenere nuovi ed ulteriori costi in un contesto già di per sé fortemente depresso proprio sotto l’aspetto economico.

• Al trasferimento (per ora pare scongiurato), del servizio di diabetologia dall’ ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino al Poliambulatorio di Sanluri. Provvedimento che sarebbe stato cancellato dopo le numerose sollecitazioni da parte dei pazienti che hanno interessato financo l’ambito ecclesiastico, ma soprattutto dopo l’intervento di un autorevole esponente Regionale di maggioranza espressione di quel territorio.

• Al trasferimento invece avvenuto del servizio di Diabetologia di Oristano che dall’Ospedale San Martino si sposta al Poliambulatorio di Via Michele Pira. La posizione degli ambulatori non è delle più felici essendo stati ricavati al 3° piano, ma negli stessi spazi non trovano collocazione né la sala di attesa né l’ambulatorio dedicato alla cura del piede che resta infatti negli attuali locali dell’Ospedale.

A questo proposito ci domandiamo quanto fosse importante ed urgente questo provvedimento rispetto alla la copertura dei posti di  Diabetologi resi vacanti  da chi è andato in pensione o è stato trasferito o assegnato ad altro incarico. Ciò ha determinato un oggettivo peggioramento dell’assistenza. Infatti da uno  standard di controllo trimestrale si è passati ad uno standard di circa 8/9 mesi tra una vista ed un’altra.

In estrema sintesi:

Siamo oggettivamente allarmati dalla mancanza di una prospettiva che tenga in seria considerazione i reali bisogni delle persone con diabete alla luce dei notevoli ritardi che ci trasciniamo da tempo su aspetti non più procrastinabili.

Ribadiamo la necessità infatti che sia discussa e condivisa con i pazienti e le Associazioni che li rappresentano le forme di assistenza sul territorio in termini di qualità e dislocazione degli ambulatori tenenedo in considerazione il supporto che può derivare dalla Telemedicina, ma anche dalle condizioni di viabilità che incidono fortemente sulla capacità di spostarsi delle persone.
Sollecitiamo un accesso alle nuove tecnologie in linea con gli standard nazionali e l’abolizione dei limiti di prescrivibilità dei dispositivi per l’autocontrollo.

Ricordiamo per esempio:

Per quanto riguarda le strisce per la misurazione della glicemia queste sono distribuite sulla base della Direttiva Regionale n. 31243 del lontanissimo 7 novembre 2006 basandosi su linee guida di quasi vent’anni fa. Microinfusori di insulina e Sensori per il controllo della glicemia, sono fruibili da non più del 10% dei pazienti eleggibili. Si tratta di una copertura annuale che non va oltre il 75% dei mesi.

Inoltre non entrano a far parte della disponibilità dei Sardi alcune tipologie di dispositivi, guarda caso i più recenti e performanti. La Sardegna non è attualmente dotata di un accordo quadro e si rifà a quello utilizzato in Piemonte (vedi Determina ATS Sardegna 7588 del 14/10/2019).  Un accordo che presenta notevoli incongruenze sanate solo in parte a favore dei pazienti Piemontesi.

Auspichiamo infine il mantenimento di alcune procedure semplificate in questo periodo di emergenza sanitaria. Un particolare riguardo va alla dematerializzazione di alcune prescrizioni e la totale revisione della procedura che riguarda i piani terapeutici. Tutto reso totalmente informatizzato.

Siamo fiduciosi che già a partire dai prossimi giorni le Istituzioni si aprano ad un confronto con tutti i portatori di interesse che gravitano nell’ambito del diabete, con il pieno e costruttivo coinvolgimento delle Associazioni dei pazienti.

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